PIANO ILLUSTRATO DA ASSESSORE VERI', ''RETE E INTEGRAZIONE TRA OSPEDALE E TERRITORIO''

SANITA’: PIANO REGIONE IN SEI MOSSE, PROGRAMMA OPERATIVO INVIATO A ROMA

21 Novembre 2019 16:18

PESCARA – Rete e integrazione, unite a sostenibilità economica, innovazione e valorizzazione del territorio, per ridurre le liste d'attesa e garantire una sanità vicina a tutti i cittadini. 

L'assessore alla Salute della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, immagina così la sanità abruzzese. 

Il progetto dell'Esecutivo di centrodestra è contenuto nel “Programma operativo 2019-2021” che indica in sei mosse il piano della Regione. Il documento è uno di quelli inviati a Roma dall'assessore, in vista del tavolo di monitoraggio del 27 novembre. 

Verì, inoltre, sta affrontando il tema del piano sanitario durante la riunione della Commissione Sanità della Regione Abruzzo, ancora in corso di svolgimento. La discussione si protrarrà in serata.

“L'idea – spiega Verì – è quella di creare un'integrazione funzionale tra ospedale e territorio, grazie a reti efficienti, ottimizzazione delle risorse, del personale e delle strutture. Il tutto, cosa fondamentale, eliminando i doppioni, pur rispettando gli standard di sicurezza. Un'impostazione di questo tipo non può che portare vantaggi ai cittadini”. 

“Puntiamo molto sul territorio – aggiunge – vogliamo ridurre le liste d'attesa, vogliamo ridurre gli ingressi inappropriati in pronto soccorso. Lo faremo portando la sanità dal cittadino, ma la sanità, non l'ospedale. Vogliamo che sia chiaro questo concetto: il cittadino ha bisogno di sanità, non necessariamente di ospedale. Si deve capire che non per ogni cosa è necessario andare in ospedale”. 

La Regione vuole quindi “salvare e preservare i piccoli ospedali, che avranno una vocazione ben precisa e diventeranno punti di riferimento per un determinato settore o una determinata patologia, grazie all'arrivo di specialisti. Può sembrare che questo porti ad un aumento dell'impegno economico – dice Verì – ma se tutto è ben organizzato non è così”. 

In particolare, per quanto riguarda la rete territoriale Verì aggiunge che “è importate perché si passa attraverso un programma di integraione ospedale-teritorio, in cui si ipotizza di poter istituire una grande azienda territoriale per l'intera regione, che si dedicherà completamente a quelle che sono le richieste del fabbisogno della comunità, per una sanità più vicina ai cittadini”.

Su questo l'assessore precisa che “le quattro aziende sanitarie resteranno al loro posto e seguiranno il discorso ospedaliero, ma grazie alla riforma anche strrutturale dell'agenzia sanitaria riusciremo a portare avanti questo tipo di programmazione”.

Secondo l'assessore “non è un libro dei sogni, al contrario di quanto dice qualcuno: bisogna evitare i doppioni, facendo questo il sistema è sostenibile. Il concetto di rete e integrazione – aggiunge – al ministero piace e in alcune regioni lo stanno attuando”. 

Per quanto riguarda i Dea di secondo livello Verì sottolinea che “al momento nessuno dei quattro ospedali ha i requisiti previsti dal Dm 70” e che “nelle more della riorganizzazione per arrivare ai Dea di secondo livello definiamo i quattro grandi ospedali come 'di alta complessità assistenziale'”.

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