“SCENARI DI GUERRA NEL PARCO DEL GRAN SASSO”, COMITATO VIA CHIEDE APPROFONDIMENTO SU IMPATTI

21 Gennaio 2022 12:47

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – Blindati militari nel Parco del Gran Sasso: il Comitato Valutazione di Impatto Ambientale regionale sospende il giudizio sulla richiesta degli Alpini. “Chiesti approfondimenti sugli impatti delle esercitazioni dopo le osservazioni delle associazioni e il parere del parco che ha chiesto la Valutazione di Incidenza appropriata”.

Così, in una nota le Associazioni Lipu, Altura, Soa e Slo che lanciano un appello agli Alpini: “prendano atto che un Parco nazionale non è il luogo adatto per attività militari, meglio trovare un luogo alternativo”.

“Il Comitato Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo, recependo le osservazioni delle Associazioni e il parere dell’Ente Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, ha chiesto agli Alpini adeguati approfondimenti sugli impatti delle attività di addestramento proposte a Monte Stabiata all’interno dell’area protetta”, spiegano.

“Ricordiamo che gli Alpini avevano trattato la pratica attraverso un semplice screening, cioè una pre-valutazione speditiva, e non attraverso la più complessa Valutazione di Incidenza Ambientale (valutazione appropriata). Le associazioni avevano contestato con osservazioni questo tentativo di bypassare con una scorciatoia le problematiche emerse in una precedente pratica del 2019 che è attualmente sospesa in regione per le rilevanti criticità rilevate”.

“Il Parco Nazionale del Gran Sasso nel suo parere ha evidenziato potenziali impatti delle esercitazioni di guida off-road con mezzi blindati sugli habitat protetti, addirittura prioritari, e sulle specie di uccelli in periodo riproduttivo. Il Comitato Via della Regione ha dunque chiesto approfondimenti ai militari”.

Lipu, Salviamo l’Orso, Altura e Stazione Ornitologica Abruzzese fanno appello agli Alpini “affinché prendano atto che continuare a fare esercitazioni militari in un parco nazionale e in un sito protetto a livello comunitario è incompatibile con la necessità di preservare un patrimonio naturalistico di inestimabile valore. Inoltre questi tentativi sono controproducenti per le stesse attività addestrative per le quali è necessario attivare ardite e costose procedure amministrative che inevitabilmente si avvitano su loro stesse visto che è piuttosto difficile dimostrare che un parco nazionale può fare da sfondo a scenari di guerra. I militari farebbero bene a trovare un posto idoneo al di fuori di aree protette e siti di interesse comunitario”.

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