SARDEGNA DOMENICA AL VOTO, TESTA A TESTA TODDE E TRUZZU, MA INCOGNITA SORU. TEST ANCHE PER ABRUZZO

23 Febbraio 2024 08:02

Regione - Politica

CAGLIARI – Dopo l’arrivo dei big nazionali, ultime ore di campagna elettorale delle elezioni regionali in Sardegna, le  prime del 2024 a chi faranno seguito quelle in Abruzzo, del 10 marzo, ea ancora il 21 e 22 aprile in Basilicata e  a seguire Piemonte e Umbria. L’anno scorso le regioni che sono andate al voto sono state quattro –Lazio, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Molise – e in tutte ha vinto la coalizione centrodestra. Questo giro potrebbe accadere diversamente, e visti i sondaggi che danno un testa a testa,  il centrosinistra di campo largo, a cominciare appunto dalla Sardegna, con l’alleanza Pd e M5s potrebbe trovare una rivincita.

Il centrosinistra sostiene Alessandra Todde,  55 anni di Nuoro, ingegnere informatico, ex sottosegretario e vice ministro nei Governi Conte e Draghi, e attuale numero due del Movimento Cinque stelle. A sostenerla M5S, il Partito democratico, Alleanza verdi sinistra, Sinistra Futura, i Progressisti, il Psi Sardi in Europa, Fortza Paris e le civiche Demos, Orizzonte Comune, Uniti per Todde.

ll centrodestra, dopo un durissimo braccio di ferro tra Fratelli d’Italia e Lega, candida, Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari, meloniano doc su cui Fratelli d’Italia non ha voluto fare concessioni. Mentre Christian Solinas, il governatore uscente, voluto dalla Lega, ora coinvolto in inchieste giudiziarie, è stato infine spinto al passo indietro.





A sostenere Truzzu uno schieramento di 9 liste: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Riformatori sardi, Udc, Lega, Partito Sardo D’Azione, Sardegna al centro 2020, Dcr con Rotondi e lo schieramento composto da Pli e Alleanza Sardegna.

Fatale però potrebbe essere la presenza nella competizione di un terzo incomodo, che toglie in particolare voti a sinistra, ed è dato al 12%: Renato Soru, ricco imprenditore fodatore di Tiscali, ex governatore, in campo con una sua coalizione composta da Progetto Sardegna, la lista indipendentista Liberu, un lista composta da +Europa, Azione e Upc, la lista Vota Sardegna e Rifondazione comunista.

Una curiosità: tra i candidati del Pd al consiglio regionale c’è Camilla Soru, attuale consigliera comunale a Cagliari e figlia di Renato Soru, da cui ha preso le distanze lo scorso ottobre, definendo più volte la candidatura del padre “un favore alla destra”.





Nel 2004 Soru stato eletto presidente Soru, da esponente de L’Ulivo; nel 2009 è stato battuto dal candidato di Forza Italia Ugo Cappellacci, oggi deputato; nel 2014 la regione è tornata al centrosinistra, con la vittoria del candidato del PD Francesco Pigliaru; alle ultime elezioni regionali del 2019 il vincitore è stato Solinas, come candidato per il centrodestra.

Quarta candidata Lucia Chessa, insegnante di Lettere e leader dei Rossomori, si chiama Sardegna R-esiste. Corre in solitaria perché, ha detto più volte, non si riconosce nei grandi partiti italiani.

Anche la legge elettorale sarda, regione a statuto speciale, non prevede ballottaggi viene eletto o eletta presidente chi prende più voti al primo turno.

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