SCUOLE ABRUZZO: 160 FOCOLAI DA SETTEMBRE, ISS “NON SONO CAUSA SECONDA ONDATA”

I DATI DEL RAPPORTO ISTITUTO SUPERIORE SANITA' NEL PERIODO SETTEMBRE-DICEMBRE, "ATTIVITÀ DIDATTICA IN PRESENZA NON E’ FATTORE DI DIFFUSIONE VIRUS, MA OCCORRONO RIGOROSE MISURE DI SICUREZZA E TRACCIAMENTO”

di Filippo Tronca

14 Gennaio 2021 07:26

L’AQUILA – Dal 31 agosto al 27 dicembre scorso, nelle scuole abruzzesi, da quelle di infanzia alle superiori, si sono verificati 160 focolai di covid-19, c In Italia, nello stesso periodo, i focolai sono stati 3.173, Con record in Emilia Romagna, dove hanno superato quota mille.

Numero che può spaventare, ma che a conti fatti  rappresenta appena il 2% di tutti i focolai  divampati in quel periodo, oltre 156.00, in tutto il Paese. E si può inoltre affermare che le lezioni in presenza non avrebbero contribuito a provocare la seconda ondata di contagio, visto che i  casi registrati nella fascia di età tra i 3 e i 18 anni, quella che frequenta le scuole,  sono in linea con l’incremento registrato in tutti gli altri ambiti a partire da ottobre e fino alla chiusura degli istituti nella fase acuta dell’emergenza.

L’analisi è contenuta nel rapporto “Apertura delle scuole e andamento dei casi confermati di Sars-Cov-2: la situazione in Italia”, appena pubblicato dall’Istituto superiore di sanità (Iss).

Numeri importanti per far luce sull’eventuale rischio di impennata contagi nelle scuole, favorendo una terza ondata, dopo che in particolare in Abruzzo, si è tornati lunedì scorso alla lezione in presenza seppure al 50% anche nelle scuole superiori, assieme a Toscana e Val d’Aosta, dopo la riapertura del  7 gennaio delle scuole dell’infanzia, della primaria, della secondaria di primo grado. Le altre regioni hanno preferito rimandare, spaventate appunto dal pericolo di diffusione del virus, non tanto durante gli orari di scuola, ma a causa degli assembramenti che si possono verificare all’ingresso, all’uscita e a bordo degli autobus.

Proprio ad Abruzzoweb, l’assessore all’Istruzione Pietro Quaresimale, della Lega ha assicurato invece che grazie alle misure messe in campo, come i 100 autobus e 330 corse aggiuntive, e gli ingressi e usciti scaglionati in due fasce di orario, i tamponi di massa, si potrà frequentare la scuola in sicurezza, tenuto conto che l’indice di contagio in Abruzzo è oramai stabilmente sotto l’1.

Sembra dare ragione a questo ottimismo anche quanto afferma proprio l’Istituto superiore di sanità:  “nel mese di settembre 2020 l’andamento dei casi di Covid-19 nella popolazione in età scolastica ha seguito quello della popolazione adulta, rendendo difficile identificare l’effetto sull’epidemia del ritorno all’attività didattica in presenza”, si legge nel rapporto.

L’Iss riporta poi i dati del picco di incidenza dei contagi nel periodo da settembre a dicembre, della fascia di età tra i 3 e 18 anni, la popolazione in età scolastica: è pari a circa 43 ogni 100.000 abitanti e dunque risulta inferiore a quella riscontrata nelle altre classi di età, visto che sopra i 18 anni i casi arrivano a 60 su 100.000 abitanti.

Va ribadito che il picco di incidenza non fa riferimento ai contagi che si sono verificati a scuola. Un ragazzo può essersi contagiato altrove.

I picchi di incidenza più alti sono stati riscontrati in Valle d’Aosta, circa 200 ogni 100.000, e in Lombardia, Liguria, PA Bolzano, intorno a 100 ogni 100.000 abitanti.

Molto più basso il dato abruzzese, di circa 60 contagi ogni 100.000 abitanti tra gli under 18, concentrati nelle classi di età 11-13 anni e 14-18  anni.




Unico dato certo che può riferirsi esclusivamente alle scuole, è dunque quello dei focolai, come detto 3.173 in Italia, e 160 in Abruzzo.

Sottolinea I’Iss,: “non è disponibile l’informazione sul numero di casi coinvolti in ciascun focolaio”, un dato che poteva essere prezioso, ma non comunicato dai sistemi scolastici regionali.
Per di più mancano del tutto i dati relativi ai focolai di Basilicata, Campania, Liguria, Molise, Sardegna e Valle d’Aosta.

Per quanto riguarda l’Abruzzo, i primi 3 focolai si sono registrati dal 5 all’11 ottobre, 6 dal 12 al 18 ottobre, 5 dal 19 al 25 ottobre, 10 dal 26 ottobre al 1 novembre.

Ed è stato novembre il mese più pesante coincidente con il picco della seconda ondata: nelle quattro settimane si hanno avuti 16 focolai, poi 15, e ancora 19 e 25. Il record si è però registrato nella settimana  tra il 30 novembre e il 6 dicembre, con 27 focolai.

Nelle tre settimane successive di dicembre si è passati a 18 focolai, poi a 12 e infine a 4, nella settimana tra il 21 e il 27 dicembre.

L’andamento dei focolai, in Abruzzo come altrove rispecchia quello generale dei contagi.

Il numero maggiore di focolai tra settembre e dicembre, si sono registrati in Emilia Romagna, 1.018, seguita da Lombardia, 442, Friuli Venezia Giulia, 231 e Piemonte 198.

Conclude l’Iss: “la decisione di riaprire le scuole comporta un difficile compromesso tra le conseguenze epidemiologiche e le esigenze educative e di sviluppo dei bambini. Occorre garantire un bilanciamento tra “le esigenze della didattica e quelle della sicurezza”.

“Le scuole devono far parte di un sistema efficace e tempestivo di test, tracciamento dei contatti, isolamento e supporto con misure di minimizzazione del rischio di trasmissione del virus, compresi i dispositivi di protezione individuale e un’adeguata ventilazione dei locali”, raccomanda l’Iss.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA

Download in PDF©



ARTICOLI PER APPROFONDIRE:


    Ti potrebbe interessare:

    Gli articoli più letti in queste ore:

    Do NOT follow this link or you will be banned from the site!