SGARBI “NO MASK” A SULMONA, “DA SINDACO BANALITA’ DA MAESTRINA. LASCIO PRESIDENZA DEL PREMIO”

3 Dicembre 2020 15:06

SULMONA – “Dal sindaco di Sulmona inaccettabili falsità: s’indigni per le tangenti milionarie sulle forniture di mascherine”. Dopo le accese polemiche, Vittorio Sgarbi replica al sindaco di Sulmona, Annamaria Casini che ieri lo ha accusato di “girare per Sulmona senza mascherina”, e annuncia: “Mi dimetto dalla presidenza del Premio Sulmona”.

La polemica è nata dopo la visita in città per registrare il suo intervento per il Premio Sulmona di Arte contemporanea, la cui premiazione si terrà in remoto venerdì alle 17: alla fine dell’impegno, Sgarbi, invece di tornare a Roma come previsto dal programma – era stato accompagnato dalla polizia e la sua autorizzazione per entrare in zona rossa era solo per la durata del suo impegno di lavoro – ha deciso di fare una passeggiata per il centro storico di Sulmona (L’Aquila) senza indossare la mascherina. In pochi minuti la notizia si è sparsa in città e il parlamentare e critico d’arte è stato circondato da una decina di fan, quasi tutti senza mascherina. Durissimo l’intervento del sindaco di Sulmona Annamaria Casini che senza mezzi termini ha stigmatizzato la passeggiata lungo corso Ovidio di Sgarbi: “Ritengo un affronto per l’intera nostra città l’ostentata passeggiata nel centro storico da parte dell’onorevole Sgarbi senza mascherina, peraltro sindaco di un Comune d’Italia, in un momento in cui si sta vivendo una grave picco di contagi e si sta realizzando in città con grande impegno uno screening di massa per contenere il propagarsi del virus da Covid19″.




Ma Sgarbi non ci sta e, con un comunicato, tuona contro il primo cittadino: “La sequela di falsità, banalità e moralismi da maestrina del sindaco di Sulmona, tale Annamaria Casini, sono l’esempio più eclatante di come ormai questo virus venga utilizzato come strumento di lotta politica e, nel caso di Sulmona, come espediente per ottenere un briciolo di visibilità. È singolare come il sindaco non sappia che l’obbligo, introdotto dall’ultimo Dpcm, d’indossare le mascherine all’aperto vale ‘a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento…’. Nello specifico con me ci stavano 2 persone, una peraltro con la mascherina, e l’altra, il pittore Silvio Formichetti, a debita distanza. Erano circa le 21,00 e non c’erano altre persone: il deserto più totale in una città fantasma”.

“Io non debbo ostentare nulla. Indosso la mascherina nei luoghi chiusi e in quelli all’aperto dove ci sono altre persone; ma da solo, all’aperto, con altre due persone a debita distanza, non ha senso. Il sindaco dovrebbe indignarsi per cose più serie, come le tangenti milionarie pagate ai spregiudicati mediatori italiani sulle forniture di mascherine all’Italia. Si vergogni di aver speculato sulla mia visita a Sulmona, alla quale in questi anni ho dedicato tempo e risorse, promuovendone l’immagine e il patrimonio artistico, certamente più e meglio di quanto lei non abbia mai fatto. Già ebbe modo, peraltro, di mostrare la sua inettitudine vanificando le manifestazioni per Ovidio a Sulmona, ben impostate dall’allora commissario anche con la mia collaborazione. Ed è proprio per questa ragione, considerandola una ingrata, ho deciso di dimettermi dalla presidenza del Premio Sulmona. La Casini sarà contenta e da domani potrà promuovere la sua città non per l’arte ma per la desolazione e la tristezza ai quali comportamenti come il suo l’hanno condannata”, chiosa Sgarbi.

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