BUDGET PIU' RICCO PER CLINICA PRIVATA DI SULMONA DELLA HOLDING DEL POTENTISSIMO IMPRENDITORE E PARLAMENTARE FI ANTONIO ANGELUCCI. DA MERCOLEDI' REPARTO PER OSPITARE CONTAGIATI, CON 46 POSTI LETTO; DUBBI SU DELIBERA REGIONALE, MANCA COPERTURA ECONOMICA, IN PRIMA ONDATA COVID IN STRUTTURE DEL GRUPPO DECINE DI CASI E VITTIME

SAN RAFFAELE “PREMIATA” DA REGIONE ABRUZZO, 46 POSTI COVID E 1,3 MLN PER FISIOTERAPIA

20 Novembre 2020 08:32

SULMONA – Da clinica privata nell’occhio del ciclone durante la prima ondata del coronavirus con decine di contagi e anche vittime tra i ricoverati, a struttura strategica per la Regione Abruzzo sul fronte della lotta al coronavirus.

La San Raffaele di Sulmona, del gruppo Tosinvest degli imprenditori Antonio Angelucci, 76enne parlamentare di Fi originario del piccolo comune abruzzese Sante Marie, nella Marsica, e del figlio Giampaolo Angelucci, si appresta infatti a diventare da mercoledì prossimo presidio covid con ben 46 posti letto, e nella struttura peligna sarà allestito anche un laboratorio diagnostico, che nell’immediato potrà effettuare tamponi antigenici rapidi e successivamente attivare anche quelli molecolari rino-faringei.

Sarà poi beneficiaria di un aumento di budget erogato dalla Regione pari a 1,3 milioni di euro di soldi pubblici, per le prestazioni di fisioterapia, accordato con una delibera di giunta del 10 novembre. Atto che già provoca contrarietà nel centrosinistra in Regione, da quanto si apprende, per l’incertezza delle coperture e alla luce del fatto che è operazione estremamente complessa sforare il budget complessivo per le cliniche private di 136 milioni di euro.

Ad annunciare che la San Raffaele sarà il principale hub covid nel centro Abruzzo nella valle Peligna, il presidente della Regione Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, in visita a Sulmona martedì accompagnato dall’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, Lega,  il direttore generale della Asl provinciale aquilana, Roberto Testa,  dai consiglieri regionali sulmonesi, Marianna Scoccia, Udc, e Antonietta La Porta, Lega, accolto dal sindaco di Sulmona, Annamaria Casini. Nella stessa giornata è stato annunciata l’attivazione di un reparto covid da 20 posti letto covid, anche all’ospedale Santissima Annunziata,  dove, nel frattempo, sono stati temporaneamente riconvertiti a covid otto posti letto nella cosiddetta ‘zona grigia’.

Il 10 novembre è arrivata poi un’altra buona notizia per la clinica privata specializzata in riabilitazione neuromotoria con assistenza per ogni età, con i suoi 101 posti letto di cui 55 in regime di ricovero ordinario per i casi clinici più complessi con parte dei posti letto in Day Hospital, e dove lavorano 105 sanitari.

Una articolazione di una big della sanità privata, di proprietà della famiglia Angelucci, e di cui è presidente Carlo Trivelli, con capogruppo l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico San Raffaele di Roma, e che tra poliambulatori, case di cura accreditare specializzate nella riabilitazione, residenze sanitarie assistenziali (rsa) conta 28 strutture nel centro e sud Italia, con oltre 3mila posti letto.

Una delibera ha elevato il suo budget, fissato per il 2019 in 4 milioni e 849.607 euro, incrementandolo per il 2020 nella misura di 1 milione e 300.000 euro.

Questo per incrementare le prestazioni “codice 28” rivolte a pazienti con mielolesioni e gravi cerebrolesioni, “in un contesto di scarsa diffusione sul territorio nazionale di strutture che rendono tali prestazioni, in particolare nell’area centro sud”.

Con la prospettiva insomma  di aumentare la mobilità attiva da altre regioni in Abruzzo.

È destinata però a far discutere e a rinfocolare il dibattito politico un altro passaggio della delibera: quella dove si impegnano “gli uffici regionali competenti a provvedere ad inserire nell’ambito degli atti di programmazione finanziaria 2020 un incremento del budget complessivo previsto per l’acquisto di prestazioni ospedaliere nei limiti del valore di euro 1.300.000”.

