SDEGNO ‘STRISCIA LA NOTIZIA’ JIMMY GHIONE ALL’AQUILA,”TUTTO FERMO, VERGOGNA”

di Alessia Lombardo

11 Gennaio 2012 18:42

L'Aquila - Gallerie Fotografiche

L’AQUILA – “Sono trascorsi quasi tre anni dal terremoto del 6 aprile 2009 e ci sono pochissimi operai che lavorano in centro storico. È uno schifo, gli aquilani sono abbandonati. Nonostante il sostegno economico dell’Italia è tutto fermo ed è una vergogna vedere tante attività chiuse”.

Esordisce così l’inviato di Striscia la notizia Jimmy Ghione incontrato in mattinata da AbruzzoWeb nel centralissimo bar Nurzia all’alba di una lunga giornata aquilana. “Striscia – aggiunge – non abbandonerà questo territorio, ma effettuerà un monitoraggio costante per mantenere i riflettori accesi e raccontare all’Italia lo stato attuale delle cose”.

Preso il caffè, microfono in tasca, accompagnato dalla “devota” troupe, composta dagli assistenti Caterina Bruno e Mario Cavagnero e dal cameramen Cosimo Giannatiempo, Ghione regala al capoluogo ferito i riflettori nazionali raccogliendo le numerose segnalazioni dei cittadini aquilani che non si rassegnano alla stagnazione post-sisma. 

Tra una transenna e l’altra e gli occhi curiosi di qualche passante, il torinese Ghione va alla ricerca di operai per sincerarsi del “work in progress” nel cuore del capoluogo, ma suo malgrado riesce a scorgere soltanto un autoarticolato per trasporti eccezionali in piazza Duomo di fronte le ormai ex Poste centrali e, una volta arrivato in piazza del Teatro, apprende da alcuni operai che, dopo tre anni, partiranno breve i lavori di restauro.

Il tour nel “cantiere più grande d’Europa” prosegue nella piazza antistante la chiesa di Santa Maria Paganica, per poi risalire a palazzo Carli: nel cammino macerie ancora non rimosse, auto distrutte lasciate abbandonate e luci accese a mezzogiorno.

Storia di tutti i giorni per un aquilano, come confermato dal sorridente proprietario del bar Gran Sasso Mario Maccarone, ma non per gli inviati di Mediaset che rabbrividiscono e non soltanto per il pungente freddo aquilano in una giornata di gennaio. “È vergognoso – sottolinea Ghione – che la zona rossa sia poco controllata, potrei infilarmi ovunque. Un singolo snodo per i puntellamenti si affitta al costo di 30 euro al giorno. Sono i soldi degli italiani buttati che potrebbero essere impiegati per ricostruire”. 

Salutati dei tecnici dell’università “in azione”, l’occhio della telecamera si sposta negli impianti sportivi di “Centi Colella” dove ad accogliere Striscia ci sono il presidente del Cus, Francesco Bizzari, quello della Polisportiva L’Aquila Rugby, Angelo Cora, e il dirigente dell’Aquila Rugby Marco Molina, per parlare del noto sovraffollamento del campo dedicato alla palla ovale, che vede 500 atleti alternarsi giornalmente.

Ricevuto in dono dal capitano della Polisportiva L’Aquila Rugby femminile, Stefania Mannucci, il calendario 2012 “Particolari” è arrivato il momento del meritato pranzo, per poi rimettersi in macchina alla volta della popolosa frazione di Paganica, morta nel proprio centro.

“Il nostro obiettivo – spiega Ghione – è fare il possibile per smuovere qualcosa. Con San Gregorio ci siamo riusciti. Il nostro intervento infatti ha permesso di restituire la viabilità. Speriamo che la cosa si ripeta anche per altre zone limitrofe”.

La prima inquadratura nella frazione aquilana è per piazza Umberto Primo, poi si prosegue il “tour delle macerie” per il piccolo centro storico abbandonato.

Rovine, frigoriferi, case abbandonate e qualche cittadino che conferma “è tutto fermo, c’è soltanto un cantiere al Colle”.

L’occhio rosso della telecamera si spegne dopo la collaudata formula “Jimmy Ghione, Striscia la notizia, L’Aquila”.

A microfoni spenti un sorriso e un arrivederci per continuare a vigilare sulla “ricostruzione”.  

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