SI INFIAMMA CAMPAGNA ELETTORALE IN ABRUZZO. CONTE, “RDC NON SI TOCCA”, MELONI, “PRONTI A GOVERNARE”

1 Settembre 2022 09:47

Regione - Politiche 2022

PESCARA – La campagna elettorale per le politiche in Abruzzo si infiamma con l’arrivo ieri dei primi big, il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, a Chieti, e della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, candidata all’uninominale alla Camera nel collegio L’Aquila-Teramo, a Pescara.

Squadernati in piazza due idee diverse di Paese, e due programmi elettorale distanti anni luce.

Un solo esempio: ha tuonato Conte: “chi vuole smantellare il reddito di cittadinanza non potrà mai essere raggiunto: lo contrasteremo con tutte le nostre forze”.

“E’ una misura culturalmente sbagliata, l’ho spiegato molte volte. Uno Stato giusto non mette sullo stesso piano dell’assistenza chi può lavorare e chi non può farlo”, ha a poche decine di chilometri di distanza arringato i sostenitori Meloni.

CONTE: “SCUOLA E SANITA’ I NOSTRI PILASTRI”

“Scuola e sanità sono i pilastri del nostro programma, avranno la nostra massima attenzione”, ha detto  Conte alla presenza dei candidati  che correranno alle prossime elezioni politiche in programma il 25 settembre.

Sul palco allestito in piazza G.B. Vico, è intervenuto anche il senatore uscente Gianluca Castaldi, coordinatore regionale del Movimento.

Proprio riferendosi a Castaldi, Conte ha detto: “Ha lavorato con disciplina e onore, avrebbe meritato di arrivare al quinto mandato ma da noi vige una regola che abbiamo rispettato, quella del secondo mandato. Questa è una regola che vale per tutti, anche per me. Per noi la politica è un servizio a favore dei cittadini. Mentre gli altri sono specializzati nella spartizione del potere, noi vogliamo essere specializzati nella tutela dei vostri interessi”.

Nel corso del suo intervento, il leader del Movimento 5 stelle, sul tema del Reddito di cittadinanza, non ha risparmiato una stoccata alla leader di FdI Giorgia Meloni, anche lei nel pomeriggio in Abruzzo per un comizio a Pescara: “Giorgia Meloni ha le idee poco chiare e anche confuse. Un giorno lo vuole abrogare, un altro giorno invece lo vuole modificare e l’altro giorno ancora non sa cosa vuole fare. Consiglio a Giorgia Meloni, visto che vive dello stipendio della politica da tanti anni, che le consente di poter beneficiare di 500 euro al giorno, di dedicare il suo ardore a ben altre battaglie e di non accanirsi contro i poveri e gli indigenti che invece riescono a integrare quello che non hanno di che vivere con 500 euro al mese”.

E ha poi aggiunto che l’obiettivo di chi vuole “smantellare il reddito di cittadinanza non potrà mai essere raggiunto: lo contrasteremo con tutte le nostre forze”.

MELONI: “ABRUZZO SIMBOLO BUON GOVERNO FDI”

“Avete sfidato la pioggia, non so quanti in questa circostanza avrebbero potuto contare su una piazza piena. Questo ci ripaga di tanti sacrifici, del fatto che abbiamo sempre preferito evitare scorciatoie, percorrere la strada più difficile. Per noi la politica non è una moda ma è una cosa molto seria: vuol dire coerenza e visione”.

Lo ha detto la  leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, candidata all’uninominale alla Camera nel collegio L’Aquila-Teramo.

Prima di Meloni sul palco di Piazza della Rinascita è intervenuto il presidente della Regione Marco Marsilio: “La prima cosa che voglio dirti è un grazie enorme, ti ringraziamo di aver scelto di candidarti in un collegio abruzzese. L’Abruzzo arriva così al centro dell’agenda di Governo, simbolo della rinascita della nostra Patria, della nostra Nazione”.

