SISMA 2009: CHIESA E CATACOMBA NEL DEGRADO, A SAN LORENZO DI BEFFI “VINCE” IL SILENZIO

NELLA POLVERE ANCHE ANTICHI AFFRESCHI E UN ORGANO DEL '700 RESTAURATO PRIMA DEL 6 APRILE 2009. FINO AD OGGI SOLO QUALCHE VANA PROMESSA ISTITUZIONALE E LAVORI RIMASTI AL PALO. PER FABIO COLISTA, NATO E CRESCIUTO NEL PICCOLISSIMO BORGO DELLA VALLE SUBEQUANA, UNA FRAZIONE DEL COMUNE DI ACCIANO ABITATA DA POCHE ANIME MA QUASI DEL TUTTO RISTRUTTURATA, "BISOGNA INCENTIVARE IL RITORNO NEI PAESI. QUESTO LUOGO E' MERAVIGLIOSO, NON PUO' MORIRE"

di Filippo Tronca

26 Aprile 2021 08:34

L’AQUILA – “Ricordo quando a San Lorenzo aspettavamo con trepidazione l’inaugurazione imminente dell’organo del ‘700 restaurato, ma è arrivato prima il terremoto del 6 aprile. Da allora nulla si è mosso. L’organo giace sotto la polvere. E per me sentirlo suonare è per me rimasto un sogno”.

Si commuove quasi, Fabio Colista, pensionato 82enne, ex-geometra dell’ufficio tecnico del Comune dell’Aquila, a ripensare alla chiesa del suo paese natale, San Lorenzo di Beffi, frazioncina di poche anime del comune di Acciano (che di abitanti ne ha, stando ai dati del 2017, 318), lungo la valle Subequana, in provincia dell’Aquila, ora pressoché deserta, anche se le case sono state in buona parte ristrutturate e nonostante la presenza di un albergo-ristorante che, in tempi migliori, ha dimostrato di poter attirare un buon numero di turisti.

Quella chiesa, tardo secentesca – di cui però ci sarebbe traccia addirittura in una Bolla Papale di Giulio I datata 337 d.C – ma con impianto originario del ‘300 e affreschi di notevole valore, da quando è stata danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009 è rimasta “com’era e dov’era”, ovvero inagibile e puntellata nella parte esterna. Eppure, oltre all’organo del 1761 costruito dall’esperto organaro marchigiano Domenico Antonio Fedeli, racchiude un altro tesoro tuttora inaccessibile: un’antichissima catacomba, risalente al IV secolo dopo Cristo, dove i primi cristiani si rifugiavano, scappando dalle persecuzioni dei romani. Scavata nel tufo, lunga una trentina di metri e larga poco meno di due, dalla quale si diramano, ad angolo retto e a raffigurare una croce, altre due gallerie secondarie.

I lavori di ristrutturazione della chiesa, quantificati in 11 milioni di euro, sono però rimasti al palo, come nel caso di buona parte del patrimonio edilizio pubblico ed ecclesiastico, solo apparentemente etichettato “minore”, dei paesi del cratere sismico 2009. AbruzzoWeb nel 2013 è entrato con una telecamera in questo luogo dimenticato, a testimonianza di un già chiarissimo disinteresse, non solo istituzionale, testimoniato anche con altri articoli che questo giornale ha dedicato al borgo, che con lo scoppio della emergenza Covid-19 rischia di essere fatale.

“Ora vivo a Pescara, ma appena le condizioni climatiche lo permettono, torno a San Lorenzo, nella casa della mia famiglia. Ritrovo un paese deserto, perché quelli della mia generazione si sono fatti vecchi, o sono morti, e i pochi giovani sono andati via. Eppure – si accalora il signor Fabio – San Lorenzo è in una valle meravigliosa, potrebbe avere un futuro. E anche per questo sarebbe importante restaurare la chiesa, che per noi era il luogo del cuore. Anche per consentire l’accesso alla catacomba, che se ben valorizzata potrebbe rivelarsi una grande attrazione turistica”.

A segnalare e riscoprire il valore della catacomba, per decenni semplicemente la “cantina del prete”, anche se qualcuno in tempi lontani intuì che quello era una specie di “camposanto”, è stato un giovane del posto, Francesco Di Giandomenico; e ad accendere la speranza, in vista dell’accesso ad essa, premessa di qualsiasi progetto di valorizzazione, è stato monsignor Pasquale Iacobone, della pontificia Commissione di Archeologia sacra, delegato dal presidente, il cardinal Gianfranco Ravasi.

Dopo un sopralluogo nel 2018, Iacobone ha concluso che, finché non sarebbe stata almeno puntellata e messa in sicurezza parte della chiesa interna, in modo da creare una specie di corridoio d’accesso, sarebbe stato impossibile pensare ad un’apertura per studiare, approfondire e valorizzare il vasto ed inesplorato ambiente ipogeo da parte di personale esperto di storia della Chiesa, di speleologia e – perché no? – di anatomia patologica, oltre chiaramente al personale della Pontificia Commissione guidata dal cardinal Ravasi.

