SANITA’, VERI’: “ECCO I NUMERI SITUAZIONE FINANZIARIA”. CENTROSINISTRA: “BEFFA PER GLI ABRUZZESI”

14 Dicembre 2021 18:16

Regione: Sanità

L’AQUILA – “Saldo attivo per il 2020 confermato a 4 milioni di euro e disavanzo tendenziale per il 2021 pari a 98 milioni di euro, al lordo del payback farmaceutico (che vale intorno a 20 milioni di euro) e degli altri provvedimenti nazionali Covid attualmente in discussione in sede di Finanziaria, che permetteranno di ridurre in modo significativo lo sbilanciamento di quest’anno”.

Sono i numeri della situazione economico-finanziaria del sistema sanitario regionale, discussi nella riunione di ieri del Tavolo di monitoraggio ministeriale, ribaditi oggi dall’assessore Nicoletta Verì, della Lega, nel corso della seduta del Consiglio regionale.

La Verì interviene così fornendo i numeri dopo le notizie poco rassicuranti trapelate al termine di oltre cinque ore di discussione serrata, nel corso dei quali i ministeri competenti avrebbero bocciato i conti della Regione, ufficializzando un deficit sui circa 130 milioni di euro, arrivando ad agitare addirittura lo spauracchio di un nuovo commissariamento.

“Una nuova ‘censura’ alla gestione della sanità abruzzese”, l’ha definita così, dal centrosinistra, il capogruppo Pd in Consiglio regionale ed ex assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, che ha parlato di “un’altra sonora bocciatura” e “con il richiamo alla Regione a rientrare al più presto dai circa 130 milioni di debiti emersi, per evitare all’Abruzzo un nuovo commissariamento. Si sta verificando ciò che noi come centrosinistra abbiamo visto subito e denunciato, un declino che deriva dall’assoluta mancanza di governance della sanità, ad opera del governo Marsilio e nonostante le risorse aggiuntive arrivare a fronte dell’emergenza covid”.

Concetto ribadito dal capogruppo di “Abruzzo in Comune”, Sandro Mariani: “Purtroppo già dallo scorso mese di luglio avevamo capito, e segnalato, le difficoltà in cui versavano i bilanci della sanità abruzzese e delle quattro Asl regionali, ma ieri il tavolo ministeriale di monitoraggio sulla sanità ha certificato il debito monstre di 130 milioni di euro bocciando, senza appello, la gestione di Marsilio e della sua maggioranza. Difficoltà che, solo in parte, sono giustificabili con la crisi causata dalla pandemia come invece hanno cercato di far passare, goffamente, l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì e i direttori generali delle Asl che, in maniera quasi grottesca, hanno addirittura provato a far passare il messaggio che se non fosse stato per la pandemia i bilanci sarebbe stati perfino positivi”.

Verì ha sottolineato come “i contributi, a valere per il 2020, erogati dal Governo nazionale per fronteggiare le maggiori spese legate alla gestione dell’emergenza pandemica, hanno garantito l’equilibrio del sistema”.

Con la nota diffusa nel pomeriggio, Verì ha così confermato di aver illustrato, nel corso del tavolo a cui ha partecipato anche il direttore regionale del comparto, Claudio D’Amario, uomo forte della sanità abruzzese, gli aumentati costi causati dal covid.

“Ai tecnici del Tavolo ministeriale sono state illustrate dettagliatamente le maggiori spese sostenute nei primi 9 mesi del 2021 per far fronte alla pandemia: dai 47 milioni per il personale agli oltre 20 per le attività di testing con i tamponi molecolari. Quest’ultima voce, nel bilancio 2022 sarà fortemente ridotta, perché nel frattempo i laboratori ospedalieri regionali hanno raggiunto l’autosufficienza produttiva e non sarà più necessario ricorrere massicciamente a strutture esterne. La spesa per il personale, invece, viene considerata un grande investimento, non solo per l’emergenza Covid, ma per tutta l’assistenza sanitaria regionale, dopo il depauperamento degli scorsi anni e il blocco del turn over messo in atto dalla precedente giunta regionale”.

“Per quanto riguarda la rete ospedaliera, il Ministero della Salute ha confermato la richiesta di alcuni puntualizzazioni, che sono state già trasmesse dalla Regione. Il documento istruttorio, dunque, a breve sarà perfezionato dagli organismi tecnici ministeriali e trasmessi allo specifico Tavolo tecnico del Dm70. Sulla rete territoriale, infine, il lavoro degli uffici regionali è stato concluso: si attendono solo le indicazioni governative con le modalità operative per poter inserire nel documento le nuove strutture previste dal PNRR (case della comunità e ospedali di comunità), secondo le direttive del Dm71 predisposto dall’Agenas e in via di emanazione”.

Paolucci ha evidenziato: “Voglio solo ricordare che il fondo trasferito, tenuto conto anche delle risorse covid, al 2021 è già aumentato di oltre 200 milioni di euro rispetto al 2018, ciò significa che i costi sono aumentati di oltre 300 nello stresso periodo.  Il fatto più grave è che tutti gli atti di programmazione sono fermi al 2018, rete ospedaliera solo sulla carta, risorse in cassa a causa della mancata programmazione. È un fardello che pesa sempre di più dopo tre anni di gestione del centrodestra, reso progressivamente insostenibile sia dai costi sociali della mancata programmazione, la sanità è ferma, come lo sono l’edilizia sanitaria e i servizi territoriali, sia dal debito, che in soli 3 anni di gestione centrodestra è già a quota 130 milioni di euro. Non solo, questa paralisi genera fughe, dunque altri costi, quelli della fortissima e comprensibile mobilità passiva dei pazienti verso strutture fuori regione, che ha prodotto un saldo negativo che per la prima volta nella storia ha sfondato 100 milioni”.

“Una beffa per gli abruzzesi, ma anche per il tavolo governativo, che ha più volte richiamato la Regione chiedendole di governare il comparto, rimanendo a tutt’oggi incredibilmente inascoltato. Un quadro fosco per i servizi non dati, ma anche per i rapporti non gestiti a regola d’arte con la sanità privata, che rischia di generare ulteriori contenziosi, altro tema su cui ormai da anni avevamo messo in guardia l’esecutivo. Non è pensabile arrivare alla fine della legislatura senza aver prodotto alcuna scelta per la comunità e sul fronte di uno dei diritti più importanti, quello alla salute. Basti pensare che stiamo entrando nel 2022 e gli atti che regolano la sanità abruzzese sono fermi a quelli relativi al triennio 2016-2018, quelli che avevamo lasciato noi”, ha concluso l’ex assessore alla Sanità.

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