“SERVE PARTITO UNICO DEL CENTRODESTRA”;
MARTINO, “RINNOVAMENTO ANCHE IN ABRUZZO”

INTERVISTA AD IMPRENDITORE PESCAARESE DEPUTATO DI FORZA ITALIA, "DRAGHI HA DATO ALTRA MARCIA A PAESE", "CON SEGETARIO MA SARA' LUI A CAPIRE QUANDO FARE UNO PASSO INDIETRO, E DARE SPAZIO A NUOVA CLASSE DIRIGENTE"

22 Giugno 2021 17:45

L'Aquila: Abruzzo

PESCARA – “Il Paese ha bisogno di un centrodestra unito, sul modello del partito Repubblicano americano, che possa favorire il ricambio della classe dirigente, dando fiducia e spazio alle nuove generazioni”.

Si schiera a spada tratta con il suo leader Silvio Berlusconi, a favore del partito unico, il deputato di Forza Italia Antonio Martino, 44enne imprenditore pescarese eletto nel collegio aquilano.

Nell’intervista streaming ad Abruzzoweb  Martino affronta anche il tema per lui cruciale della riforma fiscale, in qualità di capogruppo alla Camera della Commissione finanze e Tesoro, tesse le lodi del governo di Mario Draghi, e a proposito della rivalità che si è registrata nel passato con il coordinatore regionale azzurro, il senatore Nazario Pagano, assicura che il clima è sereno e cordiale, ma  ribadisce anche che anche in Abruzzo, occorre un rinnovamento generazionale, e “sono sicuro che Pagano capirà quando verrà il momento di fare un passo indietro”. Martino continua a lavorare al progetto di affermazione delle nuove leve anche a livello nazionale, al fianco del suo collega alla Camera, Alessandro Cattaneo classe 1979, ex sindaco di Pavia,  membro del coordinamento di presidenza di Forza Italia e responsabile nazionale dei Dipartimenti del partito.  Martino tra l’altro condivide con lui un appartamento di “appoggio” a Roma.

Antonio Martino, utopia o realtà il partito unico del centrodestra? 

È la cosa giusta da fare, ed è  il momento giusto per farlo. Questo Paese da tempo aspetta un grande partito di centrodestra, sul modello del partito Repubblicano americano, che sia la sintesi delle varie anime e sensibilità all’interno di un disegno comune e innovatore. Sappiamo del resto di essere maggioranza nel Paese, occorre solo lo strumento adeguato per rappresentare questa maggioranza, e per far crescere anche una nuova classe dirigente.

Non sfugge però che voi e la Lega siete nel governo di larghe intese di Mario Draghi, mentre Fratelli d’Italia, peraltro in forte crescita, all’opposizione. E’ davvero il momento giusto?

In questo Paese abbiamo assistito più volte ad impennate di consensi che poi si sono sgonfiati. Oggi Fratelli d’Italia è accreditato ad una percentuale di circa il 20% secondo i sondaggi, e dunque farebbe bene a far pesare questo dato nella costituzione di un partito unico, perché, come in borsa, i titoli si comprano e si vendono nel momento in cui c’è possibilità di monetizzare. Giorgia Meloni non può perdere questa occasione, del resto lo vuole la sua comunità politica, con Fratelli d’Italia governiamo tanti Comuni e Regioni e siamo d’accordo pressoché su tutto.

Si era parlato anche un interessamento di Forza Italia  alla creazione di una forza centrista e moderata, di cui grande promotore è Matteo Renzi, segretario di Italia viva…

Sono ormai anni che si mettono in campo aggregazioni di centro che finiscono con delle percentuali di consenso minimo. La verità è che il Paese ha vissuto una trasformazione, anche a livello antropologico, i cittadini vogliono la semplificazione  del quadro politico, ovvero di un grande partito di centro-destra e di un grande partito possibilmente anche di centro-sinistra perché è un’opposizione seria e coerente è utile alla dialettica politica.

Che giudizio da’ il governo Draghi?

E’ sotto gli occhi di tutti: la corsa al vaccino è diventata reale, si è molto più pragmatici e siamo ormai primi per somministrazioni in Europa e questo è grazie al cambio di passo impresso da Draghi, un presidente del consiglio riconosciuto e riconoscibile in tutta Europa. Con lui l’Italia, dopo l’uscita di scena di Angela Merkel potrebbe diventare dopo la Geermania il punto riferimento, il vero Paese guida di un Europa diversa. Perché noi crediamo sì nell’Europa, ma diversa e più vicina ai popoli.

