SCUOLA, ANCORA QUARANTENE E DAD: “CAMBIARE REGOLE”. IPOTESI RIDUZIONE GIORNI, ATTESO PARERE CTS

27 Settembre 2021 19:50

Italia: Sanità

ROMA – La prima campanella è suonata da meno di un mese e gli esperti sostengono che è ancora presto per capire se la riapertura delle scuole ha un reale impatto sulla curva dei contagi.

Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, ha detto che “bisogna aspettare altre 2-3 settimane prima di esprimersi in merito”.

Intanto, per cercare di limitare il più possibile il ricorso alla didattica a distanza, si comincia a parlare di un cambiamento delle regole della quarantena.  Tra le ipotesi ci sono sia la riduzione del numero dei giorni, sia la limitazione delle persone che sono obbligate a restare a casa in isolamento. Molto probabilmente la quarantena potrebbe riguardare solo lo studente che si trova più vicino al contagiato, ad esempio il compagno di banco o chi è in un banco vicino.

In attesa della valutazione del Cts, una prima conferma è arrivata dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, che stamattina ai microfoni di Radio 24 ha detto che “il buonsenso della vaccinazione e dell’opera di screening nelle classi sotto i 12 anni anche con i test salivari, dovrà limitare le quarantene per le classi. Dipenderà dal tipo di classe e da quella che è la possibilità di contatto, in quelle più piccole è più facile che si verifichi un contatto e quindi è più difficile poter gestire delle quarantene ristrette, mentre nelle classi un po’ più grandi è chiaro che è tutto è più semplice perché i contatti sono più limitati”.

Il rischio di tornare alla didattica a distanza resta comunque alto per gli studenti. Già numerose classi nei giorni scorsi si sono ritrovate a seguire le lezioni da casa. C’è anche chi di quarantene ne ha già fatte due.

È quanto è capitato ad una maestra romana che contattata dall’Agi ha raccontato che nei primi 15 giorni di scuola, a causa di due casi sospetti nella sue classi, ha dovuto rispettare il periodo di quarantena e sottoporsi a due tamponi molecolari.

“In base a quanto prescrive la Asl – ha detto la maestra – gli insegnanti vaccinati e con Green pass devono stare in quarantena per 7 giorni e poi fare un tampone molecolare. Ma quando questa cosa si ripete piu’ volte nell’arco di pochissimo tempo i disagi impattano su tutta la famiglia. Ho dei genitori anziani che hanno bisogno di aiuto, ho una bambina che va a scuola, un marito che lavora. Ora, insegnando in più classi, potrei incappare in un altro bambino e ricominciare il percorso da capo. Per questo sono d’accordo nel rivedere le regole della quarantena”.

“Credo – ha spiegato – che bisognerebbe isolare il caso sospetto e far fare il tampone e la quarantena solo alla famiglia e ai parenti piu’ prossimi, tutti gli altri compresi gli insegnanti dovrebbero continuare la didattica in presenza. Poi se ad esempio la famiglia del compagno di banco ritiene di fare un tampone per maggiore sicurezza, lo può fare privatamente ma deve essere una decisione personale”.

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