SCUOLA FORMAZIONE DA 23 MLN, NELL’OCCHIO CICLONE
EX SOPRINTENDENTE L’AQUILA VITTORINI

INCHIESTA STRISCIA LA NOTIZIA E INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PRENDE DI MIRA FONDAZIONE BENI E ATTIVITA' CULTURALI VOLUTO DA MINISTRO DEM FRANCESCHINI PER "ECCESSIVI COSTI E SCARSO NUMERO PERSONE SPECIALIZZATE DAL 2015"

22 Ottobre 2021 08:10

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – Una Fondazione Scuola Beni e Attività Culturali, fortemente voluta dal ministro della Cultura, il dem Dario Franceschini nel 2015, costata finora la bellezza di 23 milioni di euro e che in cinque anni “ha specializzato appena 17 persone”, per un titolo di “dubbia utilità”. Una scuola privata ma partecipata e foraggiata dallo stesso Ministero, assediata ora dalle polemiche, dopo una inchiesta del tg satirico “Striscia la notizia”, in onda su Canale 5 tra settembre e inizio ottobre, e poi oggetto di una interrogazione parlamentare.

Fondazione di cui è direttrice, dall’agosto 2020, l’aquilana Alessandra Vittorini, figlia di Marcello Vittorini, noto e stimato urbanista abruzzese scomparso nel 2011, e moglie del dem David Sassoli, giornalista Rai ora presidente del parlamento europeo, molto vicino politicamente a Franceschini. Alessandra Vittorini dal 2012 e fino agosto 2020 è stata alla guida della Soprintendenza aquilana, investita dei compiti di tutela architettonica e paesaggistica sull’intera regione, nel complesso scenario della ricostruzione post sisma 2009. Il suo nuovo incarico di direttrice ammonterebbe a 150mila euro l’anno.

Quello di favorire e sostenere la nascita di una scuola di alta formazione in campo di beni culturali era stato un obiettivo considerato importante anche del compianto Marcello Vittorini, socio della Fondazione Carispaq e membro del consiglio generale dal giugno 2001 fino alla sua scomparsa, nella considerazione, si legge in un verbale della stessa fondazione Carispaq, “dell’elevato profilo del nostro patrimonio provinciale in grado di accrescere l’interesse dei visitatori facendo peraltro consolidare i rapporti con l’Umbria, l’alto Lazio e regioni del sud Italia” e sottolineando come “l’idea oggi rappresentata si può  ponga anche come freno alla perdita di  antiche professionalità” ricordando al riguardo “la scuola delle Arti mestieri  nell’Ottocento di cui fu direttore Teofilo Patini”.

Iniziativa ancora in nuce, a cui,  come si legge lo stesso verbale aveva già dato “piena adesione il Ministero per i beni e le attività culturali”.

La scuola poi è nata, anni dopo, con un decreto del 31 dicembre 2014, fortemente voluta dal ministro Franceschini, partecipata dallo stesso Ministero, e a fargli ora le pulci, dopo cinque anni, con il suo inviato Pinuccio, è stata Striscia la notizia, per il suo costo, 23 milioni di euro fino ad oggi, che non  sarebbe giustificato in base ai risultati.

“Si dice che i dipendenti della scuola – ha attaccato Pinuccio – saranno portati da 19 a 30, mentre i gettoni di presenza per i membri del consiglio della Fondazione sono passati da 6mila a 50mila euro”, questo nell’anno della pandemia. “Di fatto due dipendenti per uno studente”, per una cifra di 1,7 milioni di euro solo per il personale.

Non solo, come ha spiegato Leonardo Bison, archeologo e giornalista del Fatto Quotidiano, ai microfono di Striscia la notizia: “a questo corso si accede dopo aver conseguito un dottorato di ricerca, ma non è ancora chiaro il valore del titolo rilasciato, dato che a livello europeo non esistono titoli post-post laurea”. E comunque, “la spesa di 23 milioni è servita a formare appena 17 persone”.

Pinuccio ha anche ricordato che nel 2014 Franceschini si è sposato con una cerimonia per pochi intimi nella villa di di Sutri di Sassoli.

Dopo l’inchiesta, il deputato della Lega, Daniele Belotti, componente della Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera, ha presentato un’interrogazione al ministro Franceschini argomentando anche lui che  “23 milioni non sono pochi, soprattutto se rapportati all’attività e alla produttività della scuola: un corso in 5 anni con 17 specializzati formati. Neanche un super master ad Harvard o a Cambridge ha costi così elevati”, dice Belotti al microfono dell’inviato Pinuccio.

Il deputato ha avanzato anche delle “perplessità” sull’incarico da direttrice ricoperto da Alessandra Vittorini: “Con tutti gli esperti che ci sono in circolazione, il ministro Franceschini doveva proprio scegliere la sua amica, nonché moglie del suo compagno di partito David Sassoli?”. Tutto perfettamente lecito,  comunque, trattandosi di una fondazione privata, seppure in parte finanziata con soldi pubblici.

La Fondazione in futuro potrebbe avere la sua sede a Palazzo Rivaldi, a due passi dal Colosseo. I costi di restauro si aggirano sui 35 milioni di euro. Filippo Tronca

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