SCUOLA: “OTTIMI DATI MINISTERO PER ABRUZZO”,
MA E’ CAOS QUARANTENA, “TORNARE IN DAD A PESCARA”

ANCORA SCONTRO SU NUMERI TRA MINISTRO BIANCHI E PRESIDI; CONTAGI COVID IN AUMENTO, SOLO NEL PESCARESE 180 CLASSI IN ISOLAMENTO. RAPPOSELLI: "NECESSARIO TORNARE ALLA DIDATTICA A DISTANZA"; IL DEPUTATO M5S VACCA PARLA DI "TREND POSITIVO" PER LA REGIONE MA PER GRILLINI LOCALI LA SITUAZIONE È "FUORI CONTROLLO"

di Azzurra Caldi

19 Gennaio 2022 17:39

PESCARA – Scuole ancora terreno di scontro nella quarta ondata Covid, e il dibattito già acceso a livello nazionale, su numeri e dati più o meno ufficiali, arriva anche in Abruzzo.

Così, se da un lato il report del Ministero dell’Istruzione posiziona l’Abruzzo tra le migliori regioni con il 94,4% delle classi in presenza e l’89,7% degli alunni che frequentano regolarmente le lezioni sui banchi di scuola, dall’altro a Pescara, con le classi in quarantena che continuano ad aumentare, c’è chi parla di situazione ormai ingestibile e chiede di tornare in Dad.

Il caso è nato con la fine delle vacanze di Natale quando, a causa dell’impennata dei contagi, da più fronti è stato chiesto al Governo di posticipare l’apertura delle scuole. Una proposta avanzata da diversi amministratori e sindaci anche in Abruzzo, dove infatti, in diversi piccoli comuni, i primi cittadini hanno firmato ordinanze disponendo il ricorso alla Dad.

E da giorni ormai, è guerra di numeri tra il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e il presidente Anp (associazione nazionale presidi), Antonello Giannelli: mentre il primo proprio oggi fornendo i dati ufficiali del Ministero  ha riferito che “ad oggi, alle 12, il 93,4% delle classi sono in presenza e su un totale di 7.362.181 studenti, gli alunni in presenza sono l’88,4%”, il secondo  ha ribadito che “le nostre stime sono diverse in quanto basate sulle continue e costanti comunicazioni dei nostri iscritti”, chiedendo da ora in avanti, il ministero pubblichi con cadenza settimanale tutte le statistiche necessarie ad avere contezza del quadro generale”.

Stesso caos di numeri in Abruzzo dove sono 180, in costante e rapido aumento, le classi scolastiche in quarantena a Pescara e in provincia a causa della positività al Covid-19 di alunni e docenti. Del totale, 80 classi appartengono alla scuola dell’infanzia, 60 alla primaria e 40 alle secondarie. Proprio le secondarie, nonostante il minor numeri di classi, sono quelle che contano più studenti in quarantena.

Una situazione così delicata che il presidente Commissione Pubblica Istruzione ed Edilizia Scolastica, Fabrizio Rapposelli, sottolinea: “La nuova impennata di contagi da Covid-19 ci impone oggi di tornare alla chiusura delle scuole e alla ripresa della Didattica a Distanza. Ormai in tutti gli Istituti Comprensivi della città così come negli Istituti superiori si contano aule semivuote e centinaia di studenti in quarantena, addirittura mille il dato odierno, perché positivi o perché entrati in contatto con un soggetto malato, con l’attivazione di una Dad a singhiozzo che è peggio di quella continuativa”.

“A questo punto – osserva Rapposelli – mi pare assurdo continuare a giocare una sorta di roulette russa esponendo i ragazzi al rischio di contagio, soprattutto se consideriamo che con ogni probabilità da lunedì prossimo l’Abruzzo e quindi Pescara entreranno ufficialmente in zona arancione, a testimoniare l’aggravarsi della situazione e della diffusione del virus. Propongo dunque di chiudere le scuole in presenza per almeno una o due settimane e, nel frattempo, di sfruttare il tempo a disposizione per organizzare lo screening obbligatorio di massa per tutta la popolazione studentesca”.