La leader di Fratelli d’Italia di fronte ad una platea di meno di mille persone ha poi aggiunto: “Io le battaglie sono abituata a combatterle prima di dichiararle vinte e a raccogliere il consenso dei cittadini prima di commentare. Diversa la situazione in Abruzzo, in cui il consenso di Fratelli d’Italia “sale grazie alla dimostrazione di una classe dirigente che sta dando risultati importanti e che non sono risultati di piccola strategia ma di visione. Ci siamo presi impegni che riguardavano temi annosi, prima di tutti la questione infrastrutturale. Penso che questa Regione sia un simbolo, la migliore delle risposte che si può dare a chi dice ‘ma Fratelli d’Italia non sarà in grado di governare questa Nazione'”, ha aggiunto Meloni.

“Il livello di questa campagna elettorale è indegno e non avete ancora visto niente. Ma perché facciamo tanta paura? La sinistra ha paura di perdere l’egemonia
di potere”.

“Ormai non leggo più i giornali, lo confesso, non leggo più niente”, e anche “Le mie spalle non sono abbastanza larghe per quello che sta per arrivarci addosso”.

Tra i vari temi affrontati quello del reddito di cittadinanza: “è una misura culturalmente sbagliata, l’ho spiegato molte volte. Uno Stato giusto non mette sullo stesso piano dell’assistenza chi può lavorare e chi non può farlo. Se lo fa, finisce per colpire paradossalmente il più debole. Per tutti coloro che sono nella condizione di lavorare, lo Stato deve prendere quelle risorse e trasferirle sulle aziende per far assumere quelle persone. Bisogna fare due cose diverse: lavoro per chi può lavorare e assistenza per chi non può farlo”.

“Noi abbiamo uno Stato che dà troppo spesso l’idea di essere un tuo avversario, la povertà non si abolisce per decreto, il lavoro non si crea per decreto, sono le nostre imprese che producono lavoro e ricchezza, lo Stato deve mettere in condizioni di produrre e crescere le imprese, questo deve fare uno Stato. Devi difendere il marchio – ha aggiunto – si deve scegliere dove si vuole andare e noi tutto questo non lo abbiamo fatto”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti sulle affermazioni del ministro degli Esteri Luigi Di Maio per il quale, viste le relazioni internazionali del centrodestra, si rischierebbe una guerra commerciale contro l’Italia se questo dovesse andare al governo, Meloni ha detto: “Io trovo indegno che il ministro degli esteri italiano, pagato con soldi degli italiani, per tentare disperatamente di racimolare qualche voto, che non racimolerà, vada in giro per il mondo a screditare questo Paese, perché è questo Paese che gli dà lo stipendio”.

“Io sono presidente del Partito dei conservatori europei da due anni, non ho mai rilasciato un’intervista alla stampa internazionale perché ero all’opposizione del governo italiano e non avrei parlato male dell’Italia all’estero, perché per me prima vengono gli interessi di questa nazione, poi possono venire i miei interessi di partito. Per Di Maio, ma lo sapevamo altrimenti non avrebbe fatto il percorso che ha fatto fin qui – ha proseguito Meloni – evidentemente il suo personale destino vale più di tutto il resto del popolo italiano. Penso non valga neanche la pena di pagare stipendi a persone che lavorano contro di noi”.

“Di Maio, ministro degli Esteri, intanto dovrebbe dare conto delle sue amicizie, perché, per esempio, sta girando su Internet un simpatico video di Di Stefano, M5s, che ci spiegava che l’Ucraina è uno stato fantoccio”.

La Meloni ha poi continuato affermando: “Noi non guardiamo in faccia nessuno. Le persone che valgono vanno avanti, garantiamo a tutti un punto di partenza, ma tutto dipende da te”, e propone una “Politica che vi dica la verità e che non vi tradisce, costi quel che costi”. “Non sono disposta a restare al governo se non posso fare cose giuste per questa nazione. Non fatevi dire le cose dai salotti, dai palazzi, ragionate con la vostra testa”, ha concluso parlando alla gente.

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