SFRATTI: EMERGENZA STA PER ESPLODERE, RITARDO REGIONE SPESA FONDO AFFITTI

di Filippo Tronca

2 Dicembre 2020 07:34

PESCARA – Per migliaia di abruzzesi, tra cui tanti finiti sul lastrico a causa della pandemia, non poter festeggiare ​il capodanno con veglioni, cenoni e brindisi in compagnia sarà l’ultimo dei problemi. Salvo proroghe torneranno infatti esecutivi dal giorno seguente gli sfratti per morosità incolpevole, scaduta la moratoria nazionale disposta nel decreto Rilancio di giugno.

E a un mese da questo dramma annunciato, si scopre che la Regione Abruzzo, nonostante i ripetuti solleciti e lettere di fuoco dei sindacati, ha in cassa la bellezza di 4,9 milioni di euro circa, stanziati dal governo a giugno e rimpinguati a luglio, a valere sul fondo con cui si aiuta ogni anno chi non ce la fa a pagare l’affitto a causa di perdita di lavoro o altre documentate difficoltà non dipendenti dalla sua volontà, o per per evitare in extremis lo sfratto, rimborsando, come è giusto che sia, il proprietario dell’appartamento. A questi fondi si aggiungono 250 mila euro per fondo anti sfratto, non spesi nel 2019. Solo ieri sera è stato licenziato il provvedimento di giunta, che sblocca 1,2 milioni di euro di fondi governativi del 2019. Il provvedimento approvato dalla giunta stabilisce che i Comuni interessati, non appena perfezionati i bandi per l’individuazione dei soggetti beneficiari, dovranno inoltrare richiesta al servizio Edilizia sociale, ai fini dell’erogazione delle risorse.

Contattato da AbruzzoWeb, il commissario regionale del sindacato Sunia-Cgil, Geppino Oleandro, conferma comunque la gravità della situazione: “Questa inerzia ha dell’incredibile, la giunta regionale doveva solo approvare una delibera, per trasferire i fondi ai singoli comuni, secondo schemi già definiti, e dunque senza la necessità di complesse istruttorie. Eppure per mesi non è accaduto nulla, differenza di altre regioni italiane, penso a Marche e Molise, dove i soldi sono già stati spesi”.

Dai dati relativi al 2019, sono stati emessi dai Tribunali abruzzesi 1.472 provvedimenti di sfratto, 1.350 sono in fase esecutiva, si attende cioè solo l’arrivo delle forze dell’ordine per sgomberare l’appartamento, sono stati 687 gli sfratti materialmente eseguiti.

Sottolinea Oleandro: “di numeri aggiornati non ne abbiamo, ma nel corso del 2020 il fenomeno della morosità incolpevole è esploso a causa della crisi Covid, del lungo lockdown di primavera a  cui si è aggiunto quello ancora in corso. Basti pensare alle attività commerciali che hanno gettato la spugna, ai precari e stagionali rimasti senza occupazione, al numero record di ore di cassa integrazione riconosciute. Ebbene, passare da uno stipendio mensile di 1.200 euro ad un ammortizzatore sociale in media di 800 euro al mese, può anche significare che quel lavoratore non riesce più a pagare l’affitto”.

Sotto accusa, da parte dei sindacati, l’operato dell’assessore con delega alle Politiche edilizie residenziali, Guido Liris, di Fratelli d’Italia, e l’ormai ex assessore esterno della Lega, Piero Fioretti, che aveva la delega al Sociale. Uscito dalla giunta e anche dal consiglio sostituito nell’unico posto disponibile per un esterno da Daniele D’Amario, di Forza Italia, mentre le deleghe al Sociale, assieme a quelle al Lavoro e Formazione sono state assegnate al leghista ed ex capogruppo Pietro Quaresimale, su cui ora i sindacati fanno affidamento per una svolta dell’ultim’ora.

Una lettera è stata recapitata proprio ieri a firma dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, nonché di Sunia, Sicet e Uniat,  all’assessore Liris, al neo assessore Quaresimale, ed anche al presidente regionale dell’Anci Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo.




Si legge nella laconica ma perentoria lettera: “Non avendo ricevuto alcun riscontro alla nostra richiesta di incontro del 23 giugno sollecitiamo con urgenza la calendarizzazione di un incontro sugli argomenti riportati nella precedente richiesta che si riporta in allegato”.

E in allegato c’è appunto una precedente lettera del 23 giugno, indirizzata a Liris, Fioretti e D’Alberto, dove si ricorda innanzitutto “l’impatto sul sistema abitativo della crisi scatenata dal diffondersi del contagio da Covid-19 ha aggravato ulteriormente il disagio presente anche in Abruzzo”.

E si evidenzia che “diventano centrali i ruoli della Regione e dei Comuni in ordine a tre importanti campi di intervento che questa fase ci consegna”. Ovvero: “La fase attuativa dei decreti governativi, che richiedono procedure per accelerare e semplificare l’assegnazione dei contributi del fondo di sostegno all’affitto e sulla morosità incolpevole”, “fronteggiare l’emergenza sfratti (soprattutto per morosità incolpevole) anche attraverso la rinegoziazione dei contratti e dei canoni di locazione da contenere e ridurre, procedendo alla convocazione dei tavoli di contrattazione degli Accordi territoriali ex legge 431/98 per favorire la rinegoziazione incentivando e agevolando inquilini e proprietari anche con lo strumento fiscale”.

Infine “affrontare il disagio abitativo ripensando le risorse, le priorità e le modalità attuative del “Programma per la qualità dell’abitare”, gli strumenti Ecobonus e Sismabonus e puntare su un forte rilancio dell’edilizia residenziale pubblica mediante investimenti con fondi regionali, nazionali e comunitari, per l’aumento degli alloggi Erp da destinare alle fasce sociali più bisognose e per la riqualificazione del patrimonio immobiliare, ormai fatiscente, unitamente ad una riforma organica della Legge Regionale di riferimento per la gestione degli alloggi Erp”.

Da qui la richiesta di un incontro urgente, che però non c’è mai stato.

“Siamo quasi fuori tempo massimo – commenta dunque Oleandro -.  A breve tanti abruzzesi rischiano di ritrovarsi in mezzo alla strada, in un momento in cui, paradossalmente la casa è anche il luogo sicuro, che mette al riparo se stessi e il prossimo dal diffondersi del contagio. Sbloccare il fondo è importante poi anche perché vanno tutelati i diritti dei proprietari, che in questa congiuntura difficilissima non solo non incassano un centesimo dalla loro abitazione data in locazione, ma devono anche pagarci sopra le tasse. Solo un adeguato ristoro reso possibile dal fondo  della morosità incolpevole, e ancor prima quello del sostegno all’affitto, può garantire il diritto alla casa e allo stesso tempo al giusto riconoscimento di un lecito profitto, e soprattutto può favorire una rinegoziazione dei canoni di locazione. L’alternativa è l’esplodere di una bomba sociale”.​

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