Ovvero, c’è chi osserva, la copertura non c’è, e per di più non è consentito, se non con un complesso iter che dovrà essere approvato dalla tavolo di monitoraggio del , sforare il budget complessivo per acquistare prestazioni dalla sanità privata di 136 milioni di euro l’anno. Per reperire le risorse, insomma, occorrerà tagliare altre prestazioni, operazione non facile, visto la coperta relativamente corta, e i tanti interessi in gioco.




Ad aprile la clinica San Raffaele è stata investita drammaticamente dalla pandemia, con oltre 60 contagi, tra gli operatori e i pazienti, e tre vittime.

La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo, e le indagini degli inquirenti si sono focalizzate sulla presunta ‘paziente zero’, vale a dire una donna proveniente da una struttura sanitaria di Bergamo e poi ricoverata nella San Raffaele e infine trasferita a Chieti dove è morta dopo essere risultata positiva al Covid-19.

Nella seconda ondata si sono verificati invece quattro casi, relativi a tre operatrici di cui due domiciliate a Sulmona e una a Pratola Peligna e una degente residente a Bugnara ma domiciliata nella clinica.

La pandemia ha del resto investito altre strutture della San Raffaele, a cominciare dalla casa madre Irccs Pisana di Roma dove si sono registrati oltre cento contagi e 5 morti, e dalla clinica di Rocca di Papa, in provincia di Roma, 168 casi di positività al Coronavirus, circa la metà dei degenti, e 43 decessi.

Ora però l’attribuzione di posti letto covid, e l’aumento del budget, rappresenta un bel colpo per il colosso della sanità fondato dal marsicano Antonio Angelucci che ha iniziato la sua sfolgorante carriera  dapprima come commesso di una farmacia, in seguito come portantino presso l’ospedale romano San Camillo, poi come sindacalista.

E’ ora a capo della finanziaria Tosinvest, holding di cui detiene la maggioranza delle azioni, e che prende il nome dalle prime due lettere (TO – SI) dei nomi del fondatore Antonio, detto Tonino, e della prima moglie Silvana Paolini. Oltre alle cliniche private, il gruppo è stato da sempre attivo nel campo dell’edilizia e in quello dell’editoria, un classico per i big della sanità privata,  con il controllo dei quotidiani Il Riformista fino 2012, di Libero, dalla sua fondazione nel 2000 e, dal 2016, de Il Tempo, e altri quotidiani locali dell’Italia Centrale.

Brillante la carriera di Angelucci anche come politico, eletto nel 2008 deputato nel Pdl, meritandosi però la ribalta delle cronache per essere stato l’onorevole con il minore tasso di produttività e presenze, “marinando” il  99,5% delle sedute. È stato poi rieletto deputato nel 2013 e nel 2018.

Angelucci è finito nel corso degli anni alla ribalta anche della cronaca giudiziaria, e ad ottobre scorso è stato indagato nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma perché avrebbe tentato di corrompere, nel 2017 e con 250mila euro, l’attuale assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato. Un tentativo che non si è concretizzato in quanto il fedelissimo del presidente della Regione Lazio e segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti, ha rispedito al mittente la proposta.

Secondo i pubblici ministeri Angelucci avrebbe “avanzato – si legge negli atti – alla Regione Lazio una richiesta di pagamento di pretesi crediti della struttura San Raffaele Velletri, alla quale era stato revocato l’accredito presso il Servizio sanitario regionale a causa di gravi irregolarità”, “richiesta ritenuta infondata ed irricevibile dall’assessorato alla Sanità della Regione Lazio ed, in particolare, da Alessio D’Amato”. L’imprenditore e parlamentare si è dichiarato totalmente  estraneo alle contestazioni, “esprimendo fiducia nell’operato della magistratura”.

Angelucci è poi indagato per corruzione, insieme a Ferruccio Calvani presidente del cda de Il Tempo e a Salvatore Ladaga ex consigliere comunale di Forza Italia a Velletri, per assunzioni  in cambio dell’“impegno istituzionale” in consiglio comunale di Lagada per favorire le cliniche di Angelucci. Anche qui accuse tutte da dimostrare.

Intanto l’assessore D’Amato, che è anche responsabile dell’unità di crisi regionale per l’epidemia da covid, ha disposto la revoca dell’accreditamento per la rsa San Raffaele Rocca di Papa, per presunte “gravissime violazioni dei protocolli”, alla base dei contagi e decessi della prima ondata di covid. Ed è in atto un durissimo contenzioso. (red.)

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