CAPOGRUPPO DEM ATTACCA CENTRODESTRA SU 250 MILIONI A CLINICHE CONVENZIONATE E CHIEDE REPORT AGGIORNATO: ASL TERAMO TACE, PER PESCARA SOLO PARTE DI QUELLI SOTTOSCRITTI; PER L'AQUILA E CHIETI NON E' CERTA TRASMISSIONE A REGIONE ABRUZZO

SANITA’: CONTRATTI A PRIVATI, E’ GIALLO ​PAOLUCCI, ”RISPOSTE DG OPACHE E PARZIALI”

11 Febbraio 2020 15:31

L'AQUILA – Le Asl provinciali di Chieti e L’Aquila, con un testo identico, scrivono di aver fatto i compiti a casa, l’Azienda sanitaria di Pescara ammette che il lavoro non è ancora concluso, perchè “ci vogliono adeguati tempi tecnici”. Mentre la Asl di Teramo non risponde. 

È giallo sulla ambita fetta di 250 milioni di euro legata alle convenzioni tra la Regione Abruzzo e le cliniche e gli operatori privati: sulla firma dei contratti con il mondo privato la Regione relativo al 2019 e sulla partita per il 2020, viene fuori un quadro molto confuso e nebuloso che nella totale assenza di dati ufficiali, fa correre il rischio di deregulation.

Dai documenti di risposta inviati da tre dei quattro dg delle Asl abruzzesi, al capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, che il 3 dicembre scorso ha chiesto informazioni sulla materia, non emergono informazioni risolutive. Situazione che fa da contraltare alla presa di posizione dell’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega, la quale ha spiegato che il problema è sostanzialmente risolto.

Oggi, con una nota sui tetti di spesa ai privati, Paolucci sbotta parlando di risposte opache da parte dei manager, di grave ritardo e di assenza di trasparenza, ma soprattutto di contratti non firmati. Lo stesso ex assessore regionale alla Sanità della Giunta di centrosinistra rincara la dose annunciando ad Abruzzoweb la presentazione di una richiesta di accesso agli atti.

Sotto la guida Paolucci, la Regione è uscita dal commissariamento per il deficit sanitario da parte del Governo nazionale nell’ottobre del 2017, oggi l’Abruzzo ha ripreso il controllo anche se deve sottoporre le proposte al tavolo di monitoraggio. 

“Al contrario di quanto affermato da alcune opache comunicazioni delle Asl, ad oggi non sono stati conclusi i contratti del 2019, e nessuna nota sui tetti provvisori del 2020 è stata inoltrata alle Asl per quanto riguarda budget e prestazioni sanitarie nel rapporto fra Regione ed erogatori del settore privato – spiega il dem -. E’ una lacuna gravissima, perché si opera senza la documentazione regionale di supporto, come invece la normativa richiede e senza che chi deve controllare lo faccia, per accertare una situazione che rischia di  ripercuotersi sui cittadini e sugli degli operatori, se sfuggirà di mano – avverte l’ex assessore alla Sanità –.  Stiamo parliamo di una partita di circa 250 milioni di euro: 131 con le case di cura, 118 per prestazioni assicurate sul territorio, come esami ed analisi, che al momento sono movimentati fuori da una cornice autorizzativa. Non solo non sono stati sottoscritti tutti i contratti dell’anno 2019, ma non ci sono neanche le comunicazioni provvisorie per il 2020, come sempre avvenuto nel passato. Gli operatori privati, quindi, stanno lavorando senza alcuna comunicazione ufficiale da parte della Regione Abruzzo, ormai preda dell’inedia e dell’incapacità di affrontare qualunque nodo. Opache le risposte pervenutemi a una richiesta puntuale di informazioni. Così le ASL di Chieti e L'Aquila, per cui risultano concluse, e non è vero, le procedure di sottoscrizione dei contratti negoziali relativi all'annualità 2019 in materia di prestazioni erogate dalle strutture private accreditate, mentre per la ASL di Pescara risultano concluse le procedure per le sole strutture riabilitative ex art. 26 L. 833/78, Residenze Sanitarie Assistenziali, Residente protette e Strutture Psicoriabilitative”.

Paolucci sottolinea di restare “in attesa di conoscere la situazione della ASL di Teramo e di avere un quadro sulla situazione generale, richiesto già dai primi di dicembre 2019 oltre che alle Asl, al Dipartimento della Sanità della Regione Abruzzo che non ha ancora risposto. E’ possibile tutto questo? Chi deve accertare se la situazione è a norma lo faccia al più presto. E si tenga conto dei pesanti rilievi dei Ministeri sulla fragilissima governance della Regione. La corrispondenza che mi sono ritrovato davanti tra Regione e Asl non fa che confermare un modo di agire senza visione, strategia, trasparenza, senza indirizzi chiari e che, se dovesse proseguire, potrebbe spingermi a ricorrere a tutti gli organi di garanzia, al fine di evitare la pericolosa mancanza di regole a cui si andrebbe a sfociare, rispetto al tetto di spesa e prestazioni convenzionate che la Regione acquista per affiancare le strutture pubbliche nelle cure degli abruzzesi – continua Paolucci -.  Appare del tutto superfluo evidenziare l’importanza di ultimare la definizione delle negoziazioni.  La Regione ora che non è più commissariata, ha il compito di programmare: questa destra al governo non lo fa e non ha nessuna scusante. Oltre all’enorme salto indietro fatto fare all’Abruzzo, potremmo assistere a un vero salto nel baratro per la sanità a causa di inerzia, mancanza di trasparenza e la totale assenza di azioni positive sul settore, nel mentre non c’è un solo atto di programmazione data l’estrema genericità di tutti i documenti presentati finora ”.

