SFRUTTAMENTO NEI CAMPI DELLA MARSICA: OGGI INTERROGATORIO IMPRENDITORE E PRESUNTO CAPORALE

9 Novembre 2021 09:28

L'Aquila: Cronaca

AVEZZANO – Interrogatorio di garanzia oggi al tribunale di Avezzano per l’imprenditore Massimo Vagnoni, 51 anni, delle Marche, proprietario dell’azienda agricola Valli di Marca di Trasacco, agli arresti domiciliari insieme ad altri tre pakistani, per il reato di sfruttamento del lavoro aggravato a danno di extracomunitari.

Ad essere ascoltato anche  il pakistano Shah Aussain. Gli altri due stranieri, Itbal Shafqat e Mahaumud Afzal, si trovano Pakistan.

Tutti coinvolti nell’inchiesta della Guardia di Finanza in stretta collaborazione con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di L’Aquila,  che ha portato a sei arresti ad Avezzano e nel chietino.

Le indagini svolte hanno così permesso di acclarare un complesso sistema delittuoso messo in atto dal caporale pakistano in concorso con altri connazionali e dai responsabili della società agricola, che impiegavano manodopera “a bassissimo costo”, sottoponendo i braccianti – in reale stato di bisogno – a condizioni di vero sfruttamento con estenuanti turni lavorativi (fino a 14 ore al giorno continuative); assenza di periodi di recupero giornaliero e settimanale; mancato riconoscimento del diritto alle ferie; una retribuzione oraria pari a 5,00 euro, in palese difformità rispetto ai livelli stabiliti dalla contrattazione collettiva.

Due ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip del Tribunale di Lanciano (Chieti) ed eseguite dalla Compagnia Carabinieri di Atessa (Chieti) al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Lanciano contro il “caporalato”.

L’operazione ha interessato una vasta area coltivata nei comuni di Fossacesia e Mozzagrogna (Chieti) nelle prime ore di venerdì 30 ottobre e ha visto l’impiego di oltre 20 carabinieri, con personale del Nucleo Cc Ispettorato del Lavoro di Chieti, del 5° Nucleo elicotteri carabinieri di Pescara e l’ausilio dell’Ispettorato del Lavoro di Chieti.

Le due misure restrittive sono state eseguite nei confronti di un 39enne bulgaro, attualmente detenuto nel carcere di Vasto (Chieti), e di un 61enne imprenditore agricolo di Mozzagrogna, ai domiciliari. Entrambi sono ritenuti responsabili, in concorso a vario titolo del reato previsto dall’art. 603 bis del c.p., ovvero intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, nonché di reati in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro.

Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Atessa dal settembre scorso, hanno portato alla luce una situazione di sfruttamento lavorativo nei confronti di almeno undici cittadini di nazionalità bulgara: i due arrestati reclutavano e impiegavano lavoratori stranieri senza regolare contratto di lavoro, con una retribuzione palesemente difforme dai contratti collettivi regionali e nazionali.

Il 39enne reclutava suoi connazionali, perlopiù provenienti da un piccolo paese nel nord della Bulgaria al confine con la Romania; persone che arrivavano via mare dalla Grecia fino alle frontiere marittime di Brindisi o Bari per poi proseguire in autobus fino a San Severo (Foggia) dove venivano prelevati e trasportati a Fossacesia; qui alloggiavano in un locale di proprietà dell’imprenditore agricolo, fatiscente e con gravi carenze igienico-sanitarie. Il 39enne bulgaro è stato fermato e arrestato vicino San Severo: era in possesso di un biglietto per la Grecia e stava per imbarcarsi dal porto di Brindisi.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: