SEDE SOCCORSO ALPINO, PRESIDENTE PERILLI: “STERILI POLEMICHE SUL TRASFERIMENTO A L’AQUILA”

3 Gennaio 2022 16:27

Regione: Cronaca

L’AQUILA – “Trovo sterili e piuttosto tristi le recenti polemiche che hanno animato il dibattito politico sul trasferimento a L’Aquila della sede regionale del Soccorso Alpino e Speleologico, perché l’Articolo 1 del nostro Statuto riconosce alla nostra associazione nazionale piena autonomia organizzativa, funzionale e patrimoniale, come disposto dall’Articolo 6, comma 6, del Decreto Legislativo n.419 del 29 ottobre 1999”.

Questo l’intervento del presidente abruzzese del Soccorso Alpino e Speleologico, Daniele Perilli, circa le polemiche che nei giorni scorsi hanno animato il dibattito politico, in cui alcuni consiglieri regionali e del comune del capoluogo abruzzese hanno chiesto il trasferimento all’Aquila della sede regionale del Soccorso Alpino e Speleologico.

Nei giorni scorsi si è riaperta la polemica tra esponenti di centrodestra e centrosinistra in Regione che ha provocato una spaccatura anche all’interno della stessa maggioranza in una sorta di guerra di campanile tra L’Aquila e Pescara. In particolare, la maggioranza di centrodestra ha bocciato la sede nel capoluogo regionale, inserita in un emendamento al cosiddetto Mille proroghe firmato dal consigliere regionale del PD, l’aquilano Pierpaolo Pietrucci e condiviso da esponenti della coalizione di governo, i consiglieri civici Roberto Santangelo (Azione politica), dell’Aquila, e Simone Angelosante (ex Lega, ora Valore Abruzzo), e dal consigliere Mario Quaglieri, di Fratelli d’Italia. Ad infiammare il dibattito lo scontro tra Pietrucci e il capogruppo azzurro ed ex assessore Mauro Febbo. A cambiare idea è stato Quaglieri, mentre Santangelo ha votato contro la sua maggioranza e Angelosante non era presente in aula.

Una discussione piuttosto animata che aveva addirittura portato il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila Roberto Tinari, a lanciare una provocazione: “Intendo farmi promotore presso la Regione Abruzzo di un provvedimento che insedi all’Aquila l’ufficio regionale per il demanio marittimo”, contestando la scelta.

“Non capisco – continua Daniele Perilli – perché alcuni politici continuino a portare avanti questa polemica fine a se stessa e senza alcun fondamento giuridico, piuttosto che occuparsi di problemi molto più seri che investono il nostro territorio. Come già più volte ribadito, anche in forma scritta ai consiglieri che stanno portando avanti questa protesta, il Soccorso Alpino e Speleologico è un’organizzazione di volontariato, che deve osservare per legge le regole del proprio statuto, che all’Articolo 1 ribadisce che i criteri di costituzione, sede e durata sono autonomi e spettano all’associazione, non alla politica, come disciplinato da’Articolo 6, al comma 6, del Decreto Legislativo n.419 del 29 ottobre 1999”.

Il sopraccitato articolo recita infatti: “L’associazione di volontariato del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, è Sezione nazionale del Club Alpino Italiano, ed è dotata di ampia autonomia organizzativa, funzionale e patrimoniale anche ai sensi dell’art. 6, comma 6 del D.Lgs 29 ottobre 1999, n. 419. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è una libera associazione nazionale, apolitica, apartitica e senza fini di lucro, ispirata ai principi di solidarietà e fiducia reciproca tra i soci. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, ai sensi del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117, è un’Organizzazione di Volontariato, che agisce ai sensi del presente Statuto, delle leggi nazionali e in attuazione dei principi generali dell’ordinamento giuridico”.

“Come Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – conclude Daniele Perilli – operiamo per rendere le montagne luoghi più sicuri e fruibili, a prescindere dal luogo della sede regionale, che non incide minimamente sulla piena operatività dei nostri tecnici, attivi su tutte e quattro le province abruzzesi. Cerchiamo inoltre con la nostra attività di sensibilizzazione di prevenire, per quanto possibile, gli incidenti in montagna. Ecco perché non ci piacciono queste polemiche sterili e prive di risvolti operativi sul piano della nostra efficacia ed efficienza. Ci auspichiamo un confronto su altri temi, magari finalizzati a rafforzare l’attività di prevenzione, visto che si avvicina un anniversario triste per tutto l’Abruzzo, la tragedia del Velino”.

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