SGRAVI SU IRES, IRPEF, IRAP E IMU PER IMPRESE VECCHIE E NUOVE DELL'AQUILA
PLAFOND DI 90 MILIONI, AIUTI PER 200 MILA EURO. PRESTO LA PUBBLICAZIONE

SIGNORE E SIGNORI, ECCO LA ZONA FRANCA IL DECRETO SVELATO, TUTTE LE ESENZIONI

di Alberto Orsini

6 Luglio 2012 08:06

L’AQUILA – Esenzione dalle imposte sui redditi, Ires e Irpef, dall’imposta regionale sull’attività produttive, Irap, dall’imposta municipale propria, la temuta Imu, e infine esonero dei versamenti contributivi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

Eccolo qua, il poker d’assi di aiuti da 90 milioni per le aziende già esistenti o che sorgeranno entro il 31 dicembre 2014 nella, udite udite, zona franca urbana del Comune dell’Aquila.

Dopo aver lanciato ieri l’allarme sulla “sparizione” dell’atteso decreto del ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera, la cui firma era stata annunciata dal suo “collega” Fabrizio Barca, AbruzzoWeb ha messo le mani sul documento, che stabilisce come da titolo “condizioni, limiti e modalità d’applicazione delle agevolazioni fiscali e previdenziali” per le Pmi aquilane.

Un decreto che risulta firmato da Passera e dal vice ministro per l’Economia Vittorio Grilli il 26 giugno scorso, comunque dieci giorni più tardi rispetto agli annunci di Barca.

Inoltre, il testo è rimasto a lungo in naftalina, visto che la relazione introduttiva del direttore generale del Mise, Carlo Sappino, è di una ventina di giorni prima, 5 giugno.

Si tratta del testo di attuazione di quanto disposto nell’articolo 70 del decreto liberalizzazioni del governo Monti dello scorso gennaio.

“Il provvedimento si trova alla Corte dei conti per i controlli necessari e la pubblicazione è ormai prossima”, spiega a questo giornale il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis: un protagonista fin dall’inizio della vicenda-zona franca, dapprima con le trattative a Bruxelles nella sua carica istituzionale, poi con i duelli durante la campagna elettorale, che lo vedeva opposto a Massimo Cialente come candidato sindaco.

E quando il governo italiano ha ritirato la notifica, ossia la richiesta di zona franca all’Unione europea, Gdm è stato sbertucciato dagli avversari di centrosinistra che hanno parlato di “farsa”. Oggi è convinto di aver centrato una rivincita, “si chiama zona franca urbana per L’Aquila e lo scrivono 23 volte”, sottolinea, anche se è altrettanto vero che nel testo si parla di aiuti de minimis, ossia che non incidono sulla concorrenza europea e per questo sono aiuti di Stato.

“Ci sono scritte esattamente le misure che avevo concordato a Bruxelles e che avevo riferito alla conferenza dei capigruppo e che il Comune sapeva, perché non parlano ora?”, sbotta De Matteis.

Tra zona franca e de minimis ormai è solo una questione di nome. Ognuno la chiami come vuole! Ciò che conta è che gli aiuti finalmente ci sono e se ne conoscono le modalità applicative e i tempi.

Entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del decreto, e dovremmo finalmente esserci, le aziende nuove o esistenti potranno cominciare a inoltrare le domande.

E dopo tre anni di bisboccia, era quasi ora.

GUIDA ALLA ZONA FRANCA-DE MINIMIS


ESENZIONE DELLE IMPOSTE SUI REDDITI

Il reddito derivante dall’attività di impresa nella Zfu fino a 100 mila euro sarà esente dalle imposte sui redditi al 100 per cento per i primi cinque periodi di imposta, al 60 per cento dal sesto al decimo, al 40 per cento per l’undicesimo e il dodicesimo, al 20 per cento per tredicesimo e quattordicesimo.

Da notare che il limite dei 100 mila sarà maggiorato di 5 mila euro per ogni dipendente assunto a tempo indeterminato.

ESENZIONE DELL’IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Per ciascuno dei primi cinque periodi di imposta dall’accoglimento dell’istanza, dall’Irap è esentato il valore di produzione netta.

ESENZIONE DELL’IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA

Per gli immobili situati dentro la Zfu posseduti e utilizzati per l’attività di impresa è riconosciuta l’esenzione dall’imposta municipale propria, l’Imu, per il solo anno 2012.

ESONERO DAL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI

Per i contratti a tempo indeterminato o a tempo determinato di almeno 12 mesi, è riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente al 100 per cento per i primi cinque anni, al 60 per cento dal sesto al decimo, al 40 per cento per l’undicesimo e il dodicesimo, al 20 per cento per tredicesimo e quattordicesimo.

COME ACCEDERE AGLI AIUTI

Entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del decreto bisognerà presentare la ministero dello Sviluppo economico un’istanza in cui i richiedenti indicheranno l’importo complessivo delle agevolazioni richieste.

Alla fine il Mise farà la conta e sulla base delle richieste ripartirà i 90 milioni, comunicando le sue mosse all’Agenzia delle entrate, cui è affidata la regolazione contabile delle minori entrate fiscali e contributive da parte di chi gode degli aiuti.

In concreto, infatti, le agevolazioni saranno ottenute attraverso la riduzione dei versamenti da effettuare con il modello F24.

TETTO MASSIMO

Le agevolazioni sono cumulabili fino a un massimo di 200 mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari, che diventano 100 mila per le imprese del settore del trasporto su strada.

LE RISERVE

Come già anticipato dal ministro Barca, il decreto istituisce due riserve, dedicate la prima a imprese di nuova costituzione, che alla data della richiesta si trovano nei primi tre periodi d’imposta alla data di costituzione; la seconda a imprese che svolgono la propria attività all’interno del centro storico del capoluogo.

CHI STA FUORI

Gli aiuti non saranno concessi a imprese attive nei settori della pesca e l’acquacoltura; che si occupano di produzione primaria di prodotti agricoli; che svolgono attività di esportazione verso Paesi terzi o stati membri; che propongono interventi subordinati all’uso preferenziale di prodotti interni rispetto a quelli di importazione; alle imprese “in difficoltà” secondo le normative comunitarie.

CONTROLLI E REVOCHE

Le amministrazioni potranno effettuare controlli sui requisiti e in caso di violazioni revocare le agevolazioni.

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