SEVEL ATESSA: FIOM, “AUMENTA PRODUZIONE MA VENGONO MANDATI A CASA 80 LAVORATORI INTERINALI”

1 Marzo 2021 09:30

ATESSA – “In Sevel aumentano i volumi produttivi, si parla di produrre più di 320.000 furgoni, e nonostante ciò nell’ultima settimana non vengono rinnovati 80 contratti interinali. Tra riduzione dei costi sulle ditte di pulizie e scelte aziendali, a pagare sono i più deboli”.

La denuncia arriva dalla rsa della Fiom Cgil, nell’importante stabilimento della val di Sangro in provincia di Chieti, annunciando per mercoledì un sciopero.

“A metà settimana – spiegano i rappresentanti dei lavoratori – nella logica di riduzione dei costi, sono state tagliate il 30% delle ore ad una ditta delle pulizie con la diretta conseguenza che circa 30 lavoratori interinali non vedranno rinnovato il proprio contratto e con il serio rischio che alcuni lavoratori della ditta di pulizie a tempo indeterminato saranno posti in cassa integrazione e vedranno una drastica riduzione delle ore per svolgere le pulizie. Sabato scorso viene comunicato a circa 50 Lavoratori interinali della Sevel che lunedì non devono presentarsi al lavoro. In totale in una settimana circa 80 ragazze e ragazzi non vedranno rinnovato il loro lavoro precario e circa 30 Lavoratori della ditta delle pulizie subiranno una riduzione dello stipendio causa cassa integrazione”.

“Ribadiamo tutto questo in presenza di un aumento dei volumi, quindi è una scelta aziendale non dovuta a situazioni di mercato o crisi – protesta la Fiom -. Queste ragazze e questi ragazzi hanno avuto la sola colpa di essere nati in un periodo dove regna la precarietà più esasperata. Nella speranza di mantenere la loro precarietà e con la chimera di poter raggiungere, forse un domani, una stabilizzazione si rendono disponibili a lavorare sempre e comunque. Vengono chiamati senza preavviso a lavorare durante la loro giornata di riposo, gli viene chiesto di rimanere oltre il proprio orario, sono costretti ad aumentare i ritmi lavorativi e loro ingoiano per inseguire una speranza, perché come diceva Eraclito: “Senza la speranza è impossibile trovare l’insperato”.

Tutti i lavoratori della Sevel li guardano e, come fossero i propri figli, reprimono i propri sentimenti perché rispettano la loro speranza pur sapendo che sarà difficile raggiungerla. Una frustrazione che vede i lavoratori Sevel da una parte indignati e dall’altra rassegnati perché coscienti della precarietà di questi ragazzi. Siamo in un contesto difficile aggravato dalla pandemia, un contesto dove ancora non sappiamo quali saranno le future strategie del nuovo gruppo rispetto alla Sevel, senza contare che abbiamo la spada di Damocle degli investimenti polacchi. Sappiamo che stiamo lavorando su un furgone che è in produzione da circa 17 anni e che comunque è richiesto dal mercato, ma non conosciamo se e quando verrà realizzato un nuovo furgone con nuove tecnologie per contrastare i concorrenti che stanno cogliendo le opportunità di una nuova transizione. In questo contesto, dove si sta esasperando l’attuale produzione, è inaccettabile che ai giovani Lavoratori, ai nostri figli, venga preclusa la speranza. Non è accettabile che si scarichino i costi sui più deboli”.

 

 

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