SISMA 2009: PRESIDENTI DI CONSORZIO D’ORO, AL TOP BASILE, FRAMMOLINI E ALFONSI

SU OPEN DATA RICOSTRUZIONE DEL GSSI LA CLASSIFICA DEGLI IMPORTI E DEL NUMERO DEI CANTIERI AFFIDATI CON COMPENSI PARI FINO AL 2% DEL CONTRIBUTO

di Filippo Tronca

25 Febbraio 2021 07:52

L’AQUILA – Lontani i tempi d’oro dell’Aquila medioevale e rinascimentale, dove i signori erano gli armentari, i grandi proprietari terrieri, in mercanti della lana e dello zafferano.

La ricostruzione post-sisma 2009  che ha già fatto arrivare nel cratere sismico aquilano 12,2 miliardi di finanziamenti, è diventata una grande opportunità anche per una nuova categoria professionale: quella dei presidenti di consorzio, spesso gli stessi amministratori di condominio, che eletti dai proprietari delle abitazioni terremotate, presiedono al buon andamento dei lavori di restauro e ottengono un compenso massimo del 2% lordo applicato al contributo erogato.

Piccola percentuale che se però applicata a decine di cantieri, può tramutarsi in una cifra di tutto rispetto, anche nell’ordine dei milioni di euro di compenso, tanto da aver creato in molti casi una nuova professione.

Nel sito Open data ricostruzione, realizzato dal Gran Sasso science institute, recentemente rinnovato e costantemente aggiornato, è possibile stilare la classifica dei presidenti di consorzio per entità di importi e numero di aggregati a loro affidati.

Al primo posto per numero di cantieri svetta l’aquilano Mauro Basile, presidente regionale dell’Anaci, l’associazione di rappresentanza degli amministratori condominiali: si occupa di ben 161 interventi, per un valore, già erogato, di 267.837.041 euro.

Al secondo posto Tiziana Alfonsi, presidente provinciale dell’Anaci, con 110 interventi per un valore erogato di 110.854.928 milioni di euro. Terzo Giuseppe Peretti 80 interventi  per 100.650.452 euro.

A seguire Tiziana Frammolini, 61 intervento per 166.791.000. seconda dunque dopo l’inarrivabile Basile nella classifica degli importi.

Seguono Adolfo Carducci, 43 interventi per 20.475.502 euro, Alberto De Thomasis, 41 interventi e 39.696.548 euro, Massimiliano Aniballi, 38 interventi e  9.245.426 di euro, Vittorio Fontanazza, 36 interventi e 39.043.722 euro, Luca Colarossi, 31 interventi e 33.383.690 euro.

Se andiamo a vedere invece la classifica dei maggiori importi restano ai primi posti Basile (267.837.041 euro), Frammolini (166.791.000), Alfonsi (110.854.928) e Peretti, (100.650.452) e poi a seguire Maria Rosaria Ciccarelli (63.991.993 euro), Augusto Ippoliti (46.746.543); Giovanna Di Francesco (44.698.421), Lamberto Biasini  42.265.017 e Alberto De Thomasis.

I presidenti di consorzio vengono eletti dall’assemblea dei proprietari e assumono la rappresentanza legale del Consorzio. Da questa figura dipende che la scelta da parte dell’assemblea, sia del tecnico che della ditta, sia ponderata e fatta in base ai requisiti dei candidati. Deve poi curare gli aspetti contrattuali e contabili, deve assicurarsi che la ditta abbia i requisiti per poter effettuare il lavoro, convocare e presiedere le assemblee, garantire insomma che tutto fili liscio fino alla conclusione dell’intervento.

Nel corso degli anni si sono verificate polemiche sul ruolo di questa figura “ibrida”,  a metà tra professionisti privati e ufficiali pubblici, visto che di fatto gestiscono i soldi dello Stato, sulla loro possibilità di orientare l’assemblea nelle scelte,  sull’eccessivo accaparramento di incarichi.

Dall’altra parte va detto che è anche merito dei presidenti di consorzio  e della loro professionalità, che la ricostruzione post-sismica privata nel cratere aquilano, a differenza di quella pubblica, continua a procedere a ritmo sostenuto, restituendo un patrimonio edilizio ben restaurato e con livelli di sicurezza sismica di gran lunga più elevati rispetto alla media italiana.

Il loro compenso è regolato dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) del 4 febbraio 2013 in questa misura: il 2% della somma ammessa a contributo per contributi fino a 1.000.000 di euro; 1%  tra 1.000.001 di euro e 5.000.000 di euro; lo 0,5% d tra 5.000.001 di euro e 10.000.000 di euro; 0,2% per contributi eccedenti i 10.000.001 di euro.

Dunque, per fare un esempio,  per un singolo intervento dal valore di 2 milioni di euro, il presidente di consorzio guadagna 20mila euro, il 2% del primo milione, a cui si aggiungono 10mila euro, che sono l’1% del secondo milione, per un totale di 30mila euro.

Il calcolo va poi precisato è calcolato sull’importo dei lavori, cifra inferiore al contributo complessivo dell’intervento di ricostruzione.

In molti casi vanno poi sottratte le spese per professionisti come commercialisti, consulenti legali a cui il presidente di consorzio è talvolta costretto ad affidarsi. E anche per i dipendenti, nei casi in cui occorre seguire una gran mole di lavori. Il “re” dei presidenti di consorzio, Basile, ad esempio, non svolge certo da solo l’intensa attività, bensì attraverso la sua impresa Studio MB sas di Mauro Basile & C, specializzata nella gestione ed amministrazione di condomini, in particolare per le pratiche della ricostruzione.

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