SCUOLA, A PESCARA 180 CLASSI IN QUARANTENA: E’ CAOS GESTIONE

19 Gennaio 2022 16:26

Pescara: Sanità

PESCARA – Sono 180, in costante e rapido aumento, le classi scolastiche in quarantena a Pescara e in provincia a causa della positività al Covid-19 di alunni e docenti.

Del totale, 80 classi appartengono alla scuola dell’infanzia, 60 alla primaria e 40 alle secondarie. Proprio le secondarie, nonostante il minor numeri di classi, sono quelle che contano più studenti in quarantena.

La Asl di Pescara, come sta avvenendo in tutta Italia, fa fatica a gestire e a tracciare numeri così elevati.

Proprio per questo, si apprende, dei due tamponi che, in base ai protocolli, andrebbero fatti agli studenti – uno all’inizio della quarantena e uno dopo cinque giorni – se ne sta facendo uno solo e cioè quello a cinque giorni. Le difficoltà registrate sono state segnalate anche agli uffici della Regione Abruzzo.

Proprio in relazione alla situazione scuole, che sta creando non pochi disagi e polemiche, in una nota diffusa dal Comune il sindaco di Pescara, Carlo Masci, e l’assessore alla pubblica istruzione, Gianni Santilli, informano la cittadinanza che “la Prefettura si è espressa ribadendo che l’art. 16 del D.L. 24 dicembre 2021 n. 221 proroga fino al 31 marzo le disposizioni ex D.L. 6 agosto 2021 n. 111 e ‘non solo limita il potere di ordinanza dei sindaci alla sola zona rossa, ma lo subordina al parere delle competenti autorità sanitarie'”.

“Questo, peraltro – viene sottolineato – ‘in relazione a circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus nella popolazione scolastica, nonché al rispetto dei princìpi di adeguatezza e proporzionalità'”.

“In riferimento all”attività scolastica e potere di ordinanza dei sindaci’, oggetto della nota a firma del Prefetto Giancarlo Di Vincenzo – prosegue il comunicato del Comune – ‘il decreto legge n. 11 del gennaio 2022, nel far seguito alla previgente disciplina, con particolare riferimento alla situazione scolastica, ha fornito ulteriori indicazioni analitiche e di dettaglio per fronteggiare l’emergenza legata al Covid-19, con la conseguenza che non residua spazio per disciplinare diversamente, se non nei casi espressamente previsti dalla normativa primaria, l’attività scolastica in stato di emergenza sanitaria'”.

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