SCLEROSI MULTIPLA, AISM L’AQUILA: “GRANDI PASSI AVANTI RICERCA, COVID NON FERMA CURE E ASSISTENZA”

di Azzurra Caldi

19 Febbraio 2021 16:33

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “La ricerca ha fatto passi enormi, fino a 30 anni fa avere diagnosi di sclerosi multipla significava quasi sicuramente finire sulla sedia a rotelle nel giro di qualche anno. Oggi fortunatamente, grazie ai nuovi farmaci, si è riusciti ad allungare i tempi tra una ricaduta e l’altra”.

Parole che infondono speranza quelle di Marco D’Ascenzo, presidente della provincia dell’Aquila dell’Aism, associazione italiana sclerosi multipla, nel corso della diretta di AbruzzoWeb per fare il punto della situazione sui progressi della ricerca e sulle problematiche causate dall’emergenza sanitaria coronavirus nell’ultimo anno.

La sclerosi multipla è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale, una malattia autoimmune, nella sola provincia dell’Aquila si stimano circa 700 persone con sclerosi multipla: “Prevalentemente si manifesta tra i 20 e i 40 anni, colpisce più le donne che gli uomini, adesso siamo arrivati a un rapporto 3 a 1. Ha una diffusione a livello mondiale soprattutto nelle fasce subtropicali, ci sono differenze dell’incidenza della malattia, a seconda delle zone. Il problema è che va a colpire una fascia di popolazione che è nel massimo dell’attività. Quindi ha un impatto molto pesante dal punto di vista sociale”.

“Dal punto di vista delle cure e delle terapie sono continuate senza particolari criticità, all’ospedale dell’Aquila, nel centro clinico diretto dal dottor Rocco Totaro, hanno continuato ad erogare i farmaci e i piani di cura come previsto”, spiega D’Ascenzo.

“La diagnosi è un processo complicato, non esiste un esame che dia una risposta secca, normalmente si manifestano i sintomi, tra i più diffusi la neurite ottica. Se durante la visita l’oculista si rende conto che il problema è legato al sistema nervoso, rimanda al neurologo. Da lì iniziano tutta una serie di esami che portano poi alla diagnosi: la risonanza magnetica; i potenziali evocati, che servono a verificare come arrivano al cervello degli stimoli esterni; prelievi al midollo spinale. Da questi tre esami principali e un’analisi dei sintomi che si sono avuti, si riesce ad arrivare ad una diagnosi.

Dalla diagnosi alle cure, l’Aism nasce nel 1968 con lo scopo di dare un supporto concreto alle persone con sclerosi multipla, promuovendo numerose iniziative: “dall’attività fisica agli incontri con la psicologa, con la pandemia ci siamo trovati costretti a ricorrere alla tecnologia. Ovviamente non è stato possibile in questo periodo svolgere normalmente molte attività, dalla piscina all’ippoterapia ma non ci siamo mai fermati”.

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