Il governo Draghi approverà la riforma fiscale che la vede tra i protagonisti in qualità di capogruppo di Forza Italia in commissione finanze della Camera?

Per fare l’ultima riforma fiscale ci sono voluti  9 anni. Questa volta però è diverso, è un passo urgente da compiere, anche come condizione di applicabilità ed efficacia del Piano nazionale di ripresa e resilienza: urge una semplificazione e un abbattimento della pressione fiscale, un mantra per noi di Fi,  che proponiamo di metterlo anche in Costituzione. Bisogna soprattutto dare all’imprenditore a chi lavora un messaggio chiaro e semplice: oggi la quantità di tasse è diventata insopportabile specialmente dopo la crisi covid, ed è questo che favorisce l’alta evasione. Se pagi il giusto, paghi molto più volentieri.

Cosa prevede in soldoni la riforma?

L’abbattimento della pressione fiscale, la riduzione del numero delle tasse, l’abolizione dell’Irap in particolare, che è una tassa che non ha nessun senso. Una rimodulazione delle aliquote Iva. Una pace fiscale, ovvero un condono che permetterebbe di incassare molti soldi per debiti fiscali oramai ineseguibili, e vecchi di decenni.  E ancora una semplificazione del processo tributario. Come Forza Italia siamo poi favorevoli alla flat tax. Una misura che inseriremo quando governerà il centrodestra, visto che ora non ci sono i numeri in parlamento.

Tornando all’evocata unità del centrodestra, in Abruzzo nella maggioranza di Marco Marsilio la situazione non è di idilliaca, tanto che si parla di rimpasto di giunta dopo il passaggio di Umberto D’Annuntiis da Forza Italia a Fratelli d’Italia, e anche nella scelta delle candidature alle prossime comunali di ottobre si fatica a trovare una sintesi tra i vari partiti.

La rivalità è una cosa sana in politica, se si pratica rispettando le regole. Ma soprattutto: in un partito unico o comunque in una federazione più compatta i vari passaggi di casacca tra una componente ed un altra, avrebbero un significato molto meno politico e lacerante, come pure i cambi in Giunta e la scelta delle candidature. Questo fa capire quanto è importante il progetto di unificazione lanciato  dal presidente Berlusconi.

Con Pagano è tornato il sereno, dopo un passato burrascoso? 

Ho un buon rapporto con lui, gli riconosco la volontà nel 2018 di candidarmi come imprenditore all’interno delle liste di Forza Italia.  Detto questo ho il mio percorso politico, devo lavorare a quello che reputo sia giusto per il mio territorio. E secondo me oggi bisogna guardare il futuro, serve cambio di passo e prospettiva.

Ovvero un cambio generazionale, e dunque un nuovo segretario regionale?

Il cambio generazionale non è solo un dato anagrafico. Dopo tanti anni anche nelle aziende bisogna cambiare il management e sono certo che in modo intelligente il senatore Pagano capirà quando sarà il momento di fare altri passi importanti, e fare in modo che ci sia una un cambio nella gestione del partito.

A tal proposito: un unico segretario regionale, del partito unico del centrodestra in Abruzzo?

Sì certamente: se le cose si fanno, vanno fatte fino in fondo e in modo coerente, altrimenti la gente non capisce. Non vedo percorribile l’ipotesi di co-amministratori ciascuno del partito costituente del nuovo soggetto politico.

Come procede il progetto di rinnovamento di Forza Italia a livello nazionale a cui lei partecipa attivamente con il cosiddetto gruppo dei quarantenni?

Un percorso avviato e che prosegue. Ci sono tanti quarantenni che in questo momento sono pronti ad avere un nuovo protagonismo. Con i colleghi più giovani alla Camera ci frequentiamo spesso, facciamo le cene del martedì, dove discutiamo di un progetto di futuro di centrodestra. Tra le nuove leve voglio citare, tra quelle capaci di poterci rappresentare a livello nazionale, il mio amico con cui condivido anche l’appartamento a Roma che utilizzo per motivi di lavoro, Alessandro Cattaneo. Lui, come altri sono pronti ad assumere ruoli di responsabilità.  Se non ora quando, del resto?

L’INTERVISTA

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