Paolucci sta dando battaglia da mesi: non a caso, nei giorni scorsi ha fatto richiesta di un ulteriore “report dettagliato e aggiornato”, chiedendo informazioni sull'avvenuto pagamento del saldo agli operatori, che appunto può avvenire solo ed elusivamente con il contratto sottoscritto. Il suo sospetto è che “i contratti non sono stati perfezionati, ovvero non sono stati sottoscritti di tutte le parti, ovvero Asl, Regione e operatori privati”. 

L’assessore Verì, della Lega, ha invece più volte assicurato che l'iter di sottoscrizione procedeva secondo “le normali e opportune tempistiche”.

Le Asl provinciali di Chieti e L’Aquila, nelle note di risposta inviate entrambe il 23 dicembre scorso, informano che “si è proceduto alla sottoscrizione dei contratti negoziati relativa all'annualità 2019, nel rispetto delle disposizioni regolamentari regionali in materia”.
Ma non si dice nelle lettere, a firma dei dg, Thomas Schael, di Chieti, e Roberto Testa, dell’Aquila, se poi le convenzioni sono stati inviati all'assessorato, per completare l’iter. 

La Asl di Pescara, in una nota a firma del direttore generale facente funzioni, Antonio Caponetti, del 6 dicembre, scrive invece che “risultano concluse le procedure di sottoscrizione del contratto negoziali relativa all'annualità 2019 in materia di prestazioni erogate dalle strutture private titolari di accreditamento definitivo. Con prestazioni sanitarie strutture riabilitative ex articolo 26 della legge 883-78 (residenze sanitarie assistenziali, residenze protette strutture psico-riabilitative. E che per tali prestazioni si aggiunge, “si è provveduto a sottoscrivere e restituire alla Regione i contratti ricevuti”.





Però, per tante le restanti tipologie di prestazione, “l'iter della definizione delle negoziazioni sono in corso e coinvolgono nostra azienda, le altre ASL, la regione Abruzzo, gli erogatori privati e comportano i tempi tecnici necessari”

La Asl di Teramo, di cui è direttore generale facente funzione, Maurizio Di Giosia, non ha invece risposto. 

Per questo arriva un’altra istanza: “Con la presente sono a chiedere un report per conoscere dettagliatamente – scrive Paolucci – per ciascun contratto sottoscritto i pagamenti per l'anno 2019 e precisando se sono avvenuti nella loro interezza come previsto dalle norme vigenti in materia, laddove il contratto è stato sottoscritto come puntualmente affermato nelle note”. 

“Resto in attesa di conoscere – scrive ancora Paolucci – la situazione della Asl di Teramo, e se relativamente alla Asl di Pescara nel mentre è stata conclusa la procedura di sottoscrizione dei contratti negoziali relativi all'annualità 2019 della rete ospedaliera privata accreditata, della rete di specialistica ambulatoriale privata accreditata, degli stabilimenti Fkt, degli studi di radiologia, delle case di cura, degli studi medici branca vista e della rete dei laboratori privati accreditati”.

Ad agitare le acque intorno ai contratti è stato anche il contenuto, oltre alle tempistiche, in uno dei suoi aspetti essenziali, quello dei tetti di spesa. 

C’era chi aveva sostenuto che gli schemi di contratto predisposti, e anche quelli firmati, non si adeguerebbero ai criteri che il tavolo di Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali e il Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali assistenza del Ministero, che hanno bocciato la delibera di giunta 348 del 18 giugno, in cui sarebbe stato confezionato uno schema di contratto, secondo molti assai “generoso”, con le cliniche private accreditate, in cui ci sarebbero state concessioni su controlli, su prestazioni e posti letto occupati, consentendo una maggiore elasticità nei tipi di ricovero, da un reparto all'altro, oltre al fatto che si sarebbero reso “più agevole sforare i tetti dei rimborsi pattuiti con le Asl, senza dover fornire giustificazioni”. 

Prevedendo l'oscillabilità “fino al 20 per cento del tetto mensile del budget”.

La delibera di luglio è stata poi “chiarita” dall'assessore Verì con un ulteriore atto di giunta di ottobre, inviata al tavolo romano. Che però nel verbale  nel verbale della riunione del Tavolo di monitoraggio del 30 novembre scorso, trasmesso al Dipartimento regionale Sanità, si rinnovano le perplessità sui tetti di spesa. 

Dal canto suo Verì, ad Abruzzoweb aveva invece spiegato che “buona parte delle convenzioni con le cliniche private sono state sottoscritte, con l'oscillabilità dei tetti di spesa prevista solo in casi del tutto eccezionali e autorizzati dalle Asl. Come previsto dalla nostra delibera di luglio, chiarita ad ottobre”.

“A breve torneranno indietro anche le ultime convezioni sottoscritte”, e “incontreremo a stretto giro gli operatori per ragionare sulle convenzioni relative al 2020”, aveva detto. 

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