Infatti, a suo tempo già Vincenzo Fiocchi Nicolai, professore ordinario di Archeologia Cristiana presso l’Università di Roma Tor Vergata e docente di Archeologia degli antichi cimiteri cristiani presso il Pontificio Istituto di Archeologia cristiana, lo aveva annunciato in un articolo sulla chiesa e sulle catacombe “svelate” dal terremoto, articolo pubblicato sull’Osservatore Romano nell’agosto del 2012, e aveva scritto, tra l’altro, che “Nei prossimi mesi la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra avvierà un programma di recupero e valorizzazione della catacomba, d’intesa con le autorità preposte al consolidamento e al restauro della chiesa di San Lorenzo. Sarà l’occasione per restituire alla piccola comunità di San Lorenzo di Beffi e al territorio circostante un’importante testimonianza dei primordi del cristianesimo nella regione”.

Sono passati quasi dieci anni da quell’annuncio e la situazione è rimasta la stessa, con l’aggravante che più il tempo passa, più certi tesori sono a rischio.

Ma il signor Fabio, ex allievo salesiano, tifoso del Torino, fratello di Franco Colista (scomparso nel 2017, ex dirigente della Prefettura dell’Aquila ed ex dirigente sportivo, anch’egli innamorato del suo paese di origine per il quale si è speso per una vita insieme a parenti ed amici fraterni), che in passato è stato anche un talentuoso e arcigno terzino nella squadra di calcio della Vallese, che riuniva vari paesi della Valle Subequana, non perde, nonostante tutto, la grinta.

“Si registra un ritorno nei paesi e questo potrebbe accadere anche a San Lorenzo, ma andrebbe favorito, incentivato, occorre crearne le condizioni. Per quanto piccolo sia, ci sono appartamenti liberi, appena ristrutturati, e sicuri dal punto di vista sismico. La ricostruzione post-terremoto non può terminare con il rimettere in sesto paesi vuoti e deserti. San Lorenzo non può morire. Per me resta la capitale del mondo”.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
  1. SAN LORENZO DI BEFFI, POCO INTERESSE PER UN BORGO NOBILE OGGI DIMENTICATO

    SAN LORENZO DI BEFFI - Il terremoto del 6 aprile del 2009 ha quasi definitivamente addormentato uno dei borghi più belli dell’Aquilano...

  2. SAN LORENZO DI BEFFI, CATACOMBE DIMENTICATE ”RICOSTRUZIONE POSSIBILE, MA SERVONO SOLDI”

    SAN LORENZO DI BEFFI - "La chiesa di San Lorenzo di Beffi è senza dubbio molto importante dal punto di vista archeologico. Andrebbe tutelata...

  3. BORGHI DIMENTICATI: ‘SPICCA’ SAN LORENZO DI BEFFI MACERIE E SILENZIO, MA PURE CHI NON DEMORDE

    SAN LORENZO DI BEFFI - Non si arrende neppure quest’anno San Lorenzo di Beffi, minuscolo borgo dell’Aquilano ‘incastonato’ ...

  4. SAN LORENZO DI BEFFI, IL BORGO E’ SEMPRE FERMO MA A 5 ANNI DAL SISMA C’E’ CHI DA’ UNA SISTEMATA

    L’AQUILA - Sicuramente il 6 Aprile 2009, quella del terremoto, per L’Aquila e dintorni, è stata ed è tuttora una data da ...

  5. SISMA: SAN LORENZO DI BEFFI, VOGLIA DI RINASCERE PIAZZA DEL BORGO DA RIAPRIRE PER IL 10 AGOSTO

    L’AQUILA - A San Lorenzo di Beffi, piccolo borgo della Valle Subequana in provincia dell’Aquila, si riaccende una piccola luce di spera...

  6. SAN LORENZO DI BEFFI: OPERAZIONE RINASCITA PIAZZA A DON GALLO, ”PETROCCHI VENGA DA NOI”

    SAN LORENZO DI BEFFI - La piazza del borgo di San Lorenzo di Beffi potrebbe essere dedicata a don Andrea Gallo.

    E i giovan...

  7. SAN LORENZO DI BEFFI: IL 10 AGOSTO SI RINASCE BORGO IN FESTA, LA PIAZZA RIAPRE DOPO IL SISMA

    SAN LORENZO DI BEFFI - A San Lorenzo di Beffi (L'Aquila), sono giorni frenetici. 

    Il piccolo borgo della Valle Subequana, una fra...

  8. SISMA 2009: SAN LORENZO DI BEFFI, LA CHIESA E’ IN ABBANDONO; LAVORI MAI COMINCIATI

    ACCIANO - Rimane immobile la situazione della chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Beffi, frazione del comune di Acciano (L’Aquila) rimasta ...



Ti potrebbe interessare: