SANITA’: SCINTILLE IN CONSIGLIO; VERI’, “COLPA DEL COVID”. D’AMICO, “FONDI A PIOGGIA, SAPEVATE”

23 Maggio 2024 18:36

Regione - Consiglio Regionale, Politica

L’AQUILA – L’assessore alla Salute “esterna” Nicoletta Verì sulla graticola che spiega che il disavanzo monstre da 122 milioni, “non è un problema solo della Regione Abruzzo”, e che “la colpa è dell’emergenza covid”, “dell’aumento dei costi, e della spesa farmaceutica esplosa”, della meritoria “stabilizzazione dei precari”. Il mite Luciano D’Amico che dai banchi dell’opposizione tira fuori le unghie, e ricorda che “per porre rimedio ad un deficit strutturale non si possono mettere in campo misure una tantum”, come prelevare gli accantonamenti del tfr dei dipendenti, e ha ricordato la messe di fondi a pioggia nel famigerato maxiemendamento di fine anno a discrezione dei consiglieri, andati al comune di Trasacco, dove è stato sindaco l’assessore al Bilancio Mario Quaglieri, di Fdi, “quando tutti sapevano quale era la situazione debitoria delle Asl”. Sandro Mariani del Pd che accusa Verì di raccontare favole e giudica “asini” i colleghi di maggioranza, mentre il capigruppo di Fdi, Massimo Verrecchia, ha ricordato che “gli abruzzesi a marzo ci hanno premiato, e in campagna elettorale la sanità è stata centrale”.

Come da previsioni della vigilia, sono state scintille oggi pomeriggio nel Consiglio regionale urgente dove è approdata la manovra correttiva necessaria a coprire oltre 68 milioni di euro del buco della spesa sanitaria, dopo che l’altra metà, di totale di 122 milioni, 128 per le opposizioni, è stata coperta con avanzi di amministrazione ed altre economie. Questo dopo che la delibera licenziata dalla giunta è stata corretta, perché bocciata dai revisori dei conti della Regione, per un difetto procedurale, e per la mancanza di una variazione di bilancio. E che una volta approvata dovrà essere valutata e accettata dal tavolo di monitoraggio di Roma, con appuntamento il 27 maggio,  che ha chiesto di ripianare con urgenza il buco.

Alla vigilia della seduta, il presidente del consiglio, Lorenzo Sospiri, è uscito dal coro della sua maggioranza e ha attaccato i direttori generali delle quattro Asl, annunciando ferrei controlli per il futuro per evitare un nuovo pesante deficit. Ovvero aprendo all’ipotesi di commissariare e poi cacciare Ferdinando Romano, dg della Asl dell’Aquila, Maurizio Di Giosia, di Teramo, Thomas Schael, di Chieti, e Vero Michitelli di Pescara.





Verì nel suo intervento di esordito spiegando che “il disavanzo non è solo della Regione Abruzzo, altre 15 regioni chiudono con il disavanzo. Anche negli anni precedenti è accaduto, e il disavanzo lo abbiamo sempre coperto. E lo faremo anche ora. Il punto è che abbiamo avuto l’emergenza covid, maggiori costi che sono diventati strutturali, è aumentata l’energia, la spesa farmaceutica con 990mila euro aggiuntivi, come pure i costi del personale, grazie alle stabilizzazioni. Avevamo apparecchiature obsolete, come tre Pet tac su quattro e le abbiamo sostitute. La mobilità passiva è diminuita in termini di costi per la Regione di 5 milioni. Non abbiamo chiuso i piccoli presidi, ed è stata una scelta politica,  perché sono necessari per le aree marginali, abbiamo dato possibilità di avere eccellenze, in questi piccoli presidi, e anche questo ha un costo. E’ in corso un piano per abbattere le liste d’attese e per l’abbattimento della mobilità passiva.”.

L’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri ha subito aggiunto: “avevamo due soluzioni, aumentare tasse o ridurre le spese, abbiamo scelto la seconda ipotesi. E abbiamo attinto da poste di bilancio che non prevedono utilizzo immediato, dagli accantonamenti che non ci servono nell’immediato”, ad esempio.

E a prendere di mira Quaglieri e tutta la maggioranza è stato Luciano D’Amico, candidato presidente del campo largo del centrosinistra e M5s, sconfitto alle regionali. “avevo sentito da voi fino al 10 marzo di una sanità efficiente e in salute, ora sappiamo che c’è un forte disavanzo strutturale, ma si propone una copertura una tantum, non ripetibile, prelevando gli accantonamenti, una soluzione ovvero non strutturale, e ci sarà disavanzo anche nel 2024″.

Per poi aggiungere:  “Il deficit era noto, m si è fatta la legge omnibus del 28 dicembre e a Trasacco dove è stato sindaco l’assessore Quaglieri, sono andati all’associazione Fucense 10.000 euro, all’associazione Pietro Taricone 5 mila euro, al kick boxing, 5mila euro, all’associazione Alpini, 2.500 euro, all’ Avis comunale 40.000 euro, al Festival del Sorriso 35.000 euro, all’Eno gastr 30.000 euro,  al Comune, per la riqualificazione urbana, 50.000 euro, alla Confraternita Madonna della Candelecchia 10.000 euro, ad un centro studi 9.000 euro”. Garantendo che se Quaglieri presenterà una norma per cancellarle queste erogazioni, vista l’emergenza del deficit, la voterò convintamente”





Ha incalzato dunque per il Movimento 5 stelle Francesco Taglieri “Complimenti a Verì, ha descritto un Abruzzo con le fatine che ti prendono per mano. Parlate ancora di modello Abruzzo, da replicare addirittura in tutte in altre regioni. La verità è che il signor Rossi, paziente oncologico, si è rivolto al cup unico, per una visita urgente, è si è sentito rispondere ‘ci dispiace, non ci sono i calendari’. Lo stesso avviene al signor Verdi per un dolore sospetto all’addome, alla signora Rosa per una mammografia. Avete detto che il deficit da 128 milioni erano fantasie, ma lei Verì rimasta assessore che alle regionali non è stata eletta, è stata bocciata dai cittadini, lo sapeva benissimo, lo sapeva che le Asl facevano acqua da tutte le parti”

Ha replicato Verrecchia: “il provvedimento non è semplice, da mettere avanti in breve tempo, ma Verì e Quaglieri hanno fatto un buon lavoro, e le tasse non aumenteranno. Voi della minoranza prendete a modello alcune regioni come la Toscana, dove però c’è un disavanzo di 300 milioni. La verità è che il nostro disavanzo è stato dovuto a costi che sono aumentati, e perché abbiamo stabilizzato 2.700 persone, precarie da 19 anni” .

 

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