SISMA 2016: “RICOSTRUZIONE CHIESE A PIENO RITMO”,
LEUZZI, “LUOGHI INDENTITARI PER COMUNITÀ”

INTERVISTA A VESCOVO TERAMO CHE CONFERMA LA VELOCITA’ NEGLI INTERVENTI. I DATI UFFICIALI EVOCANO UN VERO E PROPRIO MODELLO DEL CAPOLUOGO. STASERA ACCENSIONE DEL PINNACOLO CATTEDRALE NEL CUORE DEL CENTRO STORICO. "TORNERÀ' AL SUO SPLENDORE PRIMA DI DICEMBRE 2022". TUTTI I NUMERI: 12 LUOGHI CULTO RIAPERTI, 56 CON PROGETTAZIONE CONCLUSA, ALTRI 111 IN ITINERE. "GRANDI MERITI A COMMISSARIO LEGNINI, OTTIMI RISULTATI DA UFFICIO TECNICO DELLA CURIA"

8 Dicembre 2021 08:42

Teramo: Abruzzo

TERAMO – Sarà un evento epocale, lo svelamento e l’illuminazione di questa sera alle ore 19, in occasione dell’Immacolata Concezione, del campanile della cattedrale di Santa Maria Assunta a Teramo, la prima ad aver iniziato i restauri tra quelle interessate dal cratere sismico del 2016 e del 2017 nel Centro Italia che in Abruzzo ha interessato drammaticamente la provincia teramana.

Questo perché, simbolicamente, i riflettori si accenderanno anche su quello che oramai viene definito il “modello Teramo”, meritandosi l’apprezzamento nazionale, sul fronte della ricostruzione del patrimonio architettonico ecclesiastico. Certificato dalla forza dei numeri ufficiali, quelli di 12 chiese già restaurate e riaperte al culto, altre 56 che vedranno aprire i cantieri l’anno prossimo alla luce dei progetti esecutivi. Ed ancora altri 111 luoghi sacri danneggiati in attesa di finanziamento ma con progetti in corso. Nella diocesi Atri-Teramo sono stati poi effettuati 63 interventi di messa in sicurezza.

La cerimonia prevede inoltre la proiezione dell’immagine di 120 metri quadri di una Natività di Alessandro Bonvicino, detto il Moretto, sulla parete della torre campanaria in uno scorcio nel cuore del centro storico che sarà caratterizzato da una nuova lice in piazza Martiri con i ponteggi tolti al palazzo vescovile e al seminario. A celebrare il sentito avvenimento religioso e sociale l’artefice principale di questo “miracolo” italiano, il vescovo Lorenzo Leuzzi, nominato nel 2018  dopo aver ricoperto dal 2010 il servizio pastorale come rettore della chiesa di San Gregorio Nazareno a Montecitorio e cappellano della Camera dei deputati.

“L’accessione del pinnacolo della cattedrale di Teramo – spiega nell’intervista ad Abruzzoweb -, sarà anche l’occasione per dare una visibilità all’ottimo lavoro che si sta facendo nella ricostruzione del patrimonio ecclesiastico. Non mi aspettavo una tale velocità nell’esecuzione dei lavori, su un fronte di così grande importanza: non va dimenticato che una chiesa, soprattutto in un piccolo centro, rappresenta un luogo di socialità, dove le comunità possono ritrovare se stesse, sono un patrimonio di bellezza artistica e architettonica da valorizzare e far conoscere”.

La stupenda cattedrale nel cuore di Teramo, come conferma lo stesso Leuzzi sarà completata, anche prima del dicembre dell’anno prossimo, visto che i lavori, anche in questo caso, procedono a pieno ritmo e bruciando le tappe.

Alla base di questa ottima performance, anche l’accelerazione del processo di ricostruzione impressa dal commissario del sisma del Centro Italia, Giovanni Legnini, ex sottosegretario e vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, entrato nella carica a inizio 2020, lasciando lo scranno in consiglio regionale, Grande merito anche alla proficua attività dell’Ufficio per la ricostruzione della curia di Teramo, diretta dall’ingegnere aquilano Antonio Masci che ha portato in Curia le sue numerose esperienze nel post-terremoto 2009 a L’Aquila.

