“SI’ AD OBBLIGO VACCINO, PRIORITA’ SALVARE VITE UMANE”, GRIMALDI: “VA FERMATA MUTAZIONE VIRUS”

3 Settembre 2021 17:37

Regione: Abruzzo

L’AQUILA – “Sono sempre stato molto attento a quelle che sono le libertà individuali, però ci sono dei momenti di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo, in cui deve prevalere l’interesse generale, ovvero sconfiggere questo virus e salvare vite umane. Sono pertanto favorevole all’introduzione dell’obbligo vaccinale”.

Una presa di posizione netta, ma argomentata, quella del dottor Alessandro Grimaldi, primario del reparto Malattie Infettive dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila. Le sue parole, nell’intervista di Abruzzoweb, si inseriscono nel serrato dibattito innescato dall’annuncio del premier Mario Draghi, sulla possibilità di imporre la vaccinazione contro il Covid 19 a tutti gli italiani. Il ministro della Sanità, Roberto Speranza, ha detto poi che “l’obbligo vaccinale nel nostro Paese è già disposto da una norma primaria per quanto riguarda il personale sanitario”.

L’ipotesi è che l’obbligo possa essere deciso ed esteso, si vedrà se a tutti i cittadini o almeno ad un certo numero di categorie di lavoratori, dopo le approvazioni definitive delle agenzie del farmaco, Ema ed Aifa. La Lega, prima forza nel governo delle large intese di Draghi, si è però già detta contraria.

Da un anno e mezzo sul fronte caldo dell’emergenza, Grimaldi ha evidenziato che nel suo reparto si è arrivati mercoledì scorso a 24 posti occupati su 24 in area medica, e la stragrande maggioranza di pazienti è non vaccinata con un quadro clinico spesso grave tanto da rendere necessario il passaggio alla terapia intensiva, sottolineando che i pochi vaccinati presentano invece un quadro clinico molto meno critico.

“Quello che deve prevalere – spiega Grimaldi – è  l’idea che se questo virus continua a circolare e a mutare, rischia di rendere inefficaci i vaccini, che sono ad oggi l’unica vera arma di cui disponiamo. Rendere dunque obbligatorio il vaccino significa dare minori possibilità al virus di circolare, evitando di ritrovarci tra qualche mese a dover inseguire il virus, un organismo molto scaltro e intelligente, che muta in continuazione per sopravvivere, infettando gli organismi viventi, nella fattispecie l’uomo. Se permane una fascia significativa della popolazione non vaccinata non facciamo altro che favorire questo rischio, con conseguenze gravissime, sul piano sanitario, ma anche sociale ed economico”.

Grimaldi si accalora poi nel contrastare le tesi del cosiddetto fronte “no vax”.

“Questi vaccini non hanno avuto effetti collaterali significativi, abbiamo vaccinato miliardi di persone nel mondo, in Italia oltre 65 milioni di somministrazioni. E se andiamo a vedere i dati, gli effetti collaterali pericolosi, ampiamente riportati e stigmatizzati come giusto che sia, sono stati in percentuali minimali, fisiologiche, come avviene con ogni farmaco”, afferma il medico.

“Ho sentito dire addirittura che i vaccini possono inficiare la fertilità – prosegue Grimaldi -. Una affermazione che non ha trovato nessuna conferma in nessuno dei tanti studi effettuati. E’ invece molto più probabile che il covid, colpendo duramente gli organi e apparati, provochi danni anche a ghiandole endocrine e apparato riproduttivo”.

Rispetto invece a rischio paventato da molte persone che oppongono resistenza alla vaccinazione trattandosi di un farmaco “sperimentale” con effetti negativi sulla salute nel lungo periodo, Grimaldi taglia corto: “Mi verrebbe da rispondere con le famose parole l’economista John Maynard Keynes, ovvero che ‘nel  lungo periodo saremo tutti morti’. A parte gli scherzi, la scienza non può escluderlo a priori, proprio perché la scienza è sperimentale, si basa su ricerche e dati verificabili.  Quello che possiamo dire con certezza oggi è che ci troviamo davanti ad un bivio, uno è rappresentato dal vaccino che evita conseguenze gravi dopo il contagio da covid e salva vite umane, l’altro è il non vaccinarsi, con il rischio concreto, attuale, di subire gravi conseguenze dal contagio, visto che la quasi totalità di ricoverati nelle terapie intensive come pure in area medica in Italia è appunto non vaccinato”.

Il vaccino, tiene poi a ribadire Grimaldi, non è alternativo alle cure con anticorpi monoclonali di cui il medico aquilano è uno strenuo sostenitore.

“Il vaccino previene gli effetti nefasti della patologia, gli anticorpi monoclonali si stanno dimostrando un efficace farmaco per evitare l’aggravarsi della malattia, nessun modo vanno visti come strategie alternative e antagoniste per combattere la battaglia che ci troviamo davanti”, conclude Grimaldi.

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