SISMA 2009: IL LIBRO DI LUCA POMPEI A CASENTINO NEI LUOGHI CHE LO ISPIRARONO

1 Agosto 2020 15:38

L’AQUILA – Torna ad emozionare il libro Come gli alberi spogliati ad Aprile, sul terremoto del 6 aprile 2009, scritto dal giornalista pescarese di Rete8 Luca Pompei.

Dopo il recente successo nella presentazione di Ostia, dove l’autore è stato ospitato dal collega Rai Gianni Maritati, è la volta di un nuovo appuntamento: il 5 agosto, dalle 18, nel Cortile degli Alloggi Estivi, in via Sebastiano di Cola, l’autore presenterà il suo libro proprio nel luogo in cui esso prende forma, Casentino, frazione del comune di Sant’Eusanio Forconese (L’Aquila), in occasione della festa della Madonna della Neve che rappresenta, come viene evidenziato anche nello stesso testo, un momento di condivisione oltre che di “rinascita” per una comunità che ha voglia di tornare a vivere riscoprendo le proprie tradizioni. 

Ai presenti – si legge in una nota – verranno offerti attimi di profonda riflessione grazie anche alla partecipazione del professor Elpidio Valeri, grande conoscitore della storia di Casentino, del sindaco Giovanni Berardinangelo e del giornalista del quotidiano il Centro, Giustino Parisse.

Modererà l’incontro la giornalista Alessandra Renzetti

Presente anche l’editore di Catignano (Pescara), Alessio Masciulli, che tanto ha creduto in questo progetto letterario.

IL RESTO DELLA NOTA

Ed è così che ancora una volta si parlerà, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza previste per l’emergenza Covid-19, di come in quel 6 aprile 2009, tante certezze sono svanite nell’aquilano alle ore 3.32 con quella terribile scossa che per tanti è stata la perdita di una vita serena, per troppi la perdita della vita stessa.

Molti in quella notte hanno visto svanire i propri sogni, altri invece hanno salutato per sempre l’amore, in tanti hanno visto andare in frantumi i propri sacrifici eppure nessuno ha rifiutato le proprie origini malgrado il grande dolore, come le forti testimonianze confermano. 




L’importante valutazione letteraria offerta dal giornalista Luca Pompei prosegue il suo percorso ricco di condivisione: nelle sue parole c’è la forza ed il coraggio di dare seguito al significato manifesto di un’identità mai persa di vista, e c’è quell’attenzione verso l’attesa, che si spera mai vana, di poter ridare una dignità alla propria terra d’origine.

Pompei, in questo libro, ha voluto cambiare in qualche modo direzione, esplorando il dramma del dopo terremoto, quello vissuto in un borgo alle porte dell’Aquila, appunto, che accoglierà questa testimonianza offerta da un giornalista che nelle ore successive al terremoto ha visto negli occhi delle persone il dolore, sacrifici infranti e la vita per pochi attimi fermarsi.  

Attraverso un’attività di studio ed inchiesta, ha visitato questi luoghi, ha conosciuto i suoi pochi abitanti, raccolto storie ed aneddoti per poi ricamare una storia di finzione che fa da legante ad una serie di vicende e personaggi reali. Il tema principale, ovviamente, è quello di una ricostruzione sociale, al fianco di quella materiale, quasi impossibile da immaginare, ma, nonostante questo, l’estremo attaccamento per le tradizioni, le origini e la storia di questo borgo, porterà i personaggi di questo romanzo a combattere per un proprio riscatto. 

Alberi spogliati ad aprile sono anche i tanti personaggi del romanzo, privati di tutto e non solo della loro casa; il loro senso di appartenenza, però, ed il profondo senso di resilienza danno, in fondo, loro quell’immagine di piccoli eroi di provincia dai quali poter prendere spunto anche in un momento così complesso per il mondo che fa i conti con le conseguenze di una pandemia.

Il libro vede anche la collaborazione dell’autore con la nota fotografa abruzzese Rossella Caldarale, che ha curato la foto di copertina.

Altra prestigiosa collaborazione è quella con il giovane e già pluripremiato scrittore abruzzese Peppe Millanta che per questo romanzo ha scritto una prefazione di assoluto valore.

 

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