SBLOCCA CANTIERI: MARSILIO, ”SCARSE NORME RICOSTRUZIONE, CRIMI HA ILLUSO L’ABRUZZO”

7 Giugno 2019 09:48

L'AQUILA – “L'approvazione al Senato del decreto Sblocca cantieri fa registrare qualche passo in avanti sulla ricostruzione, ma è molto lontano dalle aspettative che il premier Giuseppe Conte e il sottosegretario Vito Crimi avevano generato”.

Duro il giudizio del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio che non nasconde la delusione rispetto a una serie di questioni che, come precisa Il Centro, vanno dal personale per gli uffici della ricostruzione, alle norme invocate dagli enti locali per rendere più efficiente il processo di ripristino dai danni provocati dai terremoti che a più riprese hanno infierito sul territorio.

Ma c'è anche qualcosa di buono, spiega Marsilio, come “la proroga del pagamento delle tasse e lo stanziamento dei fondi anche per il prossimo anno per la città dell'Aquila, anche se in questo caso si trattava di interventi doverosi e scontati”. 

E ancora bene per “le procedure per le gare e gli appalti dei lavori, in linea con la riforma generale del Codice. Al di fuori del terremoto molto positivi sono gli emendamenti condivisi con la Regione per le nomine dei commissari per la messa in sicurezza dell'acquifero del Gran Sasso e per i lavori al porto di Pescara”.






Ma Marsilio non le manda a dire: “Sul fronte del nuovo personale necessario per far funzionare gli uffici speciali della ricostruzione ci siamo fermati a metà di quanto era stato promesso e di quanto realmente è necessario. E per quel poco personale concesso lo stesso non potrà essere reclutato nelle società in house e quindi ci vorrà molto tempo affinché entri in servizio”. 

Ma non basta, perché, come aggiunge il presidente, dalla legge di conversione del decreto sblocca cantieri “sono rimaste fuori tutte le norme elaborate dai Comuni e dalle Regioni per la semplificazione dei piani di ricostruzione, sia pubblica sia privata. Non è neanche stata sanata la discriminazione di trattamento delle lievi difformità edilizie degli edifici fuori cratere, così come avviene per gli edifici nel cratere”.

In sostanza, ha aggiunto il presidente, “il sottosegretario Vito Crimi aveva promesso e illuso il territorio del fatto che questo sarebbe stato l'ultimo decreto della storia che avrebbe accolto le giuste esigenze del territorio. Invece, a essere generosi, abbiamo ottenuto metà di quanto sperato. Ora solleciteremo i deputati della Camera a completare l'opera in seconda lettura, anche se il poco tempo a disposizione lascia pensare che la Camera non farà modifiche e questo significa che bisognerà continuare a chiedere al governo di fare ulteriori atti per raggiungere gli obiettivi”. 

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