SEDE PROVINCIA L’AQUILA, OK A DEMOLIZIONE, A 12 ANNI DA SISMA SI SBLOCCA RICOSTRUZIONE

VERSO LA CONCLUSIONE L'INCREDIBILE VICENDA CHE HA BLOCCATO, TRA RICORSI, FALLIMENTI, MODIFICHE PROGETTUALI E INGHIPPI BUROCRATICI APPALTO DA 11 MILIONI PER NUOVO PALAZZO NEL CENTRO STORICO

21 Marzo 2021 08:50

L’AQUILA – “Tutto è pronto per demolire e ricostruire finalmente la sede amministrativa della Provincia di via Sant’Agostino a L’Aquila”.

Date esatte, interpellato da Abruzzoweb, non le ha fissate, il presidente della Provincia Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro, ma la notizia è di quelle a lungo attese, la conclusione di un iter estenuante, rallentato da ricorsi, modifiche normative. Mentre il rudere della sede amministrativa della provincia, gravemente danneggiata dal terremoto del 6 aprile 2009,  ha continuato a far bella nostra di sè, nel cuore del centro storico dell’Aquila, mentre tutto intorno la città è stata quasi interamente ricostruita. Ritagliandosi il ruolo di uno dei monumenti all’inefficienza della ricostruzione pubblica post-sismica, che a differenza di quella privata, continua a registrare enormi ritardi, ad oramai 12 anni dal terremoto.

Basti pensare, a proposito della sede amministrativa provinciale, che l’appalto da 11 milioni di euro era stato affidato nel lontano 2013 ad una ati costituita dalle imprese venete Guerrato e Coveco e lo studio Prisma Engineering.

La Guerrato è finita poi in concordato preventivo per aver accumulato un debito di 60 milioni nei confronti dei fornitori, ed ora a realizzare i lavori saranno il consorzio Kostruttiva di Venezia, che è l’evoluzione societaria di Coveco, la, Xela di Pescara, di proprietà della Di Carlo costruzioni spa di Casoli (Chieti), che ha acquisito il ramo di azienda della Guerrato e la Prisma Engineering.

Ancor prima l’iter è stato lastricato dai soliti ricorsi al Tar delle aziende escluse, in seguito dalla necessità di apportare modifiche progettuali, in quanto trattasi di edificio strategico, e infine è subentrato il nuovo codice degli appalti che ha imposto la gara coordinatore della sicurezza.

Ed è stato questo l’ultimo scoglio, con l’affidamento in autunno alla società Rtp Nier Ingegneria e in particolare agli ingegneri Maurizio Ardingo, Vincenzo Zaffrano, Maurizio De Santis e Cesidio Cardilli.

Non resta dunque che aprire i cantieri, per ricostruire ex novo un palazzo dall’aspetto avveniristico, progettato dalla studio Tonelli di Avezzano, che dialogherà con i due nuovi palazzi gemelli fra Corso Federico II e Via XX Settembre, in via di realizzazione. La nuova sede ospiterà la Presidenza e tutti gli uffici dell’ente che si trovano ora a Via Monte Cagno, e sparsi per la città, con grande risparmio in termini di affitti.

A fare ricorso dopo la gara vinta nel 2013 da Guerrato in associazione con Coveco, il raggruppamento di imprese (Rti) tra la romana Sac e l’aquilana Costruzioni Iannini. In primo grado al Tar l’istanza è stata bocciata ma i ricorrenti non si sono arresi, nell’agosto il pronunciamento del Consiglio di Stato ha confermato quello di primo grado.

I lavori però non sono partiti perché le aree di pertinenza erano occupate da strutture provvisorie di cantiere relative ad altro appalto quello del retrostante  storico Palazzo del Governo.

Nel 2017 è esplosa la crisi della Guerrato e nell’ottobre 2017 il segretario generale della Provincia, Paolo Caracciolo, con presidente Angelo Caruso, ha firmato il contratto con “Kostruttiva Scpa”, mandataria del raggruppamento di imprese aggiudicataria della gara, rappresentata dal procuratore speciale Enzo Ferragosti.

Con l’impresa pronta ai nastri di partenza è subentrata poi la necessità di apportare modifiche al progetto definitivo, per rispettare pienamente la classificazione della sede amministrativa della Provincia di “edificio strategico” dunque a massima sicurezza sismica, per evitare quello che è accaduto il 6 aprile 2009, con il vicino palazzo della Prefettura, che in caso di emergenza avrebbe dovuto rappresentare il punto di  raccordo della macchina dei soccorsi, tragicamente collassato.

A giugno 2019 sono poi entrate in vigore le modifiche al Codice degli appalti che ha obbligato a mettere a gara la coordinazione della sicurezza.

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