ESBORSO DI 132 MILA EURO, PRETESI DA SOCIETA' DI RISCOSSIONE, DOPO VOLTURA EFFETTUATA DA PROTEZIONE CIVILE AD APRILE 2010

SISMA 2009: COMUNE DELL’AQUILA SI ACCOLLA COSTI CORRENTE ELETTRICA TENDOPOLI

7 Giugno 2019 20:29

L'AQUILA – Un'emergenza sismica è per sempre: viene da parafrasare il celebre slogan pubblicitario, a leggere quanto è scritto nella delibera del Comune dell'Aquila del 3 giugno scorso. In essa l'amministrazione si è accollata infati 132 mila e 338 euro per costi dell'energia elettrica consumata alle tendopoli, allestite in città a seguito del terremoto del 6 aprile 2009, gestite e pagate dalla Protezione civile nazionale. 

Il conto è stato presentato dalla Officine Cst, società che gestisce il credito della Servizio elettrico nazionale spa, e comprende anche 39.400 euro per le prime utenze  degli alloggi post-sismici C.a.s.e., e altre piccole forniture di energia elettrica relative ad altre utenze comunali nella fase dell'emergenza. 

Le tendopoli, che hanno ospitato dall'aprile all'ottobre 2009 migliaia di aquilani, erano gestite dalla Protezione civile. Ma è avvenuto poi che, come si ricorda nella delibera, dal 1° aprile 2010 la Protezione civile ha invitato la Servizio elettronico nazionale spa ad eseguire la voltura al Comune le utenze dei consumi delle tendopoli. 

Il progetto C.a.s.e., lo ricordiamo, è stato definitivamente ceduto dalla Protezione civile al Comune nel settembre 2012, ed oggi determina un costo sempre più insostenibile per l'erario cittadino. 





Dopo anni di silenzio, la Servizio elettronico nazionale ha così bussato cassa ad ottobre 2018, con una richiesta 315.836 euro, di cui ben 264.677 euro relativi alla sola corrente elettrica delle tendopoli. 

Il Comune ha avviato un'interlocuzione, ed è riuscita a contenere il salasso, pagando la metà della bolletta, mediante una procedura di “saldo e stralcio”, un asorta di transazione bonaria, e cancellando  gli interessi di mora.

Nella delibera comunale si legge infine che “è in corso l’adozione dei provvedimenti necessari per la richiesta del trasferimento delle somme alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile nonché alla Regione Abruzzo, Dipartimento Opere Pubbliche, Governo del Territorio e Politiche Ambientali”. Tradotto: il Comune ha pagato il conto lasciato dalla Protezione civile, per evitare contenziosi, ma cercherà di farsi rimborsare dal Governo e da Marsilio. 

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