OK A LICENZIAMENTI: IN ABRUZZO 15MILA POSTI A RISCHIO. GOVERNO DRAGHI PROVA A METTERCI UNA PEZZA

ATTESI DECRETO NELLE PROSSIME ORE PER MANTENERE STOP IN SETTORE TESSILE, CALZATURE E PELLETTERIA E MINI PROROGA AMMORTIZZATORI SOCIALI

29 Giugno 2021 08:39

Italia: Lavoro

L’AQUILA – In Abruzzo sono 70mila i lavoratori in cassa integrazione, e 15mila rischiano quasi certamente il posto con la fine del blocco dei licenziamenti –  introdotta come misura di emergenza covid -, che scatta domani 30 giugno.

Una riunione a Palazzo Chigi e la mediazione del premier Mario Draghi hanno intanto ieri posto le basi per un compromesso che nelle prossime ore il consiglio dei ministri dovrà trasformare in un decreto. Il punto di caduta prevede il blocco dei licenziamenti selettivo, con un aumento degli strumenti di protezione di aziende e lavoratori.

Gli interventi si reggeranno su 2 gambe: la prima prevede il blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre, che dovrebbe riguardare solo i settori più in crisi, ovvero le filiere del tessile, dell’abbigliamento e delle calzature: quelle che, nel manifatturiero, presentano i più alti livelli di lavoratori in cassa integrazione, circa uno su tre.

Per loro è prevista la cassa covid. La seconda è la messa a disposizione di 13 settimane di Cigs gratuita, su richiesta, per le ditte in crisi e per quelle che hanno terminato gli ammortizzatori sociali, con il contestuale blocco dei licenziamenti. Ci sono 6 mesi di cig per cessazione per comparto aereo.

Confindustria parla di 70.000 persone che saranno cacciate,  i sindacati di almeno 600.000, numeri dunque totalmente divergenti, che in ogni caso si aggiungeranno al milione di posti già persi dall’inizio della pandemia, con maggioranza di donne.

“Nessuno deve rimanere indietro”, questa intanto la posizione della Cgil Abruzzo Molise dopo aver partecipato sabato, in piazza a Bari alla manifestazione “Ripartiamo, insieme. Con il lavoro, la coesione e la giustizia sociale per l’Italia di domani” promossa da Cgil, Cisl e Uil, che si è svolta in contemporanea a Torino, Firenze e Bari.

“Molte aziende abruzzesi e molisane – spiega il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri -, sono già pronte ad aprire le procedure di licenziamento. Riteniamo tutto questo molto ingiusto. Occorre far ripartire il Paese con un’altra marcia, senza lasciare nessuno fuori: più tutele per il lavoro, più lavoro stabile, più sicurezza riforma degli ammortizzatori sociali.

“È prematuro sbloccare i licenziamenti ed eliminare la cassa Covid”, ha detto invece  l’assessore regionale Pietro Quaresimale, della Lega, forza di maggioranza del gvoerno Draghi:  “tali misure vanno prorogate per accompagnare le imprese verso la ripresa e per cercare, nel frattempo, forme alternative di incentivo; misure tampone che possano ridurre l’impatto sociale e aiutare la ricollocazione dei lavoratori sul mercato”.

Alle 15 il premier Draghi vedrà a Palazzo Chigi i sindacati. Sul tavolo il dossier blocco licenziamenti, alla luce delle decisioni prese nella cabina di regia.

E’ sbagliato utilizzare i licenziamenti ora: ci sono altri strumenti che sarebbe interesse di tutti gestire. Dobbiamo capire anche i tempi della riforma degli ammortizzatori sociali.

“Non era questa la nostra richiesta: abbiamo chiesto la proroga per tutti: allo stesso tempo l’utilizzo della cig ordinaria a zero sarebbe importante. Tutte le aziende dovrebbero prendere l’impegno che questo è lo strumento prioritario”, ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini alla vigilia dell’incontro.

“Ieri sera siamo stati convocati per discutere: andiamo a discutere come abbiamo fatto per gli appalti e alla fine con il governo che ha accettato il confronto, abbiamo trovato una soluzione. Non andiamo per essere semplicemente informati. E’ interesse del governo gestire questa fase per evitare i licenziamenti: la strumentazione c’è Se così non fosse valuteremo con Cisl e Uil su come muoverci”.

“Oggi abbiamo deciso di porre fine blocco dei licenziamenti, pur con una serie di eccezioni legate ai settori più in crisi. Denota la nostra volontà di tornare al mercato e alla fisiologia, ma difendendo i settori più in crisi”, ha invece affermato il ministro della Pa Renato Brunetta collegandosi a un evento organizzato dal Circolo Esperia con il coordinatore nazionale di FI Antonio Tajani.

“Quando il Governo Draghi annunciò che non avrebbe prorogato il blocco dei licenziamenti abbiamo lavorato su quella che ci pareva l’unica opzione ragionevole; la selettività dei sostegni ai lavoratori seguendo il livello di crisi dei settori. E quello di oggi sembra buon compromesso”, ha scritto su twitter il segretario del Pd Enrico Letta

 

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