I numeri del resto, sul fronte della ricostruzione post-sisma del patrimonio ecclesiastico teramano parlano chiaro: 12 chiese sono state già restaurate e riaperte definitivamente e sono stati effettuati 63 interventi di messa in sicurezza utili alla salvaguardia del bene e della pubblica incolumità, per totale complessivo di circa 8 milioni. Sono poi 56 gli ulteriori interventi con progetti esecutivi già redatti, per un valore di 21 milioni, di cui 45 trasmessi presso gli uffici competenti, ovvero la Soprintendenza ed Ufficio speciale della Ricostruzione (Usr) di Teramo, diretto dall’aquilano Vincenzo Rivera, ed in attesa di autorizzazioni. Si aggiungono poi 6 interventi a valere sui fondi del governativi del “bonus facciate”, su edifici strategici e soggetti a vincolo, per 7 milioni di euro, un progetto che si incardina in quello di riqualificazione e valorizzazione dei centri storici attraverso il restauro degli immobili di proprietà della Curia. Ci sono infine in prospettiva altri 111 interventi in attesa di finanziamento, ma già tutti con progettazione in corso.

I lavori hanno finora coinvolto ben 23 imprese, tutte con sede nella Diocesi di Teramo-Atri, creando posti di lavoro e indotto, in particolare nei comuni del cratere sismico.

Tra gli interventi conclusi, anche quello del Palazzo Vescovile di Teramo e Seminario su piazza martiri, dove Abruzzoweb ha incontrato il vescovo.

“Con la nuova gestione del commissario Legnini – chiarisce ancora Leuzzi -, con la semplificazione normativa e la possibilità di condivisione del processo, si è fatto un passo in avanti importante, abbiamo già riaperto 12 chiese, e ora il nostro ufficio tecnico ha già completato la progettazione di altre 56. Dunque nel 2022 non solo riavremo la cattedrale di Teramo nel suo splendore, con la restaurata cappella di San Berardo, ma anche tante altre chiese, su tutto il territorio, mentre ci sono altri elenchi di interventi su beni ecclesiastici in via di approvazione. Sono molto ottimista sulle tempistiche, la cattedrale doveva essere riconsegnata nel dicembre 2022, ma visto il ritmo dei lavori, e da quello che mi dicono, la conclusione dei lavori sarà più ravvicinata”.

Leuzzi però è consapevole che non bastano nel complessivo processo di ricostruzione post sisma 2016-2017 restituire alle comunità le loro chiese, occorse anche accelerare ulteriormente la ricostruzione delle abitazioni, e anche questo, dati alla mano, sta avvenendo, dopo anni di impasse. E soprattutto creare occasioni di lavoro e rilancio del tessuto economico. Il messaggio del vescovo, in tal senso, è però di ottimismo e speranza.

“Occorre favorire una cultura della partecipazione e dello stare insieme per affrontare le difficoltà, e far tesoro delle possibilità Fondamentale è il coinvolgimento di tutte le realtà imprenditoriali e istituzionali, soprattutto in vista dell’utilizzo dei fondi del Pnrr. Nella nostra diocesi, nella nostra provincia ci sono tanti segnali positivi. Compito della Curia, ora più che mai, è favorire la messa in comunione, la creazione di rete di tutte queste potenzialità”.

Vero è che in occasione della ricostruzione del Friuli, nel maggio del 1976. fu coniato lo slogan “prima le fabbriche, poi le case, infine le chiese”, ma osserva Leuzzi, una chiesa rappresenta, in territori montani, un luogo di socializzazione, un valore identitario e dunque occorre piuttosto parlare nel contesto teramano di sincronia, senza ordini di priorità, nei vari fronti e tipologie di ricostruzione post-sisma.

“Lo abbiamo visto con la riapertura delle piccole chiese già ricostruite – esemplifica il vescovo -: molte delle quali in piccole frazioni: per le nostre comunità sono tornate a rappresentare un punto di riferimento insostituibile, aiutare a riscoprire il senso dell’appartenenza, dell’identità, e soprattutto il desiderio di ritrovarsi insieme e riprendere il cammino. Ho incontrato tanti giovani anche vari professionisti, studenti fuori sede, che hanno espresso l’intenzione di tornare a vivere nella loro terra d’origine”.

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