IL PICCOLO RICHARD E' NATO ALL'OSPEDALE SAN SALVATORE DEL CAPOLUOGO
IL SOGNO DELLA GIOVANE MAMMA, ''FARE LA GIORNALISTA E RESTARE IN ITALIA''

SANDRA, DAL GHANA MAMMA ALL’AQUILA: ”VORREI MIO FIGLIO DOTTORE IN EUROPA”

Autore dell'articolo: Marco Signori

7 Novembre 2015 08:14

L'AQUILA – “Yees!”. Con un sorriso a trentadue denti e gli occhi che le brillano, risponde senza esitazione alla domanda se voglia o meno restare in Italia.

Sandra Adusei ha appena 21 anni ed è sbarcata ad Agrigento a luglio dopo un estenuante e costosissimo viaggio durato 4 mesi.

È originaria di Kumasi, città di 2 milioni di abitanti del Ghana. La madre e il padre, cristiana lei e musulmano lui, si sono separati per motivi religiosi. Sandra è stata abbandonata all'età di 2 anni dalla mamma, a dieci si è disfatta di lei anche il papà.

Da allora la ragazza ha vissuto con diverse persone prima di conoscere William, il papà del piccolo Richard, che ha visto la luce all'Aquila l'11 ottobre scorso.

Sono andati a vivere insieme, ma quando è rimasta incinta, Sandra ha pensato che non potesse esserci un futuro per il proprio figlioletto.

Ha raggiunto da sola la Nigeria, dove si è aggregata a un gruppo di migranti arrivando in pochi giorni in Libia, la vera odissea è cominciata allora.

Per sottrarsi al fenomeno della prostituzione, a cui molte donne in fuga dal centro Africa sono costrette a ricorrere per finanziarsi l'ultimo, determinante tratto del viaggio verso l'Europa, nell'ex colonia italiana è stata costretta a restare per mesi, prima di riuscire a raccogliere il denaro necessario.

Una sorta di colletta della speranza, alla quale hanno partecipato alcuni connazionali e persone che conosceva e che stavano percorrendo la stessa strada dell'emigrazione.





Il Ghana, racconta ad AbruzzoWeb, è “un Paese tra i più poveri al mondo”, dove le drammatiche difficoltà di approvigionamento energetico “non fanno arrivare la corrente in tutte le abitazioni” e dove l'istruzione è “per la stragrande maggioranza a pagamento”.

Sandra sogna di diventare giornalista, e per questo vorrebbe studiare in Italia, Paese che ama e dal quale non vorrebbe mai andar via, neanche per altre mete europee. A Kumasi ha interrotto gli studi all'età di 6 anni, proseguirli sarebbe significato sborsare delle somme di denaro impensabili per ampie fette di popolazione.

Nei giorni scorsi è arrivato in Italia anche William che, appena sbarcato in Calabria, ai soccorritori ha chiesto di Sandra ed è subito riuscito a mettercisi in contatto. Anche se ora si trova in un centro d'accoglienza di Torino e il ricongiungimento per le solite leggi è cosa lunga e complessa.

Sandra, come tutti gli immigrati, appena arrivata ha presentato domanda di asilo politico ed è in attesa di essere convocata dalla commissione interregionale che dovrà esaminare il suo caso.

“Il Ghana è un Paese molto bello ma la situazione è difficilissima – racconta – non c'è lavoro, lo stipendio da operaio edile di William non ci avrebbe consentito di sostenere un figlio, senza soldi è impossibile accedere all'istruzione, la scuola elementare non è a pagamento dappertutto ma il livello successivo sì”.

Per Sandra è la prima volta fuori dai confini del suo Stato, ma per l'Italia è stato amore a prima vista. “Per me è una nazione molto bella – dice – se dovessi andare in altri Stati europei lo farei solo per una vacanza”.

Per il figlioletto, che non avrà la cittadinanza nonostante sia nato in Italia, visto che il dibattito sullo ius soli, l'acquisizione della cittadinanza dello Stato in cui si nasce, a prescindere da quella dei genitori, è ancora in fase embrionale, sogna che diventi dottore in Europa.

Con i genitori non più ha contatti e a rivederli neanche ci pensa, “adesso ho una famiglia e sono io una madre”. In attesa di riabbracciare William.

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