SCONTRO AL COMUNE DI CHIETI: SINDACO A FEBBO, “NON SA DI CHE PARLA”, LA REPLICA, “CARTA CANTA”

30 Maggio 2023 12:25

Chieti - Politica

CHIETI – “In tre conferenze stampa il consigliere regionale Mauro Febbo non ha presentato né una proposta, né ha annunciato l’ottenimento di risorse straordinarie per la città, che dopo 10 anni di governo di centrodestra è di nuovo sull’orlo del dissesto. Finché non accadrà almeno una di queste cose, non possiamo che rimandare al mittente le sue colorite attenzioni, invitandolo ad applicarsi di più e meglio, perché i problemi qui sono tanti e grossi e aspettano chi vuole lavorare per risolverli”: così il sindaco Diego Ferrara in replica alle accuse lanciate a mezzo stampa dall’ex assessore regionale teatino.

“Il futuro di Chieti si scrive con il sudore e mettendoci la faccia, non con la propaganda e il pettegolezzo – incalza il primo cittadino – Vada pure in Procura, così scoprirà che noi siamo quelli che in due anni difficilissimi, fra pandemia e conti in rosso, per restituire alla città programmazione e risorse, hanno raccolto oltre 60 milioni di euro di fondi, avviando nuovi cantieri e riattivando cantieri quelli dormienti per anni, compreso quello di Piazza San Giustino che ormai è finito, sì, la piazza che per lui doveva essere di un altro colore per non attirare i raggi del sole! Apra gli occhi e rispetti le Proloco che di certo sono più operative di lui e non dicono bugie alla comunità, perché le cose stanno in modo diverso da come le ha raccontate”. Piazza San Giustino.

“Le varianti al progetto di riqualificazione erano già previste come possibilità prima dell’inizio dei lavori, se la consistenza dei reperti archeologici eventualmente venuti alla luce avesse richiesto lavori di approfondimento, com’è stato – chiarisce il sindaco con l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Rispoli – Ma prima di spiegare il perché ci è voluto tempo, è bene ricordare a chi accusa che tra la progettazione di fattibilità, definitiva ed esecutiva della piazza  (maggio 2018) e l’aggiudicazione dei lavori (agosto 2020) sono passati più di due anni e non eravamo noi al governo, altrimenti avremmo optato per un’adeguata procedura di archeologia preventiva che avrebbe generato un progetto certo, senza implicazioni archeologiche in corso d’opera con varianti e lievitazione dei costi. Il primo progetto di Riqualific@Teate che doveva partire era quello del Terminal, solo dopo doveva partire Piazza San Giustino, cioè quando si potevano spostare e non cancellare all’improvviso quasi 200 stalli di parcheggio pubblico creando enormi disagi dal 2020 in poi”.

“Questo dice il cronoprogramma ufficiale depositato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Perché si partì da San Giustino? Forse perché si votava? Alla luce di tutto questo è un vero miracolo se siamo riusciti (amministrazione politica, tecnica e direzione lavori) a portare avanti un cantiere complesso come questo, agevolato dall’intesa da noi voluta con la Soprintendenza perché facesse un ferreo controllo degli scavi da parte del personale archeologico durante il cantiere e con l’eventuale necessità di varianti per preservare i resti rinvenuti, com’è stato. Le altre varianti? Necessarie, perché i pali di illuminazione, la rete dei sottoservizi, le fontane previste erano troppo costosi. Altra causa di variante, la condizione di assoluta fatiscenza e di caotica distribuzione delle linee interrate esistenti degli impianti di scarico delle acque meteoriche e dell’acquedotto comunale che oltretutto non subivano un’adeguata manutenzione nella piazza da più di mezzo secolo e l’abbiamo fatta noi! Infine, abbiamo rinunciato ad altre scelte per utilizzare le economie di cantiere capaci di restituire la piazza alla città, ottenendo anche risorse suppletive per definire gli scavi archeologici e completarla con arredi in linea col progetto. Se questa è inerzia!”





