SEVEL ATESSA, INCUBO DELOCALIZZAZIONE IN POLONIA. RIZZO, “STELLANTIS RESTITUISCA SOLDI A STATO”

di Roberto Santilli

7 Settembre 2021 07:35

Chieti: Lavoro

ATESSA – “Siamo alle solite: i colossi come Stellantis fanno quello che vogliono, tra l’altro dopo aver preso i soldi dallo Stato. Ora c’è questo fermo produttivo che riguarda anche lo stabilimento Sevel di Atessa, in Abruzzo, per problemi di componentistica. Mancano i semiconduttori, l’automotive è in seria difficoltà, ma alla fine già si parla di delocalizzazione in Polonia, con conseguente distruzione di un altro pezzo di tessuto industriale in Italia. E allora, il governo regionale abruzzese deve dire al governo di Roma di imporre a questi ‘signori’ il rientro dal prestito concesso dallo Stato a condizioni a dir poco favorevoli”.

L’autunno non caldo, ma probabilmente caldissimo, non è ancora ufficialmente ‘scoccato’ e la temperatura nell’Abruzzo industriale sa già di inferno. Marco Rizzo, segretario del Partito comunista, interviene a piedi uniti sulla difficilissima situazione in cui si trova lo stabilimento Sevel di Atessa, in provincia di Chieti, del gruppo Stellantis, con lo spettro del licenziamento per circa 750 lavoratori causa delocalizzazione in Polonia, una vera e propria catastrofe all’orizzonte che sta togliendo il sonno alla politica locale e, ovviamente, agli stessi lavoratori che faticano nel più grande stabilimento d’Europa per quel che riguarda la produzione di veicoli commerciali leggeri e dove in tutto i dipendenti sono 6mila.

Mentre, sempre nella nostra regione, è appena esploso il caso della Riello di Cepagatti (Pescara), la cui proprietà ha deciso di chiudere lo stabilimento per spostare tutto, guarda caso, in Polonia.

“Si svegliano adesso solo quelli che non hanno capito l’operazione Stellantis – afferma Rizzo – che comincia con l’acquisizione, da parte dell’ex Fiat Fca, di un grosso pezzo dell’editoria italiana. Con un buco di circa 180 milioni di euro, necessario, però, a dotarsi di buona stampa in un momento particolare che ha portato, col governo Conte, in piena emergenza Covid, e con il governo Draghi che oggi tace, a una situazione in cui sono arrivati 6 miliardi di euro di prestito garantito dalla Sace, società del gruppo Cassa depositi e prestiti, cioè dallo Stato italiano. Avere quei soldi vale di più che averli dalla migliore delle banche, nonostante i prestiti della Sace abbiano di solito delle condizionalità bestiali, tra cui il divieto di ottenere dividendi”.

“E invece, mentre veniva erogato il prestito, l’ex Fiat, dalla fusione Fca-Peugeot, ha ottenuto dividendi per circa 5,5 miliardi di euro. Dividendi, secondo John Elkann, ‘scritti nella pietra’. Quando io ho criticato tutto questo, dei sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil mi hanno accusato di non avere a cuore i posti di lavoro. Vergogna totale, perché Stellantis, che ha la sede legale in Olanda, aveva già deciso di produrre la Citycar in Polonia. Questo scenario ha ‘azzerato’ tutti i contratti dell’indotto, penso a Piemonte, Lombardia e Liguria. Lì non c’è più lavoro in quel settore. Con una lettera in inglese, Stellantis ha comunicato che essendo la Citycar prodotta in Polonia, la ‘vicenda’ era da considerarsi chiusa”, prosegue il segretario del Partito comunista.

“Inoltre – continua Rizzo – recentemente la rete dei concessionari piccoli e medi è stata informata della prossima chiusura. Ci sarà spazio soltanto per dei grandi hub regionali con i dodici marchi del gruppo, con un taglio, solo per questa voce, di 15 mila posti di lavoro. Dove sono adesso quei sindacalisti che mi criticavano? Dove sono gli esponenti del governo Conte e del governo Draghi di fronte a questa cosa terribile, che ha le stesse modalità con cui si muovono all’estero le multinazionali straniere? Noi, del resto, abbiamo la multinazionale italiana per antonomasia che odia il nostro Paese. Tanto ormai i soldi li hanno presi, possono delocalizzare senza problemi”.

“Un governo regionale può fare poco – conclude – ma può imporre politicamente al governo nazionale il ritiro dei prestiti a questa gente. Le condizionalità non poste all’inizio vanno poste ora. Stellantis delocalizza? Allora deve rientrare dal prestito erogato, ma non credo che ci sia gente con le palle per fare una cosa del genere. Solo i lavoratori, allora, possono muoversi. Pretendano la restituzione dei soldi. Il resto sono tutte cazzate dette da gente che non ha le palle”.

 

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  1. tavares2 - SEVEL ATESSA, INCUBO DELOCALIZZAZIONE IN POLONIA. RIZZO, "STELLANTIS RESTITUISCA SOLDI A STATO"
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