Una realtà che quindi appare diversa rispetto a quella rappresentata nell’ultimo report del Ministero, dati salutati positivamente dal deputato M5S Gianluca Vacca: “I dati diffusi dal ministro Bianchi sullo svolgimento delle lezioni in presenza nel territorio nazionale sono incoraggianti. Anche l’Abruzzo non smentisce il trend positivo, anzi, i numeri, aggiornati alle ore 12 di oggi 19 gennaio, lo posizionano tra i migliori risultati con il 94,4% delle classi in presenza e l’89,7% degli alunni che frequentano regolarmente le lezioni sui banchi di scuola. Questo è un buon risultato e bisogna continuare a lavorare per garantire a tutti i nostri ragazzi una permanenza a scuola all’insegna della sicurezza e della socialità”

“Serve impegno da parte di tutti gli enti coinvolti – continua Vacca –  per risolvere i problemi che persistono, semplificare i protocolli e supportare le famiglie che hanno i figli a casa in DAD.

“Questi buoni risultati sulla frequenza scolastica devono essere la spinta a fare sempre meglio.  Il Governo si è assunto con forza la responsabilità di riportare in presenza l’attività didattica di tutto il sistema nazionale di istruzione, nella ferma convinzione che la scuola rappresenti una delle priorità strategiche per il Paese che merita di essere valorizzata e salvaguardata in questa difficile fase di emergenza sanitaria. Un ringraziamento doveroso va a tutto il personale scolastico per il lavoro straordinario che sta portando avanti per tenere quanti più alunni in classe. Noi continueremo a lavorare sodo per garantire a tutti gli studenti il diritto allo studio e una vita sociale che si avvicini il più possibile alla normalità”.

Ma dagli stessi esponenti locali viene descritta una situazione diversa e mentre l’aumento dei contagi sembra avvicinare ogni giorno di più l’Abruzzo alla zona arancione, a suonare un nuovo campanello d’allarme sulla gestione sempre più problematica dell’emergenza sanitaria è il Movimento 5 Stelle Pescara.

“La situazione che stiamo vivendo è assolutamente fuori controllo – commentano i consiglieri M5S Erika Alessandrini, Paolo Sola e Massimo Di Renzo – il sistema di tracciamento dei contagi è ormai completamente saltato e sono centinaia i cittadini pescaresi che, risultati positivi, al momento di essere contattati dalla Asl non vengono in alcun modo interpellati riguardo i contatti avuti negli ultimi giorni. Situazione gravissima che rischia di lasciare all’oscuro migliaia di persone che sono potenziali portatori di ulteriore contagio, tanto nelle proprie famiglie quanto negli ambienti di lavoro”.

“Così facendo si rinuncia a qualunque forma di controllo – proseguono i consiglieri Alessandrini, Sola e Di Renzo – rimettendo ogni contromisura al solo buon senso di ragazzi e ragazze che, comunque, rischiano di sapere soltanto in ritardo di eventuali positività emerse nel gruppo squadra”.

“Situazione di grande confusione che, in realtà, sembra delineare un modus operandi della Asl in qualunque contesto si registrino delle positività al Covid, con l’ulteriore aggravante dei tanti problemi di comunicazione che sembrano esserci anche tra le farmacie e la stessa Asl riguardo l’esito dei tamponi antigenici, eseguiti ormai a migliaia ogni giorno.

“Una situazione sulla quale è assolutamente urgente fare un approfondimento – concludono i consiglieri pentastellati – su cui abbiamo chiesto che vengano a riferire direttamente i vertici Asl all’interno della commissione consiliare competente”.

A GENNAIO POSITIVO L’8.3 PER CENTO DEGLI STUDENTI

Intanto, secondo gli ultimi dati, l’8,3% degli studenti abruzzesi è risultato positivo al Covid-19 dall’inizio di gennaio ad oggi: sono 13.991, infatti, i nuovi casi accertati tra bambini e ragazzi di età compresa tra 5 e 19 anni, fascia di popolazione composta da 168.938 persone.

Intanto i numeri continuano a peggiorare: tutti gli indicatori sono ora da zona arancione, area di rischio in cui l’Abruzzo, in attesa del monitoraggio settimanale di venerdì, dovrebbe passare dal 24 gennaio.

I quasi 14mila studenti risultati positivi sono pari al 20% del totale di 70.173 casi emersi dal primo gennaio ad oggi. In particolare, dei 13.991 contagi tra i giovanissimi, 7.267 riguardano la fascia 12-19 anni e 6.364 quella 5-11 anni.

 

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    COVID ABRUZZO: A GENNAIO POSITIVO L’8.3 PER CENTO DEGLI STUDENTI
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