“SENZA GIUSTIZIA E LIBERTÀ NON AVREMO MAI PACE”, RABBIA E ORGOGLIO DEGLI UCRAINI A L’AQUILA

di Filippo Tronca

26 Febbraio 2023 08:01

L'Aquila - Cronaca, Gallerie Fotografiche

L’AQUILA  – A pochi metri dalle giostrine di piazza Duomo e dal passeggio degli aquilani, lungo il corso ripavimentato in elegante pietra bianca, una settantina di ucraini, donne e uomini, bambine e bambini, da anni in  città o profughi di guerra, stringevano ieri nel pugno le loro bandiere gialle e blu, come il grano e il cielo della loro terra, insanguinata e devastata a seguito dell’invasione della Russia di Vladimir Putin.

Vittime loro malgrado di conflitti geopolitici tra superpotenze e del delirio imperialista dell’autocrate del Cremlino.

“Putin terrorista e assassino”, “La libertà ha un prezzo elevato, ma la schiavitù costa ancora di più”, ”Come non occupiamo ciò che non è nostro, non lasceremo mai che altri occupino la nostra terra”, recitano alcuni slogan scritti nei loro cartelli, durante il sit-in organizzato, nel triste anniversario di un anno di guerra, dall’associazione Ucraina 24 Febbraio, che si occupa di raccolta beni di prima necessità per la popolazione e l’esercito,  di ospitare e  assistere i rifugiati sul territorio abruzzese, e dall’associazione Liberi Oltre le illusioni, movimento che mira a favorire lo sviluppo e l’utilizzo del metodo scientifico nello studio e nella valutazione delle tematiche sociali.

Nessuna  bandiera arcobaleno della pace garrisce assieme a quelle dell’Ucraina. Presenti anche aquilani, ma nessuno tra gli aderenti  dell’Assemblea L’Aquila per la pace, che hanno manifestato venerdì, in circa un centinaio, a piazza Regina Margherita, per chiedere l’immediato cessate il fuoco, e lo stop dell’invio di armi.

Maria Kristina Ilnytska, trentenne e da venti anni a L’Aquila, originaria di Leopoli, social media marketing è la cofondatrice dell’associazione Ucraina 24 Febbraio, ed è tra le più attive nel sit-in.





Spiega ad Abruzzoweb: “Qui in piazza oggi ci sono anche persone che hanno perso tutto, che hanno visto uccidere senza pietà dai soldati e mercenari russi, i loro figli, genitori, amici e parenti. Putin sta bombardando i civili, abbiamo città e villaggi interamente rasi al suolo, come se ci fosse stato un terremoto, lungo un anno. Noi ci stiamo difendendo, e ci servono le armi per farlo, noi ucraini combattiamo e moriamo contro gli invasori, non uccidiamo i civili russi, sono loro che in caso di nostra resa non avrebbero pietà e ci ridurrebbero in schiavitù”.

Il cronista chiede perché non ci siano bandiere della pace, e Maria Kristina risponde convinta: “Questa è una manifestazione per la pace, chi non vorrebbe la pace! Ma senza sconfiggere la Russia, senza fermare la loro invasione e scacciarli dalla nostra terra, che pace ci potrà mai essere? Dovete capire che Putin è un dittatore, è un terrorista, è una persona che non ha le capacità di vivere in un mondo libero e di pace, non si fermerà a noi, all’Ucraina, la minaccia riguarda l’Europa, le sue democrazie. Non è un caso che lavora già a destabilizzare ad accendere micce in Moldova e Transnistria”.

Alla domanda del cronista sull’opinione che ha lei e la sua gente di Volodymyr Zelens’kyj, considerato da una parte dell’opinione pubblica italiana una sorta di “burattino” in mano agli Stati uniti, risponde Maria Kristina, “lui è il nostro presidente, regolarmente eletto in modo democratico, e ha un grande consenso, fa quello che il popolo vuole che faccia, ovvero difendere in ogni modo la nostra terra”.

Alla considerazione che da una guerra mai nessuno è uscito davvero vincitore, Maria Kristina si rabbuia e risponde,  “non abbiamo alternative, vogliamo la libertà, l’indipendenza, una vita normale, decidere del nostro futuro, essere protetti a livello internazionale da un assassino nostro vicino. Siamo dei combattenti, siamo nati così e così moriremo”.

Al fianco di Maria Kristina, nel ruolo di organizzatore. Danilo Sbroglia, referente locale di Liberi, oltre le illusioni: “Il messaggio è che occorre restare al fianco del popolo ucraino, e non bisogna cadere nell’errore di mettere sullo stesso piano aggressore e aggrediti, come se si trattasse di una guerra di confine. Il cessato il fuoco va chiesto ai russi, gli ucraini si difendono, la loro terra è stata e continua ad essere insanguinata da orribili stragi di civili indifesi. E assurdo, come sostiene qualcuno, che la pace si può ottenere con la resa degli ucraini, è una posizione astratta, fine a se stessa, perché  posso assicurare che la stragrande maggioranza degli ucraini non lo vuole, non potrà mai accettarlo, e una pace ingiusta non reggerebbe. Ringrazio i concittadini che sono qui, e che credono che la resistenza ucraina abbia un valore, e che serva aiutarli”.

Donne e bambine con ghirlande di fiori in testa, danzano in cerchio. Un’anziana si commuove. C’è chi commenta, discutendo fitto-fitto, le ultime notizie dal fronte, l’arrivo di altre navi militari russe nel Mar Nero, fra cui una fregata armata con otto missili Kalibr. E dal G20 di Bangalore, dove India e Cina non vogliono inserire  nel documento finale la “ferma condanna” di Mosca, e financo la parola “guerra”.





L’associazione 24 febbraio, ha raccolto fondi anche in questa occasione per l’iniziativa “Generatori per l’Ucraina”, per sostenere la popolazione a sopportare le gravi carenze energetiche causate dall’aggressione bellica, e punta a inviare 209 generatori da recapitare in differenti città e regioni, da Kiev a Zaporijia, da Kharkiv a Donetsk.

Suonano le campane della chiesa delle Anime sante, tutto intorno gli aquilani a passeggio si godono la pace e la tranquillità di un sabato di febbraio.

 

 

 

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
Download in PDF©






    Pubblicità Elettorale

    Pubblicità Elettorale

    Pubblicità Elettorale

    Pubblicità Elettorale

    Pubblicità Elettorale

    Pubblicità Elettorale

    Pubblicità Elettorale

    Pubblicità Elettorale





    Commenti da Facebook

    RIPRODUZIONE RISERVATA
    Download in PDF©


      Ti potrebbe interessare:

      ARTICOLI PIÙ VISTI:


      Abruzzo Web