L’AQUILA – Nuova grana nel centrodestra in Abruzzo e nella maggioranza già litigiosa, alle prese con il buco della Sanità di oltre 122 milioni, scoppia il caso sulla privatizzazione di Sangritana, Società che opera nel settore commerciale, controllata dall’azienda regionale di trasporti Tua.

Su tutte le furie il presidente della Regione, Marco Marsilio, di FdI, riconfermato per lo storico mandato lo scorso 10 marzo, dopo la ferma opposizione della Lega ad una cessione dell’azienda, con il segretario provinciale di Chieti, Maurizio Bucci, sindaco di Gamberale, che nei giorni scorsi ha convocato una conferenza stampa lanciando un appello per “fare fronte comune per la difesa di questo gioiello”.

Più fonti riferiscono di un Marsilio particolarmente irritato questa mattina a Pescara, a margine della presentazione di “Cartoons in the bay”, il festival internazionale dell’animazione televisiva, mentre erano in corso accesi colloqui telefonici.

Una presa di posizione che ha portato a un duro scontro nel centrodestra e che fa da contraltare, viene evidenziato da più parti, al rigoroso silenzio circa le operazioni in corso, mentre si è in attesa di conoscere gli effetti dell’avviso per la cessione del 30% del capitale sociale della società frentana, con gli operatori economici che sono stati invitati a formulare un’offerta entro questa sera.

Sono attesi per domani, quindi, i primi sviluppi su una questione che continua ad alimentare i conflitti all’interno della maggioranza, con duri confronti e telefoni che continuano a squillare alla ricerca di unità di intenti che appare sempre più lontana, con diversi esponenti del centrodestra in provincia di Chieti che lamentano di essere stati esclusi da un’operazione su cui vige il “segreto assoluto”.

In merito alle polemiche non si sbottona il segretario della Lega Chieti Maurizio Bucci, già sindaco revisore della ex Ferrovia Adriatico Sangritana: “Aspettiamo domani per sapere se ci sono state offerte e come ci si muoverà – dice ad AbruzzoWeb – La nostra è una battaglia a difesa di un’azienda storica del territorio. Non conosciamo le motivazioni che hanno spinto alla cessione, se l’ingresso di privati potrebbe portare ad un cambio dello scenario. Tutto ciò che ci preme è tutelare Sangritana e gli oltre 100 lavoratori che in queste ore continuano ad interrogarsi sul loro futuro”.

Per Bucci, Sangritana è “un’azienda con tratte di percorrenza decisamente interessanti e fruite, che offre un servizio pubblico di indubbia utilità e qualità e con prospettive di crescita ottime. Non vorremmo, come purtroppo invece viene da pensare, che la cessione di una parte di quote sia solo per risolvere problemi finanziari altrui”.

Già nei giorni scorsi il cambio al vertice di Sangritana ha creato non pochi malumori quando l’ex amministratore unico Alberto Amoroso, che ha terminato il proprio mandato triennale, è stato sostituito prima da Enrico Dolfi, dirigente della divisione ferroviaria, che ha poi rinunciato “per improvvisi ed imprevisti problemi familiari”, e poi da Paolo Marino, dirigente dell’area appalti e Acquisti della Tua, che è oggi ufficialmente amministratore unico.

Dalle opposizioni si è parlato addirittura di “marsilizzazione dell’Abruzzo su asset strategici per portarli altrove”, come ha sottolineato il presidente regionale di Italia Viva Camillo D’Alessandro, già sottosegretario ai trasporti nel Governo D’Alfonso.

La sostituzione di Amoroso, da sempre contrario alla privatizzazione di Sangritana, è stato fatto presente, nasconderebbe l’intenzione di agevolare il percorso di “svendita” dell’Azienda, considerando che il suo predecessore, Pasquale Di Nardo, è rimasto in precedenza in carica per 12 anni di seguito.