CRISI IDRICA, GUASTI E INTERRUZIONI PROGRAMMATE, UTENTI ESASPERATI, MONTA LA PROTESTA; PRESIDENTE BASTEREBBE, "SITUAZIONE CRITICA MA AL CENTRO NOSTRI PROGRAMMI DI INTERVENTO"; DA ORTONA CONSIGLIERE DI NARDO CHIEDE SCELTE DRASTICHE E CORAGGIOSE, "ANNULLARE PAGAMENTO BOLLETTE"

SASI: QUESTIONE ACQUA IRRISOLTA, “COMMISSARIARE, GESTIONE HA FALLITO”

Autore dell'articolo: Azzurra Caldi

15 Settembre 2020 08:02

LANCIANO – “Secchi ad ogni angolo, bottiglie piene sugli scaffali, dal bagno alla cucina. Questo quando siamo fortunati e veniamo avvisati per tempo”: le costanti interruzioni d’acqua, ormai all’ordine del giorno, per i comuni del Frentano, del Vastese, e di buona parte della provincia di Chieti, hanno ridisegnato la quotidianità  all’interno delle mura domestiche, dove al mattino ci si alza nella speranza di veder sgorgare “oro bianco” dai rubinetti.

Per molti un miraggio nell’ultimo periodo, soprattutto per chi, per lavoro, esce presto e torna alla sera e che, dopo un’intera giornata fuori casa non riesce a concedersi il lusso di una doccia: è solo una delle tante testimonianze dei cittadini che a causa di disservizi e interruzioni, un giorno per riparazioni urgenti e un altro per il risparmio programmato legato alla grave crisi idrica, si dicono esasperati e puntano il dito contro i vertici Sasi, Società abruzzese per il servizio idrico integrato.

Ultimo episodio una tubatura rotta a Sant’Eusanio, che ha lasciato 21 comuni senz’acqua.

Comunicazioni improvvise affidate ai social, “senza un minimo di preavviso”, con il sito qualche volta anche inaccessibile, “con le bollette, quelle sì, che continuano ad arrivare puntualmente”, sottolineano gli utenti.

Disagi che vengono da lontano ma, a giudicare dai continui attacchi e dalle polemiche degli utenti, la misura è colma: “Non siamo certo noi a decidere di togliere l’acqua, come se la Sasi fosse l’unica responsabile di una situazione certamente critica ma che è da tempo al centro dei nostri programmi di intervento”, ha provato a spiegare nelle scorse settimane il presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe.

Su 87 Comuni, 37 sono quelli sottoposti a turnazione e di questi 14 sono costretti a subire la sospensione quotidiana 7 giorni su 7.

Una situazione a tratti drammatica, come nel caso del Vastese,  che a fine agosto ha portato il presidente Basterebbe a chiedere  “che venga riconosciuto lo stato di calamità e di dare priorità all’uso umano della risorsa idrica. In assenza di tale provvedimento la società non riuscirà a garantire l’erogazione idrica” a seguito “della riduzione della disponibilità idrica della diga di Chiauci convogliata in distribuzione tramite il common carrier Arap Servizi”, e per questo “la Sasi, Ente gestore, non riesce a garantire la normale erogazione idrica nei Comuni di Vasto e San Salvo nelle zone litoranee”, si legge nella lettera  inviata dalla Sasi al Prefetto di Chieti, al presidente della Regione Marco Marsilio, al vice presidente della Giunta Abruzzese Emanuele Imprudente, nonché al direttore generale dell’Ersi, all’Arap e a Francesco Menna e Tiziana Magnacca, sindaci di Vasto e San Salvo.

Il tutto in piena estate, in un contesto già difficile a causa dell’emergenza sanitaria, con rubinetti a secco in due località di mare dove turisti e villeggianti hanno scelto di trascorrere le vacanze nel post lockdown.





La “questione acqua” è stata al centro della videoconferenza che si è svolta nelle scorse settimane e a cui hanno partecipato i parlamentari Luciano D’Alfonso, presidente della Commissione Senato Finanze e Tesoro, Gianluca Castaldi, sottosegretario con delega ai rapporti con il Parlamento, Salvatore Margiotta, sottosegretario al Ministero Infrastrutture e Trasporti e con Mario Turco sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri.

Urgono lavori di ammodernamento della rete non solo di quella principale, ma anche delle più piccole, alcune vecchie di 50 anni e quindi assolutamente inadeguate alle attuali esigenze, come sottolineato da Fabrizio Talone, responsabile servizi captazione e adduzione: sono 170 le sorgenti e l’80 per cento del volume immesso in rete dipende dalla sorgente Del Verde che alimenta quindi le città più popolose. La popolazione residente è 266 mila, quasi 180 mila quella fluttuante, 87 i Comuni gestiti dalla Sasi.

Criticità evidenziate in ogni sede, di anno in anno, che pure non sono sufficienti a sedare gli animi.

“La pessima e fallimentare gestione della Sasi, totalmente priva di una sana visione aziendale e della consapevolezza di gestire un bene comune di fondamentale importanza, è ormai sotto gli occhi di tutti e richiederebbe scelte drastiche e coraggiose, iniziando a valutare anche l’ipotesi di richiedere un commissariamento dell’ente”, ha attaccato Angelo Di Nardo, capogruppo di Fratelli d’Italia, Lega e lista Libertà e Bene Comune al Comune di Ortona.

Di Nardo, che mesi fa, in sede di Consiglio comunale chiamò a riferire il presidente Basterebbe, ha ricordato come “liquidò le problematiche sollevate, evidenziando un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini e un’arroganza fuori dal comune, invitandoci provocatoriamente a dotarci di un’autoclave”.

“L’amministrazione comunale di Ortona, che avrebbe il diritto e dovere di chiedere l’immediata uscita del Comune dalla Sasi e l’annullamento di ogni pagamento delle bollette per evidenti disservizi, assiste in silenzio a questo scandalo che continua a colpire i cittadini ortonesi”.

Senza tralasciare la polemica politica: “le forze di sinistra, che guarda caso sono le stesse che hanno appoggiato la nomina di Basterebbe alla presidenza della Sasi, ma anche altri ‘illustri’ partiti locali, che si erano dichiarate pronte a denunciare sindaco e Asl per la mancanza di un ecocardiografo all’ospedale, su questa vicenda tacciono e non proferiscono parola”.

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