SISMA 2016, NASCE UNICO GRAN SASSO: RETE DI 22 COMUNI OLTRE LA RICOSTRUZIONE

14 Giugno 2021 12:12

TERAMO – “La ricostruzione procede veloce, le case saranno rimesse a posto, ma poi? Chi le vivrà? Con che economia? Ecco perchè, per la prima volta nella storia della Ricostruzione dei nostri terremoti nasce Unico, 22 sindaci del cratere abruzzese che si riuniscono in una specie di consorzio per organizzarsi sui tavoli dove si decideranno le cose. Noi pensiamo anche al sociale e al futuro”.

Così all’Ansa il sindaco di Crognaleto (Teramo) Giuseppe D’Alonzo, promotore di Unico GranSasso, rete di 22 comuni del cratere sismico del 2016 che si è costituita e che è stata presentata oggi al Parco della Scienza di Teramo alla presenza di Giovanni Legnini, commissario alla ricostruzione, oltre ai vertici regionali.

Unione trasversale e multipartisan per presentarsi unitariamente davanti alle istituzioni per “trasporti, sanità, economia – prosegue D’Alonzo – siamo senza bandiere che non il nostro territorio, per mettere a sistema le risorse che arriveranno, andare oltre il mattone per intenderci. E’ importante che nel gruppo ci sia anche il comune capoluogo di provincia come Terame che si siano oggi anche i rappresentanti della Regione Marche, perchè i problemi che abbiamo sono comuni. E’ importante aver segnato un dato politico: l’unità del territorio di fronte al futuro fatto di Recovery o Pnrr”.

“Ci credo molto in Ats del genere: sono una occasione unica, e lo dice lo stesso nome che i 22 comuni abruzzesi del cratere si sono dati. Unico GranSasso è una occasione-modello irripetibile, è un grande valore perchè per i prossimi 6 anni per il cratere ci saranno 1,8 mld di euro”, afferma Giovanni Legnini, commissario alla ricostruzione del sisma 2016, alla presentazione dell’Ats dei 22 comuni abruzzesi promosso per rilanciare e valorizzare il territorio. “Non c’è solo il bisogno di una rinascita – dice Legnini – c’è bisogno di una coesione interistituzionale, che già di per sè è un grande valore politico. C’è da far partire la seconda gamba della ricostruzione, dopo il Cis e uil fondo complementare Pnrr, è il segnale che dopo due terremoti e una pandemia, un territorio riesce a trovare unità, cosa non scontata in precedenza. Insomma, l’epoca storica è irripetibile per queste zone. Cosa serve? Collegamenti, rete, digitale, economia…”.

“Sulla Governance c’è un percorso che deve essere completato. Io domani sarò audito in un incontro con il Presidente del Consiglio e domani con le commissioni che si occupano della governance del Pnrr e credo che qualcosa sull’Appennino centrale bisogna aggiungere. Nel suo intervento Legnini ha affrontato il tema della suddivisione delle risorse. “Come le dividiamo? Le dividiamo per i due crateri – ha detto ancora – io credo che occorra un unico progetto che riguardi tutto l’Appennino centrale. Serve un progetto unitario con investimenti che interessino insieme più territori”.

“Unico è un insieme di soggetti istituzionale territoriale riconoscibile per esprimere esigenze omogenee che supera i confini provinciali (Pescara, L’Aquila e Teramo) – ha detto Gianguido D’Alberto presidente Anci Abruzzo, ma anche sindaco di Teramo, ua delle aree di Unico -. “Dopo arrivo di strumenti normativi per la ricostruzione, oggi arriva il progetto di valorizzazione e di rilancio dei territori che possa affiancare la ricostruzione fisica e materiale. Con Unico si definisce un nuovo livello istituzionale riconoscibile, in cui anche i piccoli comuni troveranno forza nella rete per forza rappresentativa e istituzionale”.

“Unico consentirà di essere competitivi ai territori della rete soprattutto per partecipare a bandi di progettazione europea, a cui accedere per piccoli comuni sarebbe impensabile” ha detto Cristina Di Pietro, sindaco di Civitella del Tronto, in rappresentanza dell’area della Laga. “Un progetto ambizioso per far conoscere la bellezza dei nostri territori, musei a cielo aperto. Si rischia la perdita delle tradizioni e della cultura dei territori, Unico potrebbe essere la soluzione per lavorare insieme ad alti livelli istituzionali”.