Ferrovia.”Meraviglia, poi, apprendere che seppure viva in città, Febbo non si sia accorto del lavoro del Consiglio comunale sul progetto di velocizzazione della linea ferroviaria Pescara Roma, eppure alla seduta straordinaria del giugno 2022 lui c’era – aggiunge il sindaco con il supporto del consigliere presidente della Commissione sulla Ferrovia, Vincenzo Ginefra – Non lo abbiamo invece mai visto, però, ai tanti appuntamenti della mobilitazione istituzionale contro questa stesura progettuale che ci sono stati in questi mesi con i Comuni di San Giovanni Teatino, Manoppello, Scafa, a quelli per la costruzione della Variante da noi perorata e ai tanti incontri con i comitati cittadini di Chieti e non solo. Muti sul progetto? Cosa sarebbe allora il dissenso che abbiamo manifestato in Consiglio con gli atti e ribadito nelle tante sedute della Commissione che abbiamo costituito ad hoc, nonché nelle tappe del Dibattimento pubblico, l’anno scorso, sull’opera e in seno alla conferenza dei servizi che si è tenuta a fine maggio di quest’anno, nonché attraverso il ricorso contro la concessione della Via al progetto che non ha mai minimamente compreso la cosiddetta “Variante dei cittadini”, la nostra proposta costruita e ufficializzata anche alla Regione perché la avallasse per evitare l’impatto sul territorio? Piuttosto, che cosa ha fatto lui a parte la conferenza di ieri per dirci che siamo stati inerti? Ci dice se è d’accordo o è contrario? Poteva sostenere le varianti da noi proposte, per rendere più vivibile e compatibile  il progetto, facendo da ponte con la Regione, ma non è successo, evidentemente perché non riesce a fare filiera con la sua stessa maggioranza di governo. E noi saremmo i dilettanti?”

LA REPLICA DI FEBBO

“Il Sindaco Ferrara, Rispoli e Ginefra provano a mettere una pezza alle accuse che gli abbiamo rivolto ma il risultato è che la pezza è peggio del buco. Su Piazza San Giustino il pessimo lavoro portato avanti è sotto gli occhi dei cittadini e lo sarà ancora di più quando la piazza sarà liberata. Un’area peraltro spoglia, con tombini insufficienti, il sistema di raccolta delle acque sottodimensionato, i piani di livello non in linea, le scale non a norma e potrei continuare ma lo faremo puntualmente a brevissimo visto che solo in mattinata ci sono state consegnati i documenti, previe minacce. Ma non abbiamo condiviso e quindi contestiamo la copertura dei reperti archeologici, costata centinaia di migliaia di euro, che potevano e dovevano avere un rivestimento a vista. Per la Ferrovia parla la “determinazione conclusiva della conferenza dei servizi”: il Comune di Chieti e la Provincia non hanno prodotto ricorso e proposte alternative quindi hanno la responsabilità di aver fatto scattare il silenzio assenso.

Triplice il danno:

1) i cittadini di Brecciarola e Chieti scalo non potranno avere i legittimi e adeguati risarcimenti per danni diretti e indiretti (e parliamo di milioni di euro);





2) così come Brecciarola e Chieti Scalo non potranno fruire di opere pubbliche a carico di RFI;

3) stessa cosa per i cittadini di Chieti. Cosa che hanno saputo fare gli amministratori di Alanno e Manoppello, quindi oltre il danno la beffa. Questi i fatti documentati e denunciati dal sottoscritto che è allergico ai selfie.

Circa il mio operato, sono i cittadini di Chieti che devono giudicarlo e credo lo abbiamo fatto abbondantemente e positivamente se per ben tre volte sono stato il più votato in Città mentre altri, per essere rieletti, hanno dovuto fare il salto della quaglia. E comunque li invito a spendere i tanti milioni di euro che ho fatto arrivare, altrimenti perderanno anche il tram. A buon intenditore…”.

 

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