ROCCA CALASCIO TRA I CASTELLI FANTASMA PIU’ FAMOSI D’ITALIA, VIAGGIO TRA STORIA E CINEMA

28 Novembre 2019 07:40

L'AQUILA – Palazzi, chiese, interi borghi oggi fantasma che anche se hanno perso vivacità e vitalità, non hanno mai perso il loro fascino: l’Italia è piena di luoghi mai terminati e di altri che un tempo splendevano di luce propria, ma che ora sono completamente abbandonati.

Il castello abruzzese di Rocca Calascio, in provincia dell'Aquila, è tra gli 8 luoghi fantasma più famosi d'Italia.

Volagratis.com ha raccolto storie, straordinarie e curiose da raccontare, ed immagini di 8 posti abbandonati del nostro Paese da scoprire e riscoprire.

Per poter godere del panorama, da sempre considerato uno dei più affascinanti della regione, bisogna salire fino a 1.460 metri, un punto che apre ad un quadro a 360 gradi sulla valle del Tirino e sull’altopiano di Navelli.

La fondazione della rocca si fa risalire all’anno 1000, anche se il primo documento storico che ne attesta la presenza è datato 1380. La struttura originaria era costituita da un torrione isolato di forma quadrangolare a pietre già squadrate ed aveva funzione di torre d’avvistamento.

Nel XIV secolo è possedimento di Leonello Acclozamora della baronia di Carapelle. Successivamente, verso la fine del XV secolo, venne concesso da re Ferdinando ad Antonio Todeschini della famiglia Piccolomini, che rafforzò la fortificazione dotandola di una cerchia muraria in ciottolame e quattro torri di forma cilindrica ad uso militare. Durante questo periodo, come riportato sul sito roccacalascio.info, la rocca vide crescere il proprio peso economico, poiché posta a controllo dei capi di pecore coinvolti nella transumanza sulla direttrice del regio tratturo per Foggia, ed ai suoi piedi si sviluppò un piccolo borgo, a sua volta cinto da mura.

Nel 1579 la famiglia Medici acquistò per 106.000 ducati la rocca ed il vicino borgo di Santo Stefano di Sessanio al fine di estendere i propri possedimenti per sfruttare il commercio della lana. Nel 1703 venne devastata da un violento terremoto in seguito al quale l’area più alta del borgo venne abbandonata e buona parte della popolazione si trasferì nel vicino paese di Calascio, la cui nascita è collegata alla distruzione della rocca.





Nel XX secolo anche le ultime famiglie rimaste abbandonarono il borgo e la rocca rimase disabitata. Sul finire del secolo però, anche sull’onda del successo derivato dall’ambientazione di alcuni film, alcune abitazioni sono state recuperate ed altre sono state convertite a strutture ricettive; il castello, inoltre, ha subito un importante operazione di restauro e consolidamento ed è oggi una delle principali attrazioni turistiche della zona.

Il castello, citato tra i 15 castelli più belli al mondo dalla nota rivista National Geographic, è salito alla ribalta nazionale ed internazionale grazie al film LadyHawk, cult cinematografico firmato da Richard Donner.

Nella pellicola del 1985, il rifugio del monaco è proprio il castello di Rocca Calascio, scenografato con l'aggiunta di corone alle torri, tra cui quella da cui precipita il personaggio interpretato da Michelle Pfeiffer, protagonista del film insieme a Rutger Hauer e Matthew Broderick.

Tra i film girati a Rocca Calascio, poi, c'è Il Nome della Rosa del regista Jean-Jaques Annaud, uscito nelle sale nel 1986, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Umberto Eco, che ha come protagonisti il monaco Guglielmo da Baskerville, interpretato da Sean Connery, e il giovane novizio Adso da Melk, interpretato da Christian Slater. 

Il castello di Rocca Calascio è stato utilizzato per gli esterni che compaiono nelle scene di apertura e chiusura della pellicola. Inoltre, la crew ha scelto un particolare sentiero a Campo Imperatore per la scena del viaggio con i muli che Guglielmo e Adso intraprendono per raggiungere l’abbazia. 

Tra le altre località fantasma più belle d'Italia, Volagratis.com cita: Consonno, località nel comune di Olginate, nella provincia di Lecco, l'abbazia San Galgano in Toscana, l'isola di Poveglia in Veneto, la discoteca Woodpecker in Emilia Romagna, Le Vele di Calatrava nel Lazio, il vallone dei Mulini in Campania e il castello Sammezzano in Toscana.

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