SCUOLE, SNALS ABRUZZO CONTRO RIAPERTURA: “UN AZZARDO”

6 Aprile 2021 18:11

L’AQUILA – “‘Non Expedit- Non conviene’, se non l’avesse detto papa Pio IX, nel 1874, ai cattolici perché non partecipassero alle elezioni politiche del Regno d’Italia, verrebbe da dirlo ora per commentare la decisione del governo, a dir poco discutibile, di riaprire la scuola, anche se al 50%”.

Su questo lo Snals, Sindacato nazionale autonomo lavoratori Scuola, attraverso la posizione del suo segretario regionale Carlo Frascari, ha un atteggiamento chiara e netta: “si tratta di un grosso azzardo, che andrebbe del tutto evitato”.

“Dobbiamo essere chiari: il ritorno a scuola – attacca deciso Frascari – di quasi tutti gli studenti (almeno nelle regioni ‘arancione’) è un azzardo scientifico e sociale. Se alcuni virologi affermano che la riapertura è un regalo al virus, ci sarà pure un motivo! E quando la scienza non ci fornisce certezze sulla pericolosità di tali scelte, può farlo la nostra ragione. Sappiamo tutti che le condizioni organizzative sulla frequenza degli alunni non sono mutate rispetto a tre o quattro mesi fa, tranne che per  l’importante campagna di vaccinazione degli insegnanti che, comunque, va ancora completata. Ma restano i problemi legati al distanziamento, alla mancanza di screening tra chi frequenta, alla difficoltà di organizzare trasporti in sicurezza e alla impossibilità, al momento, di vaccinare le fasce in età scolare”.

“A questo si aggiunge – prosegue Frascari – come fanno osservare molti epidemiologi, che la variante inglese del virus è molto più contagiosa e, quindi, troverà fertile campo nella movimentazione di milioni di studenti e delle loro famiglie. Nessuno ignora, d’altronde, che, continuare con la didattica a distanza, è un enorme sacrificio per tutti e un danno psico-didattico per i nostri giovani, che lascerà su di loro una traccia profonda nella dinamica della crescita. Allora è chiaro che si tratta di fare una scelta dolorosa tra preservare la salute, in questo caso soprattutto dei più giovani, e procurare un danno al loro sviluppo. Credo che non possiamo nasconderci quanto sia immensamente più giusto cercare di preservare il diritto a vivere, e a vivere sani”, conclude.

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