SEPOLTURA BIMBI MAI NATI, SCOPPIA IL CASO IN ABRUZZO: “DA FRATELLI D’ITALIA PROPOSTA MEDIEVALE”

27 Luglio 2021 20:35

Regione: Politica

PESCARA – In Abruzzo scoppia il caso della “sepoltura dei bambini mai nati”, tema del progetto di legge presentato da Fratelli d’Italia e duramente contestato dal centrosinistra in Regione.

Se da un lato, come spiegato dagli esponenti di FdI, si tratta di una proposta per “intervenire in materia funeraria e di polizia mortuaria per legittimare il diritto alla sepoltura dei bimbi mai nati di età gestionale inferiore alle 28 settimane”, dall’altro, per i consiglieri regionali di centrosinistra si tratta di una legge inutile che, anzi, “interviene a gamba tesa su situazioni dolorose e intime e umilia le donne e su cui ci prepariamo a fare ostruzionismo in aula”. Dalla Conferenza delle Democratiche Abruzzo, inoltre, condannano “senza appello la proposta strumentale e medioevale”.

Tutto è iniziato con una nota diffusa dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Guerino Testa, dal consigliere e presidente della Commissione Sanità, Mario Quaglieri e dal consigliere e sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, Umberto D’Annuntiis: “Il diritto alla sepoltura dei bambini mai nati è una scelta eticamente irreprensibile perché promuove la cultura della vita”, hanno sottolineato dopo aver annunciato il tema del disegno di legge, numero 203 del 15 luglio, proposto e depositato nei giorni scorsi dal gruppo in consiglio regionale di Fratelli d’Italia in Abruzzo.

“L’obiettivo – si legge nella nota – è quello di intervenire in materia funeraria e di polizia mortuaria per legittimare il diritto alla sepoltura dei bimbi mai nati di età gestionale inferiore alle 28 settimane, non solo in presenza della formale richiesta dei genitori ma anche laddove questa risulti mancante. Nel pieno rispetto della Legge 194/78, che regolamenta l’interruzione volontaria della gravidanza, intendiamo colmare una rilevante lacuna normativa di questa Regione (modificando la legge n.41 del 10 agosto 2012) affinché venga affermato il diritto ad una degna sepoltura a tutte quelle creature che non sono riuscite a venire al mondo, identificandole come vita”.

“Contestualmente, con il codesto provvedimento si rivolge la massima attenzione e tutela a quelle donne che abbiano già subito un importante trauma con la perdita del proprio figlio, impedendo che ne patiscano un altro con la scoperta, spesso tardiva, che il feto verrà smaltito tra i rifiuti speciali. La proposta di legge, che comporterà una spesa minima a carico del bilancio regionale, coinvolgerà fattivamente le aziende sanitarie che, oltre a dover garantire la sepoltura nei succitati casi di assenza di richiesta da parte dei genitori, dovranno provvedere ad assicurare un’adeguata informazione all’utenza”.

Dura la critica del centrosinistra, con i consiglieri di PD, Legnini Presidente, Abruzzo in Comune e Gruppo Misto che hanno evidenziato: “La sepoltura dei bambini non nati è già un diritto nella legislazione italiana, ma in una regione che non aiuta i giovani con iniziative e progetti affinché trovino lavoro e non siano costretti a fuggire, che non sostiene le donne con incentivi e risorse in grado di assicurare loro parità reddituali e professionali e dove proprio donne e giovani sono i soggetti più toccati dagli effetti della pandemia, per Fratelli d’Italia diventa prioritario un gesto che interviene a gamba tesa su situazioni dolorose e intime e umilia le donne e su cui ci prepariamo a fare ostruzionismo in aula”.

“Sui diritti civili è necessario un confronto aperto e trasversale – hanno ribadito – che resti attuale e non faccia fare all’Abruzzo passi indietro sui diritti acquisiti e, soprattutto, non nasconda strumentalizzazioni come quelle sull’efficacia e la valenza della legge 194, o la somministrazione della pillola del giorno dopo, su cui il centrodestra ha sempre puntato il suo mirino. Ad oggi non riscontriamo nessuna politica reale per sostenere la responsabilità genitoriale e rendere la famiglia non un sogno irrealizzato, ma una scelta; nulla per favorire il diritto alla casa, per un nuovo welfare regionale, per promuovere e sostenere l’occupazione femminile. Anzi, le donne abruzzesi perdono il lavoro e sono professionalmente meno garantite ed economicamente le più svantaggiate della società, temi, questi contenuti in una proposta di legge che speriamo presto di vedere calendarizzata per l’approvazione in Consiglio”.

“Non c’è nessuna politica per attuare la prevenzione dell’aborto come richiede la 194.  Ma tanti tentativi, alcuni anche fuori tempo, di svuotarne l’applicazione. Sulla sepoltura proposta non si tutela nessuno, si stigmatizza una scelta che è da anni un diritto civile e lo si fa in modo subdolo, utilizzando un’idea che ha peraltro già copertura legislativa perché la legge consente che per volontà della madre si possa procedere alla sepoltura del feto”.

“L’Abruzzo ora ha ben altre esigenze. I diritti civili sono tali perché devono cambiare in meglio la società di riferimento, parliamo di questo ed evitiamo derive retrive e oscurantiste che non rappresentano la realtà e di cui l’Abruzzo non ha bisogno”, le parole  dei consiglieri di centrosinistra.

Alle loro osservazioni si sono unite quelle della Conferenza delle Democratiche Abruzzo: “Ancora una volta Fratelli d’Italia, la forza politica di destra che amministra la Regione ostenta tutta la sua subcultura forse sperando di rimediare volgarmente alle figuracce finora collezionate: dai contestatissimi spot sul turismo alla totale assenza di consapevolezza dei problemi degli Abruzzesi. Il comunicato diffuso da Testa, Quaglieri e D’Annuntiis sulla proposta di istituire un cimitero per i bambini mai nati fa infatti orrore nella sostanza e nella forma”, hanno tuonato.

“Pensare di ‘intervenire in materia funeraria e di polizia mortuaria per legittimare il diritto alla sepoltura dei bimbi mai nati di età gestionale inferiore alle ventotto settimane, non solo in presenza della formale richiesta dei genitori ma anche laddove questa risulti mancante’ è semplicemente medievale. Strumentale e vergognosamente fuorviante giustificare il ritorno di proposte retrive riferendosi alle donne come coloro “che abbiano già subito un importante trauma con la perdita del proprio figlio impedendo che ne patiscano un altro”  ma in realtà additandole come colpevoli”.

“La frase più infelice di tutte, ovvero quella secondo cui la proposta di legge sarebbe ‘una scelta eticamente irreprensibile perché promuove la cultura della vita’, ben rivela il vero intento degli esponenti della destra abruzzese: condannare di fatto le donne che compiono una scelta personale ed insindacabile in osservanza di una legge dello Stato, dipingendole come promotrici di una cultura della morte. Le Conferenza regionale delle donne PD e tutte e quattro le conferenze provinciali, attraverso le loro portavoci, condannano senza appello la proposta strumentale e medioevale dei consiglieri Testa, Quaglieri e D’Annuntiis,  invitandoli, insieme a tutti i loro colleghi della destra più becera e retriva che ci si potesse mai immaginare, ad astenersi da questioni e giudizi che riguardano le scelte delle donne e ad occuparsi dei problemi che attanagliano gli abruzzesi. Sempre se li conoscono”.

 

 

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