SANTA CROCE, CORTE APPELLO SOSPENDE ESECUZIONE DECRETO INGIUNTIVO 12 EX OPERAI CANISTRO

16 Marzo 2021 13:32

L’AQUILA – La Corte di appello dell’Aquila, sezione per le controversie di lavoro e previdenza, ha sospeso con un’ordinanza l’esecutività del decreto ingiuntivo nei confronti della società Santa Croce chiesto per rivendicare mensilità arretrate e tfr da 12 dei 75 ex lavoratori dello stabilimento di imbottigliamento di acqua minerale, conosciuta in tutta Italia, delle sorgenti Sant’Antonio Sponga e Fiuggino di Canistro.

I giudici di appello hanno sospeso gli effetti della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Avezzano, appellata dal sodalizio del patron Camillo Colella, “per la sussistenza del gravissimo danno che possa derivare all’appellante dall’ esecuzione della sentenza, in ragione della ingente entità della somma in questione”. L’ ordinanza è stata emessa dal collegio composto dal presidente, Luigi Santini, dal consigliere Paola De Nisco, e dal consigliere relatore Ciro Marsella.

La vertenza si riferisce all’attività nello stabilimento di Canistro andata avanti fino al 2015 quando l’azienda, che ha una penetrazione nazionale, è stata costretta a licenziare i lavoratori dopo la revoca da parte della Regione Abruzzo della concessione delle sorgenti Sant’Antonio Sponga, atto impugnato dal sodalizio dell’imprenditore Colella per la mancata proroga, concessa invece ad altri sodalizi in Abruzzo, per il quale è in corso con l’Ente regionale un serrato scontro penale e civile. Con la conseguenza che, dopo un periodo di ammortizzatori sociali, il personale è rimasto senza lavoro con la preziosa acqua che da oltre cinque anni finisce nel fiume Liri.

La Santa Croce ha saldato tutte le spettanze con gli ex lavoratori, eccetto che per i 12 operai in questione che hanno percepito il 50 per cento versato dall’azienda. La società si è aggiudicata la concessione provvisoria delle sorgenti nell’ambito del bando indetto dalla Regione il 9 febbraio del 2019 ed è in attesa dell’autorizzazione definitiva.

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