In rappresentanza dell’area Vomano, Luigi Servi sindaco di Fano Adriano :”Siamo partiti da un foglio bianco, uniti stiamo andando nella giusta dimensione per cercare di cogliere le opportunità del PNRR pensando di metterci dentro le vite anche delle generazioni future. L’area che rappresento è emblema di turismo lento e ambientale, che aspira a recuperare posizione d’eccellenza in un settore diventato ormai di interesse globale. Con Unico si superano il termine di “svantaggiato” che finora ha definito questi territori”.

Per la zona dell’Alto Aterno, Massimiliano Giorgi sindaco di Montereale: “Con Unico possiamo osare, andremo a compensare le politiche di austerità nella gestione dei piccoli enti. Unico è lo strumento per gestore i fondi del PNRR, un’occasione straordinaria per valorizzare i territori e sue bellezze per combattere lo spopolamento dei comuni, uno dei pericoli da combattere, soprattutto dopo il sisma. Bisogna rendere le bellezze ambientali dei territori, come il lago di Campotosto, il volano della ripartenza economica del turismo”.

In rappresentanza dell’Area Siciliana, Rosanna De Antonis il sindaco di Castel Castagna: “Unico ha messo insieme i territori creando una progettualità partecipata che permetterà di invertire i modelli tradizionali di progettualità. Questa inversione permette di raccogliere istanze e esigenze del territorio e trasformarli in progetti che rispondono ai veri bisogni della comunità. Ciò porta anche più attenzione a quell’opera realizzata da parte dei cittadini che la sentono rispondente alle proprie richieste. Il post sisma rischia di far scomparire i territori. La ricostruzione materiale deve passare attraverso la ricostruzione sociale. La progettualità di area è il futuro delle aree montane”.

Giuseppe D’Alonzo, sindaco di Crognaleto, capofila del progetto Unico ha spiegato che: “Un passaggio storico per la regione. Un pezzo d’Abruzzo che unisce. Non è facile mettere insieme 22 sindaci, 3 province, territori diversi e sindaci eletti dai propri territori. Li ringrazio del coraggio e dell’impegno a superare il campanile. Il Progetto Unico è nato dall’esperimento di “Abruzzo dal Vivo”, un progetto culturale e di promozione turistica dei 22 territori che ha dato l’esperienza per mettersi e l’idea per mettersi insieme, anche sui grandi progetti strutturali e di rilancio dei territori. Partner Fondazioni Bancarie, Camere di Commercio, associazioni. Il problema attuale è quella della perdita di tessuto sociale. Si rischia di ricostruire un territorio bello, ma vuoto. Bisogna attivarsi perchè il territorio sia attrattivo per la gente. La comunicazione e la digitalizzazione è la strada per mantenere le popolazioni sul territorio. I nostri paesi devono vivere tutto l’anno. Faccio appello alle istituzioni: dateci uno spazio. Ci saranno strutture che dovranno confrontarsi con la politica. Vogliamo che ci sia una progettazione adeguata alle esigenze sul territorio”.

“La visione unitaria di Unico Gran Sasso è la grande forza di questo nuovo progetto, per affrontare gli ostacoli della progettazione. Le risorse ci sono, ma vanno spese presto”, ha detto Umberto D’Annuntiis, sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale nel suo intervento durante la presentazione dell’Ats tra i 22 sindaci del cratere sismico 2016.

“Il mio passato da sindaco (Corropoli) mi aiuta a capitre il valore di questa iniziativa. La Regione Abruzzo, da due anni, ha anticipato questo sistema di lavoro con la programmazione partecipata insieme ai territori, associazioni di categoria e portatori di interesse. Il coofinanziamento è la grande svolta che aiuterà i comuni, soprattutto piccoli, a entrare nei grandi progetti. Ats Unico entra da oggi tra gli interlocutori della Regione Abruzzo, nella consapevolezza che i progetti cantierabili consentiranno di ricevere i finanziamenti agevolmente”.

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