SEVEL ATESSA: CISL “705 POSTI A RISCHIO”, FIOM: “VERSO DELOCALIZZAZIONE IN POLONIA?”

28 Agosto 2021 11:31

Chieti: Lavoro

ROMA  – “Si è conclusa con un nulla di fatto la seconda riunione tra direzione, le segreterie provinciali e Rsa, volta ad evitare il conflitto. Ora si va dritti allo sciopero, sono in pericolo 705 posti di lavoro e anche il futuro dello stabilimento Stellantis di Sevel in Abruzzo”.

Lo afferma il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano,  annunciando la decisione di fare sciopero che sarà formalizzata nei dettagli nei prossimi giorni.

“Non è mai successo nella storia di Fca e Fiat – afferma Uliano – che i livelli occupazionali del personale interno fosse così bassi e il numero dei lavoratori somministrati fosse invece così elevato e per un periodo così lungo. Alcuni dati per comprendere l’assurdità di questa situazione: nel 2016 si sono prodotti 290.000 furgoni e i lavoratori Sevel a tempo indeterminato erano 6059; nel 2021 l’obiettivo è oltre 300.000 veicoli e i lavoratori Sevel sono 5670 e i somministrati sono attualmente 705 (625 somministrati in staff leasing e 80 a tempo determinato). Nei mesi scorsi abbiamo sollecitato l’azienda ad assumerli e non abbiamo avuto risposte. Abbiamo aperto la procedura di raffreddamento prevista dal contratto prima di procedere ad aprire il conflitto, ma anche questa iniziativa non ha portato a nulla di fatto”.

Per Uliano, dopo l’ultimo incontro “si apre una situazione di rottura e di conflitto. Quella di oggi è la prima dichiarazione di sciopero che le organizzazioni sindacali fanno nel nostro Paese contro il nuovo gruppo Stellantis. È per noi inaccettabile il silenzio sugli oltre 705 somministrati che getta ombre rispetto al futuro dello stabilimento. Ora Il tempo è scaduto, nella prossima settimana la Rsa deciderà le modalità di effettuazione dello sciopero, il nostro obiettivo è definire un percorso per trasformare in dipendenti i lavoratori in somministrazione a tempo indeterminato, avere garanzie sulle proroghe di quelli a tempo determinato e la costituzione di un diritto di precedenza per futuri ingressi ai 133 somministrati che nei mesi scorsi non sono stati confermati. Queste sono le condizioni che poi garantiscono anche le future prospettive dello stabilimento, la sua capacità produttiva, anche rispetto alla competizione con lo stabilimento Polacco. Le garanzie e le certezze dovranno avere un seguito anche nei tavoli nazionali, a partire da quello con il Ministero dello Sviluppo Economico”.

SEVEL ATESSA: FIOM, “RISCHIO DELOCALIZZAZIONI IN POLONIA, GRAZIE ALLE LORO AGEVOLAZIONI”

“Come Fiom siamo preoccupati per quello che sta accadendo in Sevel rispetto alle fermate comunicate dall’azienda per mancanza di componenti, ma abbiamo anche la necessità di capire se siamo in presenza solo di una situazione congiunturale o c’è altro. Sta emergendo, dopo che il governo polacco ha esteso dal 2020 al 2026 la Zes Zona Economica Speciale) nell’area di Gliwice, che in quel territorio si stanno concentrando molte aziende, le quali decidono di insediarsi lì per usufruire delle agevolazioni messe a disposizione oltre a sfruttare una posizione geografica strategica”.

Il sospetto sulle sorti di una delle più importanti fabbriche abruzzesi  è formulato dal segretario generale della Fiom di Chieti, Alfredo Fegatelli.

“Abbiamo appreso che la produzione a Gliwice sarà anticipata da aprile a febbraio 2022 – prosegue Fegatelli -. Dal reparto Lastratura della Sevel stanno inviando a Gliwice intere fiancate del furgone e alcune aziende dell’indotto stanno già producendo per lo stabilimento polacco. Purtroppo, i nostri timori di maggio 2019 stanno trovando molte conferme. La ZES polacca prevede: regime fiscale che contempla l’abbattimento totale della tassazione su alcune tipologie di imprese, canoni di concessione agevolati ed esenzioni o riduzioni di imposte gravanti sugli immobili, tributi connessi allo smaltimento dei rifiuti, ai servizi, ecc., contributo in conto capitale per la realizzazione degli investimenti iniziali connessi all’insediamento produttivo, deroghe alle regolamentazioni sui contratti di lavoro ed esenzioni o riduzione degli oneri sociali sulle retribuzioni, interventi infrastrutturali sul territorio interessato al fine di migliorare la competitività anche in termini di logistica e movimentazione merci”.

“Mentre il Governo italiano si fa restituire il prestito da Stellantis ed è intento a discutere delle mense, le aziende italiane aprono le fabbriche in Polonia. L’Italia, un paese a vocazione manifatturiera, non vede da decenni una politica industriale degna di questo nome. Il Parlamento italiano dovrebbe riportare le tematiche del lavoro al centro della discussione e porsi il problema di come evitare di esporre i lavoratori e le imprese italiane ad una competizione impossibile. Una competizione in cui le imprese cercheranno di resistere e prima di soccombere scaricheranno, inevitabilmente, i costi sui lavoratori”.

“Come Fiom abbiamo appreso dalla stampa polacca che ad aprile 2021 la Proma, azienda presente anche ad Atessa, ha deciso di investire in quel territorio e  prevedono l’assunzione di circa 80 lavoratori. La Isringhausen a luglio 2021 ha annunciato che acquisterà in quell’area un terreno per realizzare un nuovo capannone e che vedrà l’assunzione iniziale di 70 lavoratori. Come avevamo previsto a Gliwice stanno replicando la stessa situazione industriale della Val di Sangro. La competizione con Gliwice sarà un vero massacro”.

“Come Fiom riteniamo necessario e urgente la costruzione di un percorso unitario con tutte le sigle sindacali. Oggi la discussione non è più il Ccsl, ma il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori dell’intera Val di Sangro e non solo. Da subito è necessario coinvolgere tutti i Sindaci, la Regione Abruzzo, i nostri Parlamentari e le forze politiche. Ora è necessario mettere in secondo piano tutto quello che rischia di dividerci e in modo compatto difendere i nostri territori. Siamo ancora in tempo per evitare una catastrofe annunciata. Ogni minuto perso rischia di precludere la possibilità di invertire quanto sta accadendo. Ora è il momento di agire”, conclude Fegatelli.

 

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