“SANITA’ PUBBLICA ITALIANA ECCELLENZA NEL MONDO”, GIULIANI, “GRANDE IMPEGNO PER ABBATTERE DEFICIT”

PRIMARIO DI CARDIOLOGIA DELL'OSPEDALE DELL'AQUILA, "NEI CONVEGNI INTERNAZIONALI A CUI HO PARTECIPATO SIAMO CONSIDERATI MODELLO, SERVIREBBE MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA DI QUESTO", "CONTI SI POSSONO RISANARE EVITANDO GLI SPRECHI, IL RICORSO AGLI SPECIALISTI E ALLE STRUTTURE OSPEDALIERE QUANDO NON È NECESSARIO, POTENZIANDO LA PREVENZIONE"

15 Novembre 2025 09:15

L'Aquila - Sanità

L’AQUILA – “Il servizio sanitario universale, la sanità pubblica italiana, sono una eccellenza nel mondo, che garantisce a tutti il diritto alle cure, considerata nonostante i problemi che l’affliggono e in una situazione di oggettiva scarsità di risorse, un modello: sarebbe importante averne maggiore consapevolezza e serve anche la più ampia collaborazione per renderla sostenibile economicamente”.

Un accorato appello, quello lanciato su Abruzzoweb da Livio Giuliani, 50enne primario del reparto di Cardiologia e dell’Unità di terapia intensiva cardiologica con emodinamica dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

A maggior ragione significativo in una fase non certo facile in Abruzzo, la cui sanità è gravata da un deficit che rischia di sforare i 100 milioni di euro anche per il 2025, una emergenza, esplosa dopo le elezioni del marzo 2024 che hanno confermato per un secondo mandato di Marco Marsilio di Fdi, e che ha già imposto l’aumento dell’addizionale Irpef, tagli al bilancio regionale, e piani di contenimento della spesa alle quattro Asl per il prossimo triennio.





“Posso assicurare che si sta facendo tutto il possibile per risanare i conti, evitare gli sprechi”, assicura a tal proposito Giuliani, in servizio alla asl provinciale aquilana, di cui è direttore dal 1 settembre Paolo Costanzi, dal luglio del 2024, dopo aver vinto un concorso bandito proveniente dalla Asl provinciale di Chieti dove è stato responsabile dell’ Emodinamica, Diagnostica ed Interventistica,  e ancor prima nell’ospedale universitario di Novara, nel laboratorio di emodinamica dell’ospedale di Ivrea, con oltre 5mila interventi ceffettuati.

Un cardiologo di spessore internazionale, in virtù di un gran numero di pubblicazioni nelle più importanti riviste di settore, e delle partecipazioni a convegni nazionali e internazionali, anche come fellow della Società italiana di cardiologia interventistica (Gise) e membro del Comitato scientifico del Congresso nazionale di cardiologia interventistica.

“Mi sono occupato molto di ricerca scientifica – conferma Giuliani – e alcuni miei studi hanno avuto anche risonanza internazionale, per cui sono spesso invitato all’estero per portare il mio contributo nei congressi cardiologici, in Europa ma anche l’anno scorso due volte in Cina, a parlare in particolare di angioplastica coronarica, di ipertensione arteriosa polmonare, grave patologia rara che colpisce spesso le donne e di angioplastica polmonare, che è un altro un campo un po’ di nicchia a cui mi sono dedicato per tanti anni”.

Ebbene, sottolinea il cardiologo: “la sanità pubblica e universalistica italiana posso assicurare che nel mondo viene vista come una eccellenza, la qualità della ricerca scientifica è un punto di riferimento. La Cina, che ha un potenziale economico enorme, sta facendo grandi passi in avanti anche nella sanità e fa di tutto per così dire ‘rubare’ la nostra cultura medica, le nostre competenze, in ogni caso con loro è sempre una collaborazione stimolante e utile anche per noi”.

Tornando al tasto dolente della sostenibilità economica, tiene a sottolinea Giuliani: “ora ci sono difficoltà perché i costi delle cure sono aumentati in modo vertiginoso, una malattia che vent’anni fa era curata a costo bassissimo, oggi lo si fa con nuovi farmaci, con dispositivi e tecnologie all’avanguardia e questo costa molto di più, ma abbiamo guadagnato in qualità ed efficacia”.





E il dialogo arriva, giocoforza al debito della sanità dell’Abruzzo.

“Sono testimone del fatto che le istituzioni, dalla Regione alle direzioni delle Asl, stanno facendo tutti gli sforzi necessari per affrontare nel miglior modo possibile la situazione”.

E molto può essere fatto, suggerisce Giuliani, “evitando gli sprechi, di ricorrere agli specialisti e alle strutture ospedaliere quando non è effettivamente necessario, potenziando la prevenzione, ottimizzando i percorsi in modo che si riesca a curare a costi più bassi e anche meglio. Sembra un un paradosso, quest’ultimo ma assicuro che non è così. Da parte nostra, di noi medici, dobbiamo continuare a rispondere ai bisogni dei cittadini con la stessa passione e abnegazione che da sempre ha contraddistinto il nostro sistema nazionale”.

Infine un appello ai cittadini: “occorre collaborare con noi medici, quelli di base e quelli ospedalieri, il sistema sanitario è un patrimonio di tutti e in una situazione di risorse limitate, occorre maggiore consapevolezza, anche da questo passa la possibilità di vincere la sfida”. f.t.

 

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