SCUOLA, “NO A TAMPONI SETTIMANALI A STUDENTI”: LA DIFFIDA DEL CIATDM

29 Marzo 2021 16:10

ROMA – No ai tamponi settimanali per gli studenti di rientro a scuola. A dirlo, con un a lettera di diffida inviata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e ai ministri della Salute e dell’Istruzione il Coordinamento internazionale associazioni per la tutela dei diritti dei minori (Ciatdm), a firmarla la presidente Aurelia Passaseo in riferimento alla possibilità, al vaglio del Governo che prevede l’affettuazione di tamponi rapidi agli studenti ogni settimana per garantire la didattica in presenza.

La prima obiezione sollevata dal Coordinamento riguarda “l’attendibilità dello strumento diagnostico: la Aussl Pedemontana – si legge nella diffida, in possesso dell’Adnkronos – ha in questi giorni dato riscontro a una richiesta di informazioni avanzata dal Ciatdm confermando che i cicli di amplificazione cui vengono sottoposti i tamponi per la ricerca del virus Sars-Cov 2 sono ‘inferiori a 40’. È dato notorio che cicli superiori a 35/38 equivalgono, sostanzialmente, a dei falsi positivi, come confermato dal Direttore dell’Istituto Mario Negri, professor Giuseppe Remuzzi che a proposito di questi risultati ha dichiarato: ”la positività di questi tamponi emergeva solo con cicli di amplificazione molto alti, tra 34 e 38 cicli, che corrispondono a 35.000-38.000 copie di Rna virale (- – -) sono casi di positività con una carica virale molto bassa, non contagiosa. Li chiamiamo contagi, ma sono persone positive al tampone’.

Secondo il Ciatdm emerge quindi l’ abnormità di un protocollo che subordini il rientro in classe, e conseguentemente la vita di famiglie e di lavoratori, a riscontri che appaiono “con altissima probabilità del tutto inattendibili, con il risultato di segregare in casa persone sane e per giunta non contagiose”.

Il Coordinamento evidenzia quindi come “la frequenza della scuola non possa in alcun modo essere subordinata alla effettuazione di trattamenti o atti sanitari e qualunque discriminazione che impedisse l’accesso agli studenti che non dovessero accettare di sottoporsi a uno screening sanitario sarebbe illegittima e contraria alla Costituzione”, inoltre secondo il Ciatdm “non vi sono, ad oggi, protocolli che scongiurino danni alla salute di uno screening di questa intensità, non potendosi dimenticare che il tampone non è pratica priva di rischi e, tanto più, una simile frequenza di esecuzione può evidentemente comportare conseguenze pregiudizievoli per la salute, fisica ma anche psicologica, dei minori”.

Inoltre, lamenta il Coordinamento nella diffida “tale monitoraggio indiscriminato andrebbe solo ad aggiungersi alle già pesantissime condizioni previste per la scuola in presenza: mascherine per sei/otto ore, distanziamento, obbligo di continua igienizzazione delle mani, divieto di scambiarsi materiale, obbligo di ricreazione seduti e così via, e ciò a più di un anno dall’esordio dell’emergenza, periodo che doveva servire alle Istituzioni preposte per ideare strategie di alleggerimento, e non di aggravamento, della pressione sulle categorie più fragili”.

“È evidente, inoltre, – prosegue la Diffida – come lo svolgimento settimanale di tamponi comporti il rischio concreto che un sempre più ampio numero di persone asintomatiche – ben oltre il limite dei cosiddetti ‘contatti stretti’ – sia sottoposto a reiterate quarantene, con la duplice conseguenza di una continua chiusura e riapertura delle scuole, e del ricorso parossistico alla didattica a distanza. Ciò – secondo il Ciatdm – equivarrebbe a deporre una pietra tombale sulla attività educativa e didattica che sia degna di questo nome, con conseguenze devastanti per la popolazione pediatrica, tra le più duramente colpite dalla gestione dell’emergenza pur essendo la categoria meno colpita dal virus”.

Vengono quindi segnalate ulteriori incongruenze in un tale provvedimento. Come, ad esempio “il caso dei minori già colpiti dal virus e già guariti, per i quali (e per le famiglie dei quali) non ha alcun senso l’imposizione di ulteriori screening, con il rischio di subire ulteriori quarantene senza alcuna motivazione sanitaria”. Questa parte di popolazione, evidenzia il Ciatdm, “verrebbe quindi inutilmente vessata da pratiche sanitarie che non stentiamo a definire persecutorie, senza che ciò determini, per la popolazione scolastica, alcun reale beneficio”. Secondo il Ciatdm, quindi “adottare simili misure costituirebbe un enorme dispendio per la sanità ed un potenziale danno alla salute psicofisica dei bambini e delle loro famiglie, senza che a ciò corrisponda alcun apprezzabile beneficio per la collettività”.

Il Ciatdm quindi “si oppone quindi fermamente alla adozione di simili protocolli” e invita , “chiunque condivida la presente diffida a scaricarla qui e ad inviarla via posta ordinaria, mail o pec agli indirizzi dei destinatari” dandone comunicazione al Ciatdm ai recapiti seguenti: Pec: ciatdm@legalmail.it Sezione F.V.G.: ciatdm.fvg@gmail.com http://ciatdmcoordinamento.altervista.org/

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