SINDACO E CONSIGLIERE REGIONALE LEGA REPLICA AD EX CONSIGLIERE FI RICCIUTI SU IPOTESI PERIMETRAZIONI "STRANAMENTE" RISTRETTE DEI SITI INTERESSI COMUNITARIO, CHE HANNO POI CONSENTITO PROGETTO AMPLIAMENTO BACINO SCIISTICO

“SIC ANOMALI IN PARCO SIRENTE? FANTASIE” ANGELOSANTE, “SI’ A NUOVE PISTE SCI OVINDOLI”

di Filippo Tronca

10 Settembre 2020 08:07

OVINDOLI – “I confini dei Siti di interesse comunitario vengono decisi in base a precisi requisiti tecnici e scientifici. L’idea che vengano modificati e occultati a piacimento mi sembra alquanto fantasiosa. In ogni caso non sussiste nessun impedimento all’ampliamento degli impianti sciistici di Ovindoli, che rappresentano un volano importante per l’economia e l’occupazione dell’intero comprensorio”.

Sono le parole del sindaco di Ovindoli, (L’Aquila) Simone Angelosante, consigliere regionale della Lega, presidente della  quarta Commissione Politiche europee e internazionali, che ha inteso prendere posizione su quanto sostenuto dall’ex consigliere regionale di Fi Luca Ricciuti, che invitato la Regione a fare chiarezza su quanto denunciato dall’associazione di allevatori e cinghiali Cospa: ovvero che si è verificato in Abruzzo “un’incredibile” e “opaco” “ballo dei Sic”, i siti di interesse comunitario dove vigono vincoli molto stringenti.

A cominciare dal Parco regionale Sirente-Velino, dove i confini dei Sic nelle cartografie ufficiali, avrebbero fatto riferimento a quelli riportati da un libro, uscito nel 1996 ed edito dalla stessa Regione, in collaborazione con il Wwf e Legambiente, dal titolo “Abruzzo, guida ai Parchi e Riserve Naturali”, nel quale, questa l’accusa, “risulta falsificato il confine della Riserva orientata naturale Monte Velino nella porzione ove è presente una delle due aree di riserva semi-integrale, guarda caso proprio dove oggi è prevista la costruzione dei nuovi impianti sciistici della stazione invernale Monte Magnola”, gli impianti fiore all’occhiello di Ovindoli.

All’interno nel parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, nel comprensorio dell’alto Sangro, sarebbe poi addirittura “sparito” dalle cartografie ufficiali il Sic denominato “Parco Nazionale D’Abruzzo, “non riportato” nella Carta delle Aree Protette della Giunta Regionale. E questo “avrebbe favorito un iter di autorizzazione attentato e meno ricorso la realizzazione di opere divario genere, tra cui impianti di ricettività turistica e  sciistici.

Angelosante non intende entrare nel merito specifico della vicenda, ma tiene a difendere a spada tratta la piena legittimità e bontà del progetto di potenziamento degli impianti sciistici del monte Magnola: un intervento da 5 milioni di euro, finanziato dal Masterplan per il sud, che prevede due nuovi impianti di risalita,  nuove piste, parcheggi già in realizzazione. I lavori per la prima cabinovia sono prossimi all’affidamento mediante gara, la seconda ha avuto a primavera parere positivo dal comitato di valutazione di impatto ambientale della Regione Abruzzo, seppure con qualche prescrizioni, e l’iter sarà più lungo, essendoci anche un ricorso pendente dalle associazione ambientaliste, contro la decisione del comitato Via.




“Il primo aspetto che va fatto notare  – spiega Angelosante  – è  che l’area degli impianti sciistici di Ovindoli è classificato bacino sciistico dal Piano che risale agli anni ‘90, revisionato una quindicina di anni fa, e i sic non c’erano allora e non ci sono ora”.

“I Sic del resto – prosegue Angelosante – vengono istituiti a seguito di un rigoroso studio scientifico, che individua la fauna, la flora e particolari valenze ambientali e paesaggistiche, che necessitano particolare protezione,  in base ad una procedura europea. Non è che mi alzo la mattina e decido per questa o quella perimetrazione, con la possibilità di tracciare confini arbitrari. Detto questo la zona di ampliamento degli impianti non è stata mai attenzionata, perché chi l’ha studiata non ha rilevato particolari peculiarità. Mi chiedo piuttosto perché a distanza di tanti anni tutto ciò venga rimesso in discussione, con ricostruzioni fantasiose, tutte da dimostrare”.

Angelosante poi ricorda che “esistono tre livelli di protezione, il Parco, i sic e le zps, le zone di protezione speciale, e i tre livelli possono non essere coincidenti: un sic può essere anche fuori da un Parco, e alcune zone del Parco non sono sic o zps. E per quanto riguarda l’area di espansione degli impianti, io mi attengo agli atti, alle carte, che dicono che nessuno ha trovato particolari valenze ambientali, non a caso gli interventi hanno superato il vaglio del comitato di valutazione di impatto ambientale, e anche il Parco non ha rilevato impedimenti tali da dover bloccare o bocciare questo progetto”.

In conclusione Angelosante, ribadisce la sua posizione di strenuo sostenitore dell’ampliamento dell’impianto, inviso invece al fronte ambientalista.

“Le nuove cabinovie – voglio innanzitutto far notare – permetteranno l’ampliamento della superficie sciabile, con nuove piste, e quello che più conta ad alta quota, aspetto non secondario, ora che negli ultimi anni nevica sempre di meno a bassa quota, non occorrerà l’innevamento artificiale. Occorre comprendere che questi impianti determina un indotto economico e lavorativo per tutta la provincia dell’Aquila, se tira Ovindoli tirano tutte le altre località”.

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