SENTENZA SU PIANO RIENTRO DEBITI REGIONE: PAOLUCCI, “LIRIS FA PROPAGANDA, MA PRONTI A COLLABORARE”

9 Dicembre 2021 16:17

Regione: Politica

L’AQUILA  – L’ex assessore regionale al Bilancio e Sanità, Silvio Paolucci, ora capogruppo in regione del Partito democratico, scrive lettera aperta sull’esplosiva sentenza Corte costituzionale che stabilisce l’illegittimità della decisione della Regione Abruzzo di rientrare dal deficit finanziario in vent’anni anziché in dieci.

L’assessore al Bilancio in carica, Guido Quintino Liris, in una nota ha affermato che “le leggi della Regione Abruzzo sul rientro dal debito bocciate dalla Corte Costituzionale portano la ‘firma’ del centrosinistra, perché risalgono alla precedente legislatura sia il disavanzo – che è quello registrato negli esercizi 2014 e 2015 – sia le norme, oggi dichiarate illegittime”. Spiegando poi che “gli uffici dell’ente stanno ora valutando nel dettaglio l’impatto della sentenza sul bilancio regionale, che in ogni caso dovrà essere riformulato rispetto alla proposta già predisposta, che non considerava ovviamente le conseguenze del pronunciamento sfavorevole della Suprema Corte”.

La replica di Paolucci, tirato in causa, è contenuta nella lettera aperta che pubblichiamo integralmente.

LA LETTERA APERTA DI PAOLUCCI

La sentenza della Corte costituzionale non dovrebbe inficiare l’opera di risanamento portata avanti in questi anni, a partire dalla scorsa legislatura, se il lavoro di chi governa oggi l’Abruzzo sarà costante e rigoroso com’è stato il nostro. Sono pronto a mettere a disposizione della Regione l’esperienza fatta, se lo riterranno, in modo da rendere l’azione di rientro continuativa con i risultati già da noi ottenuti nella precedente consiliatura.

La problematica del disavanzo dei bilancio in aggiunta ai debiti della sanità non è nata con la Giunta D’Alfonso, ma è stata ereditata dalle amministrazioni regionali precedenti.

Infatti, contrariamente a quanto lascia intendere l’Assessore al Bilancio Liris, il disavanzo nella scorsa legislatura è diminuito e, inoltre, l’Abruzzo è uscito anche dal Commissariamento della Sanità mentre ciò accadeva.

All’inizio della legislatura 2014-2018 le nuove norme, in particolar modo la 118/2011, avrebbero imposto alla Regione un rientro insostenibile che avrebbe azzerato ogni stanziamento per finanziare i diritti essenziali ai cittadini.

Ovvero 700 milioni di euro in 3 anni e comunque entro la legislatura. Ecco perché rivendichiamo con forza l’aver guadagnato una norma nazionale per l’ammortamento dapprima a 7, poi a 10 e, infine, a 20 anni, cosa che da un lato ha consentito un cospicuo abbassamento del disavanzo, sotto la nostra gestione l’Ente lo ha ridotto da 700 milioni a 400 milioni, coprendo un passivo di 300 milioni in sei anni e quindi ben oltre quanto previsto dalla norma statale (norma utilizzata da ben 5-6 Regioni tra cui Lazio, Campania , Piemonte); dall’altro lato ha permesso di finanziarie i diritti legati al sociale ed al trasporto pubblico e di concludere, come detto, il Commissariamento della sanità.

La sentenza della Corte Costituzionale non dovrebbe intaccare i risultati fino al 2017, ma comporterebbe una revisione del solo 2018. In ogni caso vanno verificati gli investimenti per gli anni a seguire, a partire dal 2019 e 2020 che sono appannaggio del centrodestra e su cui incidono anche le conseguenze legate alla pandemia.

Questo il quadro. Spiace constatare che venga soltanto ipotizzato che l’utilizzo della norma statale possa valere per le altre Regioni e non per la Regione Abruzzo: costringendo, in ipotesi, che gli abruzzesi debbano ripianare un debito passato a ritmo doppio o anche più rispetto a cittadini di altre regioni, con eventuali tagli enormi ai servizi. Tutto questo è inaccettabile e, pertanto, affiancherò in ogni sede possibile le ragioni degli abruzzesi, così come sono pronto a collaborare con chi governa per suggerire la strada migliore e in continuità con il lavoro già svolto.

Ecco perché il suggerimento all’Assessore Liris non è il raccontino propagandistico che le norme cassate siano di centrosinistra, non fosse altro perché alla norma nazionale vi ricorsero le Regioni di ogni colore politico, ma piuttosto di lavorare insieme e, a livello istituzionale, di darsi da fare per guadagnare nelle sedi opportune norme che rendano sostenibili i bilanci a favore degli abruzzesi, come abbiamo fatto noi.

Se avessimo all’epoca fatto quanto Liris denuncia con la sua maldestra nota, per capirci, non sarebbero poi passati i pullman, non ci sarebbero poi state borse studio erogate, non ci sarebbero stati stanziamenti per il sociale.

Per quanto mi riguarda la difesa di questi diritti viene assolutamente prima della posizione assunta dai giudici contabili.

A tal proposito mi conforta la nuova visione che ha anche l’Europa, nel rapporto tra rigore e rigidità contabile e diritto essenziali alle persone. È con cognizione e sinergie che si risolvono i problemi, quando si comincia ad affrontarli. È questo che noi abbiamo fatto.

 

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