ALLA SEVEL TAGLIO TURNI E 900 LAVORATORI IN MENO. RIELLO, GRUPPO CONFERMA CHIUSURA STABILIMENTO

CRESCE ALLERTA IN VAL DI SANGRO: "GRAVI RISCHI OCCUPAZIONE PER TUTTO L'INDOTTO INDUSTRIALE". CESSAZIONE PRODUZIONE STABILIMENTO DI CEPAGATTI, 90 LICENZIAMENTI, ASSESSORI QUARESIMALE E D'AMARIO: "AZIENDA VUOLE SOLO DELOCALIZZARE"

15 Settembre 2021 17:41

Chieti: Lavoro

LANCIANO – Cresce l’allerta in Val di Sangro per il futuro della Sevel: l’azienda, infatti, ha comunicato la riorganizzazione dei turni a seguito della situazione altamente critica riguardo la fornitura dei semiconduttori, necessari per le parti elettroniche del furgone Ducato made in Atessa.

Dal 27 settembre si passerà dagli attuali 18 turni di produzione ai 15 turni e per la manutenzione si passa da 20 a 18 turni.  Un drastico calo di produzione che porterà di conseguenza a dover fare meno di 650 trasfertisti (dipendenti in cassa integrazione provenienti da altri stabilimenti in difficoltà del marchio Stellantis) e di 300 lavoratori interinali i cui contratti non saranno rinnovati.

Altra mazzata è l’annuncio della Riello della chiusura dello stabilimento a Cepagatti: l’azienda ha deciso di delocalizzare in Polonia, lasciando a casa 90 lavoratori.

Anche i 52 sindaci del comprensorio del Sangro Aventino e della Frentania si dicono preoccupati per la situazione, solidarizzano con i lavoratori e chiedono al ministero un tavolo di concertazione con Stellantis.

In merito alla riduzione dei turni di lavoro, oggi un portavoce di Stellantis ha fatto sapere: “Le fluttuazioni dei mercati nazionali e internazionali generate dalla pandemia e dalla carenza di chip sono fonte di un crescente senso di incertezza e l’Azienda sta attuando le migliori soluzioni logistiche per difendere i propri lavoratori e l’intera organizzazione”.

E ancora: “La conclusione di una parte dei contratti di somministrazione in Sevel – si dice ancora – rientra nelle normali attività di gestione della forza lavoro di Stellantis in tutti gli stabilimenti europei nell’ambito di questi momenti di instabilità che riguardano tutto il settore automotive mondiale. Ribadiamo che il nostro obiettivo è tutelare l’Azienda ed i propri lavoratori. L’evoluzione della situazione, considerata l’incertezza della stessa, è monitorata quotidianamente” conclude l’Azienda

In un documento i primi cittadini dicono:  “Noi sindaci, prima linea delle istituzioni, siamo molto preoccupati per la riduzione dei turni settimanali, da 18 a 15, e i rischi per l’occupazione alla Sevel e di conseguenza nell’indotto industriale”.

“Il problema della crisi nell’approvvigionamento dei semiconduttori, che riguarda tutto il settore dell’automotive, è un dato della realtà di oggi. Alle difficoltà attuali si aggiungono i timori per la prevista apertura, agli inizi del prossimo anno, dello stabilimento polacco di Gliwice, che produrrà il Ducato”.

“Nel rinnovare la nostra solidarietà ai lavoratori della Sevel, chiediamo al ministero dello Sviluppo Economico di convocare urgentemente il Tavolo di confronto con Stellantis, istituito lo scorso mese di giugno, e di poter partecipare, come rappresentanti del territorio, agli incontri tra le parti”.

Per quanto riguarda la Riello: hanno annunciato gli assessori regionali Pietro Quaresimale e Daniele D’Amario:  “In un’ora di duro confronto i responsabili del Gruppo Riello hanno confermato la dismissione dello stabilimento di Cepagatti entro la fine dell’anno. La procedura di licenziamento collettivo per 90 lavoratori dovrebbe partire a breve e nei successivi 75 giorni sarà realtà la cessazione della produzione”.

I due assessori parlano di “una decisione sconcertante che avrà pesanti risvolti nazionali”

. Sulla stessa frequenza i rappresentanti sindacali e le Rsu dei lavoratori che hanno accusato l’azienda di portare avanti un disegno che penalizza Cepagatti e l’Abruzzo.

All’esterno della sede della Regione un folto gruppo di lavoratori della Riello ha seguito a distanza l’evolversi dell’incontro.

“Abbiamo in tutti i modi cercato di far capire all’azienda la gravità della decisione – ha aggiunto Quaresimale – illustrando tutta una serie di misure e di iniziative che la Regione ha possibilità di mettere in campo per favorire la transizione ecologica dello stabilimento di Cepagatti la cui riconversione starebbe alla base della decisione. Ma si è subito intuito che la trasformazione in senso ecologico dello stabilimento è solo una scusa e che, diversamente, il Gruppo ha solo la volontà di delocalizzare per precise strategia aziendali. A questo punto attiveremo presso il Mise la costituzione di un tavolo nazionale chiedendo la partecipazione diretta del Ministro Giorgetti”.

In apertura della riunione i rappresentanti del Gruppo Riello hanno elencato le motivazioni che sono alla base della decisione di chiudere la produzione di Cepagatti: efficientamento della gamma prodotto, lo sviluppo di prodotti con combustibile alternativo e l’immissione di tecnologie diverse e avanzate.

Di fronte a queste necessità di riconversione dello stabilimento, la Regione ha subito proposto un tavolo tecnico per capire dove intervenire, mettendo a disposizione del Gruppo risorse economiche e misure tecniche di natura industriale e incentivi di riconversione professionale per far fronte alla transizione ecologica.

“Nonostante questa ampia disponibilità dell’istituzione regionale fatta non di parole ma di atti concreti di immediata realizzazione – hanno detto gli assessori Quaresimale e D’Amario – l’azienda ha confermato la chiusura come precisa strategia aziendale. In sostanza, Riello penalizza lo stabilimento modello di Cepagatti e il suo Centro di ricerca per spostare una parte della produzione negli stabilimenti in Veneto e Lombardia e successivamente in Polonia. La posizione di forte chiusura è inaccettabile e fuori da ogni confronto sindacale. Anche di questo se ne farà carico il tavolo nazionale”.

Interviene anche Rifondazione comunista, con Corrado Di Sante

“La conferma della chiusura dello stabilimento di Cepagatti da parte della Riello è una pessima notizia per il nostro territorio e non solo per le famiglie dei lavoratori. La Lega governa l’Abruzzo e ha anche il ministro competente al governo. Veda di fare qualcosa per salvare i posti di lavoro. Finora Giorgetti si è segnalato solo per il suo no a una blanda legge contro le delocalizzazioni e per stare in tutte le vertenze sempre dalla parte dei padroni. Siamo di fronte al fallimento del governo Draghi che innaffia di soldi le grandi imprese come e più di quelli che lo hanno preceduto. Non c’è nessun piano per affrontare la crisi e la transizione ecologica salvaguardando occupazione.  Solidarietà ai licenziati e alle loro famiglie”, afferma nella nota.

 

 

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