SCUOLA: 234MILA BAMBINI TORNANO NEGLI ASILI NIDO DOPO PASQUA

3 Aprile 2021 16:38

ROMA  – Dopo Pasqua 230mila bambini torneranno negli asili nido. Sono quelli che fino a ieri sono rimasti a casa, cioè il 72% dei 323 mila bambini tra 0 e 3 anni iscritti ai servizi educativi per l’infanzia. Il ritorno avverrà a partire dal 7 aprile, grazie al decreto legge del 1° aprile, che consente l’accesso in presenza di tutti i bimbi iscritti.

A fare i conti è Tuttoscuola. I bimbi rimasti a casa, senza neppure avere l’alternativa della Dad, sono quelli delle regioni in area rossa ( Calabria, Campania, Emilia R., Friuli VG, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Trento, Val d’Aosta e Veneto), in cui è stata sospesa ogni attività , con conseguente disagio per le famiglie.

Mentre nelle altre regioni in zona arancione (compreso all’ultimo momento il Lazio per 41.870 bambini), quasi 90mila hanno invece continuato a frequentare il nido o la sezione primavera.

Il maggior beneficio nei prossimi giorni lo sentiranno 168 mila famiglie del nord. Infatti fino a ieri, a causa delle restrizioni anti Covid solo il 3,8% dei bambini del nord est e l’8,6% del nord ovest iscritti ai nidi potevano frequentarli. Nelle regioni del Nord Ovest, dove si trova più del 30% dei bambini che frequentano i nidi, sono rimasti a casa 64.853 in Lombardia e 23.550 in Piemonte, mentre ha potuto frequentare solo l’8,6% (8.451 bambini).

Nel Nord Est con oltre il 25% di bambini frequentanti, sono rimasti a casa 36.370 in Emilia Romagna, 30.085 nel Veneto e 7.248 in Friuli, mentre ha potuto frequentare meno del 4% (3.074 bambini).

Al Centro con oltre il 25% di iscritti sono rimasti a casa in Toscana tutti i 25.891 bambini, mentre sono risultati presenti più di 48mila (oltre il 58%).

Situazione ben diversa al Sud e nelle Isole – cenerentole dei servizi per la prima infanzia – dove complessivamente i bambini dei servizi educativi 0-3 anni sono soltanto meno del 19% del totale: sono rimasti a casa in Puglia tutti i 14.182 iscritti, in Campania tutti i 12.387 e in Calabria tutti i 4.685, mentre complessivamente sono risultati presenti poco meno di 30mila, di cui 20.020 nelle Isole.

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