SCUOLA: “GRAVI DANNI PER I RAGAZZI”,
BRACCIO DI FERRO SU RIAPERTURA

23 Novembre 2020 18:54

ROMA – A dieci giorni dalla scadenza del Dpcm e in vista di un nuovo provvedimento anti-covid di palazzo Chigi, a tenere banco è anche il tema della riapertura delle scuole. Il ministro Lucia Azzolina, insieme con il collega di governo Alfonso Bonafede, spinge per la riapertura, così come auspicato dal Comitato Tecnico Scientifico che paventa “danni gravi per i ragazzi”. Ma non tutte le Regioni sembrano essere pronte al ritorno alla normalità negli istituti.

Da mercoledì però torneranno aperte le porte di asili e prime elementari in Campania, così come in Calabria dove il Tar ha sospeso l’ordinanza regionale con cui il presidente facente funzione della Regione, Nino Spirlì, aveva disposto, dal 16 al 28 novembre, la sospensione della didattica anche delle scuole materne, elementari e prime medie. Ma restano comunque in vigore le ordinanze dei sindaci e, dunque, in molti comuni (come per esempio Catanzaro o Pomigliano d’Arco) la didattica resterà ancora sospesa, in attesa di ulteriori miglioramenti nella curva dei contagi. Decisioni simili sono state prese da tanti altri primi cittadini italiani, dal Nord al Sud, a conferma che la situazione sia tutt’altro che stabile e priva di preoccupazioni.




“Le scuole devono, non possono, ma devono, restare aperte”, sono state questa mattina le parole del responsabile del Cts Agostino Miozzo, il quale ha sottolineato che se “avremo momenti analoghi all’estate l’evoluzione dell’epidemia porterà a dati simili o addirittura peggiori di quelli attuali. Significa che le scuole rischiano di restare chiuse altre settimane. Avremo una generazione di liceali che andrà all’esame di Stato avendo perso il contatto fisico con l’universo scolastico per quasi un anno. Un danno incommensurabile”.

“Siamo consapevoli del fatto che servono ancora molti sforzi, ma siamo pronti a farli – ha detto Azzolina – Perché la scuola è lo spazio dedicato ai nostri ragazzi dove imparare, socializzare, crescere, interagire. È il luogo dove trascorrono gran parte del loro tempo e per questo deve essere un ambiente protetto, accogliente e sicuro”. A far discutere, oggi, sono anche le parole del ministro per le Pari opportunità, Elena Bonetti, secondo la quale è stato “un errore mettere la didattica al 100% a distanza per le scuole secondarie di secondo grado. Oggi – ha ribadito – abbiamo degli studenti che di fatto avranno un anno vissuto a distanza, il che significa un anno perso dal punto di vista delle acquisizione di quelle competenze che richiedono un confronto costante all’interno della classe tra studenti e docenti”. Parole cavalcate immediatamente dall’opposizione che, per bocca della deputata FdI Maria Teresa Bellucci, sottolinea come siano “una chiara ammissione di colpa dell’esecutivo Conte. Bonetti sconfessa Azzolina. Ammettere errore su Dad non solleverà studenti, famiglie e personale insegnante dal caos generato da un governo irresponsabile”. E intanto, dal garante dei diritti dell’Infanzia della Liguria, Francesco Lalla, arriva la proposta di ridurre l’uso della mascherina per gli studenti per scongiurare possibili problemi nella relazione e socializzazione nelle scuole.

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